Boldrini…ancora tu?

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La signora Boldrini oltre che inadeguata risulta spesso imbarazzante, ma sembra non accorgersene come del resto nessuno di quella combriccola di magliari di cui fa parte.

Parla di lesa democrazia riferendosi al presunto ostruzionismo in aula da parte dei “grillini” ma poi applica la ghigliottina per far passare un ennesimo decreto porcata. Cara signora Boldrini è questo il suo concetto di democrazia? impedire all’opposizione di parlare? opposizione che rappresenta circa dieci milioni di cittadini?!

Che sia stato ostruzionismo è una pura idea dietrologica e, a parte tutto, è un diritto di ogni rappresentante, all’interno del parlamento, avere il diritto di parola o no? evidentemente per la Boldrini questo non può e non deve accadere al fine di far approvare leggi “democratiche”…oh quanto sono democratiche…

Quanto alla sua stessa elezione sullo scranno della Camera dei deputati non è definibile democratica in quanto la signora è esponente di un partitino minuscolo che, senza i soliti magheggi, alleanze e sbarramenti vari non troverebbe posto anche se la nostra, a onor del vero, è una campionessa del riciclo.

Ha confermato altresì la sua inadeguatezza  approvando addirittura la scorta a Mr. Dambruoso, il magistrato dallo spintone facile lui sì altro e alto esempio di democrazia…oltretutto questo elemento ha aggredito una donna di mezzo metro più bassa di lui e questo si ricongiunge a quanto precedentemente scritto a proposito della violenza sulle donne.

Ci si chiede come possa esserci rispetto per le donne in particolare e per tutti in generale, se all’interno della istituzione stessa che rappresenta la società in cui viviamo esistono episodi del genere e personaggi che credono di fare ordine menando le mani…mah!

E dopo il danno la beffa, la scorta al violento, ignorante, incivile e indegno che, leggendo quà e là, fa addirittura la vittima sui social network. Se anche ricevesse insulti, prima di fare la vittima dovrebbe chiedersi il motivo e capire che forse certi comportamenti lo rendono, per così dire, inviso ai più se non a tutti.

E la Boldrini imperterrita continua a sbagliare e, cosa più grave per la collettività, continua a stare al suo posto e a vessare i contribuenti che ne hanno le tasche piene, anzi vuote, di lei e dei suoi compari. A proposito di compari, ma il Silvio con i tacchi e il parrucchino quando inizierà a scontare la sua pena definitiva, certa, indubbia??

Assistiamo quotidianamente ad arresti immediati di  persone normali che si rendono responsabili della commisione di qualsivoglia reato e lui che fa? non solo non sconta ma decide, riunisce, parla, contratta, giudica, attacca e accusa. Questo ottuagenario con il varicocele farebbe bene a ritirarsi e a pensare ad altro, pochi si offenderebbero se non pensasse più all’Italia e in molti festeggerebbero. Tranquillo Silvio in galera non ci vai, i tuoi simili lo impediranno.

Al di là di tutto ritengo che questo misero blog, per oggi, abbia parlato abbastanza sia di “bond girl” Boldrini sia di batman Berlusca. Quindi speriamo davvero che si tolgano di mezzo loro e tutti gli altri e lascino respirare questo paese con quella poca, pochissima aria che è rimasta in giro.

…SOTTO A CHI TOCCA…

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Il disastro INPS, specchio del paese….

