Il disastro INPS, specchio del paese….

La Fornero e la nuova disoccupazione………

La cara ex Ministro Fornero, oltre ad aver messo mano in maniera rovinosa alle pensioni, ad aver creato tutta quella massa di poveracci condannati al limbo del “chi non lavora più ma non può più andare in pensione” detti, in maniera bruttissima, “esodati” ed ad aver eliminato l’art. 18 ed allungato i tempi che devono passare tra un rinnovo di contratto e l’altro, oltre tutto questo appunto, ha anche rovinato uno dei pochi servizi Inps che funzionavano abbastanza decentemente: la disoccupazione.
Fino ad un anno fa, se si avevano determinati pochi e semplici requisiti (tipo aver lavorato almeno un tot di settimane negli ultimi due anni), si poteva richiedere la disoccupazione all’inps e, nel giro di poco tempo, un mese al massimo, la domanda veniva accolta e si aveva diritto ad 8 mesi di sussidio. I primi 6 mesi con l’80% della ultima retribuzione, il 7° mese con il 60% e l’8° mese con il 50%.
Tutto pagato regolarmente all’inizio di ogni mese. Si aveva solo un obbligo: quello di presentare, entro 5 gg da una eventuale nuova assunzione o da un ricovero o da una gravidanza, un modello in cui si dichiarava che in tale data si chiedeva la sospensione della disoccupazione perché si era stati assunti, o perché si era all’ospedale o perché si entrava in regime di maternità.
Di modo che l’inps aveva tutto il tempo per fare i conteggi di spettanza dell’ultimo periodo e pagava il tutto subito. Oppure provvedeva a sospendere la decorrenza della disoccupazione per poi riprenderla alla fine dell’evento in questione.
Ma visto che in Italia, quando una cosa funziona bene è meglio rovinarla, la Sig.ra Fornero ha ben pensato di introdurre, in sostituzione della disoccupazione, le famigerate ASPI e MINI-ASPI.

Allora, i requisiti per ottenerle sono cambiati. E non sono così semplici, tanto è vero che anche i funzionari dell’Inps addetti alla valutazione delle pratiche sono andati in confusione infatti, per esempio, a maggio stavano ancora cercando di capire se le domande presentate i primi di marzo fossero accettabili. Quindi, almeno 2 mesi di ritardo per chi doveva ricevere quello che è L’UNICO sostentamento quando non si ha lavoro. E oltretutto, alla fine, lo si riceve senza interessi, mentre lo Stato, se si ritarda il pagamento delle tasse anche solo di un giorno, chiede gli interessi di mora. Ma tant’è!
Ma la chicca deve ancora arrivare…..
Non c’è più obbligo di fare la comunicazione di assunzione quindi si è portati a pensare che, nel fortunato caso in cui si trovi lavoro, l’inps vedrà (in tempi celeri) dalla comunicazione di assunzione che farà l’azienda, che il nostro periodo di disoccupazione è finito.
Invece no. Non è così. Il Ministro Fornero si è inventata un meccanismo infernale.
Si richiede la disoccupazione il 1° gennaio. Se ne ha diritto fino al 28 agosto (240 gg). Ovviamente la disoccupazione decorrerà dal 9 gennaio perché è il tempo (in teoria) che l’inps si prende per istruire la pratica.
Quindi il primo mese che vi pagheranno sarà relativo al periodo 9 gennaio – 31 gennaio. E questo primo pagamento, come dicevamo prima, avviene MOLTO in ritardo, quindi in realtà il primo pagamento sarà di 2 mesi (dal 9 gennaio al 28 febbraio) e non vi arriverà i primi di marzo ma solo a metà mese perché pare che quando l’inps fa un bonifico ci vogliono almeno 10 gg per l’accredito sul vostro conto perché probabilmente chi fa i bonifici da quest’anno non è capace.
Ma il top lo si raggiunge se avete la sfortuna di trovare lavoro solo l’ultimo mese o se non lo trovate affatto!!
Quindi, fino ad ora avete avuto dei bonifici mensili. Arrivati a settembre sapete che dovete ricevere il pagamento del mese di agosto più quei famosi 8 giorni che mancavano all’inizio. Quindi pensate che a settembre riceverete i soldi di agosto (fino al 31) e che ad ottobre vi pagheranno i restanti 5 giorni. Come farebbe chiunque dotato di buon senso.
E invece a settembre ricevete il pagamento di 10 gg!!!!!
Voi magari con quei soldi che aspettate ci dovete pagare dei debiti, delle bollette, delle scadenze!!!! E loro vi danno solo 10 giorni!!!!
Allora, se vi recate allo sportello inps (inutile chiamare il Call Center, tanto rispondono degli stranieri che mal comprendono la nostra lingua e non sanno bene la normativa) e vi dicono che, per farsi poi pagare regolarmente l’ultimo mese, E’ CONSIGLIABILE (ma solo consigliabile!!!!!!) presentare il modello che prima era obbligatorio. Anche perché, se non viene presentato, prima che l’Inps capisce che o avete finito la disoccupazione per decorrenza o che vi hanno assunti, ci può mettere anche anni!!!!!
Capito!!!!! E’ CONSIGLIABILE!!! E poi comunque, una volta presentato il modello, quei soldi arriveranno SOLO il mese prossimo!!!! E noi nel frattempo che facciamo?? Andiamo a mangiare a casa della Fornero????
Trovo che tutto ciò sia semplicemente vergognoso anche perché spesso il disoccupato ha anche una famiglia a carico e come fa se non gli arrivano quei soldi?!?!
Il solito andazzo italiano! Chi può se ne vada da questo paese ormai morto, fallito, irrecuperabile…

…SOTTO A CHI TOCCA…

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Italiani che tagliano…le spese!!

Come ormai tutti sappiamo e tutti ripetono fino alla nausea, la crisi ci attanaglia. Molte famiglie non arrivano alla fatidica fine del mese. Mentre da una parte aumenta il numero di coloro che vivono in povertà, dall’altra la soglia della medesima si abbassa pericolosamente. Non sembra esserci all’orizzonte la benché minima possibilità di un’inversione di tendenza ma, le cose più curiose e le mosse più stravaganti avvengono da parte di coloro che, dall’alto (o sarebbe meglio dire dal basso?!) delle loro competenze dovrebbero risolvere i problemi del paese.

In base a recenti dati Istat, sembra che le famiglie italiane abbiano tagliato le spese…proprie!! Sì abbiamo capito bene: non è la costosissima macchina politica che si taglia le spese ma è solamente il popolo che, dopo aver subito costantemente tagli ai servizi e aumenti di tasse, decide di non spendere più per sé. Tra l’altro una legge elementare dell’economia stabilisce che un aumento delle tasse determina un abbassamento delle spese quotidiane e di conseguenza non girano soldi aumentando inevitabilmente inflazione e crisi stessa. Ci si chiede se i nostri “governanti” siano al corrente di ciò oppure, cosa più probabile, abbiano poche conoscenze in materia e soprattutto tanta, tantissima distanza dalla realtà.

Le famiglie non spendono più per andare al cinema o assistere a spettacoli musicali o teatrali dopo che, è bene ricordarselo, i governi passati hanno operato tagli pesantissimi sia al cinema sia alla cultura in generale. Non spendono più per andare in vacanza dopo magari essersi rotti la schiena (e qualcos’altro) per un anno intero o più per poter pagare le tasse assurde che ci chiedono, tipo l’IMU. Gli italiani arrivano anche a contrarre  debiti per pagare una tassa su un bene garantito e salvaguardato dalla nostra costituzione, sul quale hanno già versato lacrime e sangue tra iva e balzelli vari e di cui peraltro, in realtà non sono proprietari bensì similar-affittuari visto che, se la casa è gravata da mutuo, si può considerare di proprietà dell’Istituto bancario che eroga il prestito. Pazzesco!

Oltre a ciò, appunto, decidono di non vivere, privandosi anche di alcuni bisogni di base ed essenziali come le cure mediche e dentistiche. In particolare sembra che tutti abbiano deciso di non curarsi i denti, non per pigrizia ma solo per mancanza di fondi e quando un sistema governativo non è in grado di tutelare la salute del popolo è un sistema fallito, totalmente incapace perché costituito da incapaci. Inoltre possiamo ben intuire che, al giorno d’oggi, non abbiamo garantiti quei diritti che sono o che dovrebbero essere alla base del nostro paese e della nostra democrazia. Pessimo panorama sociale e, cosa grave, sembra che ci siamo tutti abituati a non avere più nulla, nemmeno l’essenziale,  ma solamente a dover dare a fondo perduto. Non funziona così!!

E loro, i politicanti, che fanno?? Di fronte a cotanta miseria, a disordini sociali che rischiano di esplodere ed implodere, di fronte a palesi manifestazioni di insofferenza nei loro confronti si riuniscono per…fare una legge che escluda dalle elezioni i movimenti che non abbiano una forma giuridica del partito politico!! Questi sì che sono problemi di cui la sig.ra Finocchiaro, che per me potrebbe tranquillamente fare il paio con la Boldrini visto l’acume, si fa portavoce e ci informa che sarebbe una cosa molto utile…sì per lei e il suo partito ormai morto e traditore dei propri iscritti ed elettori (loro sì gente rispettabile).

Questa proposta oltre ad essere anacronistica e inutile ha l’enorme pecca di ignorare più di dieci milioni di cittadini che, alle ultime elezioni, hanno votato per i cosiddetti movimenti. Li hanno ignorati formando un governo impastato ed impestato di ogni più bieca natura, non dando seguito al responso delle urne. Lo fanno sicuramente perché hanno paura di dover appendere gli artigli al chiodo e di non poter più godere della scorta per fare compere all’Ikea…vero sig.ra Finocchiaro?? Mah, forse doveva arredare la casa in cui andare a vivere insieme alla Boldrini per poter poi studiare a tavolino una legge che limiti l’utilizzo di internet…

Se dovesse passare la proposta anti-movimenti sarebbe una cosa gravissima che meriterebbe una reazione forte, ma ovviamente pacifica, di protesta popolare. E’ il popolo che comanda non loro e, speriamo davvero, che lo si possa vedere alle imminenti elezioni amministrative. Sarebbe auspicabile un ennesimo deciso segnale di intolleranza e insofferenza verso la vecchia politica, verso chi è in quel mondo magari da 25 anni ad esempio la…Finocchiaro!! Nel caso di un’altra vittoria dei movimenti e di una sconfitta dei partiti, ignoreranno ancora il risultato?? Beh, forse bisognerebbe chiederlo al sig. Napolitano…

Un’ultima nota di colore: mi piacerebbe sapere in base a quale incarico ricoperto la si.ra Finocchiaro deve vedersi assegnata una scorta quando magari essa viene negata a persone che la meriterebbero di più perché realmente esposti al pericolo…

…SOTTO A CHI TOCCA…

 

Si torna all’antico con il…baratto!

La crisi, ormai si sa, attanaglia un po’ tutti i paesi Europei e non. Anche la Germania, fino a poco tempo fa, presa ad esempio e come modello economico da imitare sta mostrando le prime crepe. Quindi, possiamo forse dire, che siamo tutti sulla stessa barca e, ahimè, alcune scialuppe di salvataggio sono state già calate.

E’ da qualche tempo che possiamo vedere in televisione o leggere sui giornali notizie relative a persone, che a causa della mancanza di soldi e di lavoro, vanno in giro per barattare le loro cose con altre di cui hanno necessità. Anche nei mercati rionali, spesso, accade che i titolari dei banchi, siano essi alimentari e non, accettano di prendere cose, oggetti di valore o meno in cambio dei loro. La crisi produce anche questo effetto, strano ma molto distintivo dei tempi in cui stiamo vivendo che per alcuni sono davvero drammatici.

Accade una sorta di Monte dei pegni avente per oggetto non oro e cose preziose, bensì generi di prima necessità. Questa pratica può essere, sicuramente, un po’ triste e un po’ pericolosa ma anche, diciamo così, divertente e utile. Triste perché, un paese i cui cittadini ricorrono al baratto per vivere non è certamente un paese florido, solido e con un futuro brillante dato che, senza soldi che girano, l’economia ristagna in maniera pesante. Pericoloso perché un sistema economico nazionale dovrebbe essere basato sulla liquidità e sugli investimenti che poi portano occupazione e benessere per tutti. D’altro canto, come ho detto, potrebbe essere divertente perché ci può far riscoprire alcuni valori che si sono persi ormai da anni come appunto scambiare oggetti di valore economico diverso tra loro ma di valore intrinseco e di utilità che spesso si sovverte. Qualcuno potrebbe preferire, come è accaduto in un mercato dell’Emilia Romagna, un cesto di insalata con ravanelli ad una bella forma di Grana padano con tanti saluti alla differenza di costi delle due cose.

Peraltro è anche vero che da un oggetto che non vale nulla o quasi si può arrivare, tramite una serie di baratti mirati, ad avere anche un oggetto di grande valore. Ricordo che tempo fa, durante una puntata della trasmissione “Le Iene“,  Marco Berrì provò proprio a fare un esperimento di baratto. Mi ricordo che partì con una penna , dopo una serie quasi infinita di baratti, arrivò ad avere una macchina di lusso a dimostrazione del fatto che il baratto mette in eviodenza non tanto il valore o il costo degli oggetti quanto le reali esigenze personali di coloro che scambiano e la reale soggettiva utilità degli oggetti scambiati.

Il filosofo e, soprattutto, economista scozzese Adam Smith una volta disse: “L’inclinazione a trafficare, barattare, scambiare una cosa con un’altra è comune a tutti gli uomini e non si trova in nessun’altra razza di animali” a testimoniare appunto che, forse, il baratto ci è connaturato e dovremmo prenderlo maggiormente in considerazione anche sulla base dei tempi che stiamo vivendo.

Certo sarebbe meglio avere una economia più fiorente e più equa per tutti ma visto che il popolo italiano ha, tra le caratteristiche principali, quella di sapersi arrangiare non ci stupiamo se vediamo in giro nelle nostre città persone che scambiano e pensiamo che, magari, lo fanno per reale necessità. Sicuramente non è né possibile né auspicabile che questa pratica prenda piede in maniera assoluta. I tempi sono diventati, sì duri, ma anche troppo moderni per poter pensare di tornare all’antico quindi, credo e spero, che si debba guardare al baratto come ad un’evento passeggero e per certi versi folcloristico. Magari, perché no, da provare almeno una volta per sentirsi un po’ “medievali”, sullo stile di “Non Ci Resta Che Piangere” dove Roberto Benigni e il povero Massimo Troisi girano per strade e mercati con caciotte e generi vari e tentano di evitare il pedaggio di un fiorino offrendo appunto una bella caciotta…

Speriamo solo che davvero a noi tutti, visti i tempi, non ci resti altro che…piangere!!

…SOTTO A CHI TOCCA…

Attenzione alle…banche!!

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L’argomento delle banche è sempre di attualità per vari motivi: i vari scandali che si sono susseguiti non ultimo quello clamoroso (e di cui non si sente quasi più parlare) del Montepaschi di Siena, oppure perché le banche giocano un ruolo molto delicato in questa crisi e, infine, perchè tutti ma proprio tutti abbiamo a che fare con loro per conti correnti, mutui, pensioni o prodotti finanziari in genere.

Le banche gestiscono a proprio piacimento i nostri soldi e, come ormai sappiamo, anche quando li gestiscono male c’è sempre qualcuno, in genere il governo di turno, che corre in loro soccorso grazie ai soldi di noi contribuenti. Eh già, le banche vengono tutelate mentre le imprese private di piccoli, medi e grandi imprenditori non hanno aiuti qualora si trovassero in difficoltà  a causa di governi incapaci sia di approntare una serie di provvedimenti diretti alla crescita sia di aiutare quelle imprese da cui hanno sempre attinto per sanare questa o quella situazione critica e che, magari, momentaneamente si trovano in apnea.

Le banche, inoltre, in questa congiuntura temporale caratterizzata dalla maledetta crisi non fanno in pieno il loro dovere e non aiutano ad uscire dalle sabbie mobili che attanagliano la nostra economia e le nostre imprese, come dovrebbero. Non erogano più prestiti né personali come mutui o fidi né alle imprese che potrebbero utilizzare questi eventuali prestiti facendo investimenti e, magari, anche assumendo personale. Sembrano avvitate su se stesse, non sembrano più voler rischiare nemmeno quel minimo che fa parte del gioco.

Ai privati, d’altro canto, propongono forme di conti correnti inguardabili, conti dove il cittadino versa tutto sotto forma di contanti, stipendi, pensioni o quant’altro e che non danno nemmeno un centesimo di interessi adducendo come scusa che tutte le operazioni o quasi sono gratuite. Questo è vero, ma la quantità delle gratuità sta sempre di più assottigliandosi e sembra quasi più conveniente tenere i nostri risparmi sotto al classico materasso. Pensiamo solo al fatto che il possessore di un qualsiasi conto corrente, anche senza spese, se lasciasse i propri soldi sul conto per un anno, trascorso questo periodo si troverebbe con meno liquidità rispetto a quella iniziale a causa, bene che vada, solo della tassa governativa che ci chiedono. Non converrebbe allora veramente tenerli a casa in una cassetta di sicurezza? Avremmo, almeno, la certezza che, ad esempio, versando cento ci ritroveremmo cento.

A volte poi succedono delle cose strane ai nostri conti correnti, delle cose che vengono sottovalutate ma sono gravissime. Sarà capitato a tutti di ritrovarsi degli addebiti in conto, anche di piccola entità ma che se moltiplicati per TUTTI i conti correnti danno una bella cifra. Le banche si giustificano dicendo che si tratta dei classici errori del sistema e provvedono al rimborso. Ma c’è il sospetto che ci provino facendo leva sul fatto che spesso una persona non controlla bene perché magari anziana o perché semplicemente non ci da peso o non ha tempo. Sta di fatto che, così facendo, le banche mettono letteralmente le mani in tasca a noi, a tutti senza avvisarci e questa pratica è gravissima! Vi chiederete perché nessuna Istituzione interviene in tal senso. Semplice, perché spesso in passato i governi hanno fatto la stessa cosa rubando dalle nostre tasche per risanare le loro incapacità. Basta dare un occhiata a Cipro…

In verità, forse, un modo per mettere in difficoltà le banche ci sarebbe e le porterebbe quasi certamente al fallimento o giù di lì: basterebbe che tutti, ma proprio tutti, i correntisti andassero alle proprie banche e chiedessero semplicemente di ritirare tutto ciò che hanno depositato, chiedessero cioè di chiudere i conti. Immaginate il panico che provocherebbe un’azione del genere. In questo caso saremmo sì trattati con i guanti e convinti in tutti i modi a desistere. Attenzione però perché, anche in questo caso, potrebbe esserci un’amara sorpresa. Conoscendo i nostri “governanti” si inventerebbero, di certo, un piano di salvataggio che graverebbe, tanto per cambiare, sempre sugli stessi…su di noi!!

Basterebbe, in ultima analisi, da parte di tutti un po’ di buon senso e un po’ di rispetto e, soprattutto, che ognuno facesse il proprio dovere…soprattutto le banche!!

…SOTTO A CHI TOCCA…

Fate la carità…

Strani tempi questi che ci troviamo a vivere nostro malgrado. Tempi di crisi profonda, più che economica oserei dire di valori, dove tutto o quasi sembra non avere più senso anche se la speranza in un futuro, se non migliore, quanto meno più equo dovrebbe alleviare un po’ le pene di tutti. I valori sono importanti. Da sempre è meglio avere dei punti di riferimento morali o pratici su cui poter contare e su cui fondare in parte la nostra esistenza.

Il valore che, ahimè, sembra essere il più importante in questi nostri tempi è quello del “Dio” denaro. Tutto ciò che facciamo o quasi, tutte le nostre azioni o quasi sembrano essere mosse dalla spinta di poter portare a casa un profitto economico. Direte che è una cosa necessaria per vivere ed è una osservazione più che giusta ma, forse, non dovrebbe essere la sola. Dovremmo a volte lasciare da parte i nostri interessi e cercare di fare delle cose solo per il gusto di farle e magari, perché no, anche a favore degli altri senza pensare ad un eventuale tornaconto.

In questi tempi di crisi ho spesso notato come siano aumentate a dismisura le persone che, in giro per le strade di tutte le nostre città, chiedono l’elemosina e questo è un altro evidente segno dei tempi in cui viviamo. Colpisce molto il fatto che spesso i questuanti siano delle persone “normali” o meglio forse lo erano e sono diventate, successivamente, come dei fantasmi per il fatto di essere incappati in qualche “disguido” nella loro vita. Mi è capitato spesso in passato di parlare con queste persone e, con mia grande sorpresa, mi sono trovato di fronte persone che prima di essere costretti a chiedere aiuto per strada erano persone rispettabilissime con tanto di lavoro, famiglia, figli, affetti ecc e che poi hanno via via perso tutto a partire quasi sempre dal lavoro e per finire con un effetto domino che con l’ultima tessera li ha messi in strada.

Sentire le loro storie affascina e al contempo mette i brividi per la dignità che ci mettono nel raccontare la loro disperazione. Se facciamo caso ai loro volti e se abbiamo la pazienza di chiedere e ascoltare le loro parole possiamo notare che non siamo più di fronte al clochard vecchio stampo come è rimasto impresso nell’immaginario collettivo, ma ad un nuovo tipo di senza tetto appunto persone come noi a cui, ad un certo punto, la fortuna ha voltato irrimediabilmente le spalle. Basta andare a fare un giro alle mense della Caritas per notare come gli avventori siano in realtà padri di famiglia, pensionati (si fa per dire, visti gli importi esigui delle pensioni), insomma siano come noi, siano noi e la cosa, sinceramente, fa molta impressione.

Proprio perché ci può fare impressione, cerchiamo, dove e quando possiamo, di fermarci ad ascoltare queste persone e magari anche aiutarle mettendo da parte egoismo e diffidenza. Potrebbe davvero essere un’esperienza nuova, positiva e che ci arricchisce insegnandoci anche qualcosa. Inoltre, non per fare il bigotto, ma sembra proprio che fare azioni positive e disinteressate verso gli altri meno fortunati di noi faccia bene al nostro spirito e alla nostra anima. Fare la carità non dovrebbe essere inteso solamente come dare qualcosa di materiale a chi ha bisogno ma anche e soprattutto come dare un aiuto morale, il nostro ascolto, un nostro gesto di amicizia, un qualcosa che viene dall’anima e che da essa viene percepito. Compiere queste azioni non costa nulla e potrebbe ripagarci tanto, tantissimo come non avremmo mai immaginato.

…SOTTO A CHI TOCCA…

 

Monte dei…Fiaschi che pena!!

La stampa italiana ha tanti difetti ma il più grande credo sia la memoria corta. Le notizie vengono date e macinate in brevissimo tempo scordandosi di aggiornare i lettori sugli sviluppi delle notizie riportate; insomma, si scordano gli upgrade.

Caso lampante è quello del Montepaschi Siena che, come ho scritto nel titolo, può essere definito un fiasco che fa davvero pena. Uno dei più grandi scandali finanziari, se non il più grande di tutti, a confronto del quale crack come quelli di Cirio e Parmalat quasi nemmeno esistono, sommessamente taciuto sia prima sia durante sia dopo.

Prima perché NESSUNA banca ha mai “avvertito” gli ignari investitori che poteva esserci puzza di bruciato. Bastava infondere un ragionevole e onesto dubbio e lasciare poi la scelta ai singoli se investire o meno invece di spingere per la sottoscrizione di azioni Montepaschi (ricordo che sono scese da 5€ a circa 0,20€ cioè il nulla) come se fosse un investimento sicuro. Durante perchè nessuna istituzione, Ministero dell’Economia e relativi ministri, ha mai detto una parola riguardo alla bomba che, prima o poi, sarebbe inevitabilmente scoppiata; ma questo d’altronde c’era da aspettarselo da alcuni incapaci e disonesti al potere. Dopo perché la stampa, le televisioni, i media in generale, si sono come voluti disinteressare alla notizia, ne hanno parlato per qualche giorno e poi stop, nulla di più di qualche trafiletto in fondo alle pagine dalla quarta in poi come se fosse un avvenimento di poco conto prendendo esempio magari dal sig. Profumo che ignorava il fatto che ci fosse un buco, un passivo di quasi venti miliardi di euro. Questa gente nemmeno si rende conto di ciò che fa e di ciò che gli accade intorno, pensano che gli investitori siano delle galline da spellare a piacimento e poi mors tua vita mea! Inaccettabile la loro disonestà ma soprattutto la loro totale incompetenza.

Questa vicenda è ancora più triste se pensiamo che la banca in questione è, dopo il Banco S. Giorgio di Genova, la più antica del mondo con una storia centenaria. Già, hanno rovinato tutto o quasi, hanno maciullato un istituto di credito che poteva essere davvero il fiore all’occhiello della nostra finanza ora in condizioni disastrate. Ci si augura che i responsabili, che peraltro continuano a negare il loro coinvolgimento, vengano puniti secondo giustizia e, in uno stato civile, anziché salvare le banche in odore di fallimento con fondi creati ad hoc ci dovrebbe essere appunto un fondo a tutela degli investitori truffati a cui senza scrupoli si è tolto tutto. Ma questa temo che sia destinata a restare un’utopia per ancora molto tempo…speriamo non per sempre!

…SOTTO A CHI TOCCA…