La Fornero e la nuova disoccupazione………

La cara ex Ministro Fornero, oltre ad aver messo mano in maniera rovinosa alle pensioni, ad aver creato tutta quella massa di poveracci condannati al limbo del “chi non lavora più ma non può più andare in pensione” detti, in maniera bruttissima, “esodati” ed ad aver eliminato l’art. 18 ed allungato i tempi che devono passare tra un rinnovo di contratto e l’altro, oltre tutto questo appunto, ha anche rovinato uno dei pochi servizi Inps che funzionavano abbastanza decentemente: la disoccupazione.
Fino ad un anno fa, se si avevano determinati pochi e semplici requisiti (tipo aver lavorato almeno un tot di settimane negli ultimi due anni), si poteva richiedere la disoccupazione all’inps e, nel giro di poco tempo, un mese al massimo, la domanda veniva accolta e si aveva diritto ad 8 mesi di sussidio. I primi 6 mesi con l’80% della ultima retribuzione, il 7° mese con il 60% e l’8° mese con il 50%.
Tutto pagato regolarmente all’inizio di ogni mese. Si aveva solo un obbligo: quello di presentare, entro 5 gg da una eventuale nuova assunzione o da un ricovero o da una gravidanza, un modello in cui si dichiarava che in tale data si chiedeva la sospensione della disoccupazione perché si era stati assunti, o perché si era all’ospedale o perché si entrava in regime di maternità.
Di modo che l’inps aveva tutto il tempo per fare i conteggi di spettanza dell’ultimo periodo e pagava il tutto subito. Oppure provvedeva a sospendere la decorrenza della disoccupazione per poi riprenderla alla fine dell’evento in questione.
Ma visto che in Italia, quando una cosa funziona bene è meglio rovinarla, la Sig.ra Fornero ha ben pensato di introdurre, in sostituzione della disoccupazione, le famigerate ASPI e MINI-ASPI.

Allora, i requisiti per ottenerle sono cambiati. E non sono così semplici, tanto è vero che anche i funzionari dell’Inps addetti alla valutazione delle pratiche sono andati in confusione infatti, per esempio, a maggio stavano ancora cercando di capire se le domande presentate i primi di marzo fossero accettabili. Quindi, almeno 2 mesi di ritardo per chi doveva ricevere quello che è L’UNICO sostentamento quando non si ha lavoro. E oltretutto, alla fine, lo si riceve senza interessi, mentre lo Stato, se si ritarda il pagamento delle tasse anche solo di un giorno, chiede gli interessi di mora. Ma tant’è!
Ma la chicca deve ancora arrivare…..
Non c’è più obbligo di fare la comunicazione di assunzione quindi si è portati a pensare che, nel fortunato caso in cui si trovi lavoro, l’inps vedrà (in tempi celeri) dalla comunicazione di assunzione che farà l’azienda, che il nostro periodo di disoccupazione è finito.
Invece no. Non è così. Il Ministro Fornero si è inventata un meccanismo infernale.
Si richiede la disoccupazione il 1° gennaio. Se ne ha diritto fino al 28 agosto (240 gg). Ovviamente la disoccupazione decorrerà dal 9 gennaio perché è il tempo (in teoria) che l’inps si prende per istruire la pratica.
Quindi il primo mese che vi pagheranno sarà relativo al periodo 9 gennaio – 31 gennaio. E questo primo pagamento, come dicevamo prima, avviene MOLTO in ritardo, quindi in realtà il primo pagamento sarà di 2 mesi (dal 9 gennaio al 28 febbraio) e non vi arriverà i primi di marzo ma solo a metà mese perché pare che quando l’inps fa un bonifico ci vogliono almeno 10 gg per l’accredito sul vostro conto perché probabilmente chi fa i bonifici da quest’anno non è capace.
Ma il top lo si raggiunge se avete la sfortuna di trovare lavoro solo l’ultimo mese o se non lo trovate affatto!!
Quindi, fino ad ora avete avuto dei bonifici mensili. Arrivati a settembre sapete che dovete ricevere il pagamento del mese di agosto più quei famosi 8 giorni che mancavano all’inizio. Quindi pensate che a settembre riceverete i soldi di agosto (fino al 31) e che ad ottobre vi pagheranno i restanti 5 giorni. Come farebbe chiunque dotato di buon senso.
E invece a settembre ricevete il pagamento di 10 gg!!!!!
Voi magari con quei soldi che aspettate ci dovete pagare dei debiti, delle bollette, delle scadenze!!!! E loro vi danno solo 10 giorni!!!!
Allora, se vi recate allo sportello inps (inutile chiamare il Call Center, tanto rispondono degli stranieri che mal comprendono la nostra lingua e non sanno bene la normativa) e vi dicono che, per farsi poi pagare regolarmente l’ultimo mese, E’ CONSIGLIABILE (ma solo consigliabile!!!!!!) presentare il modello che prima era obbligatorio. Anche perché, se non viene presentato, prima che l’Inps capisce che o avete finito la disoccupazione per decorrenza o che vi hanno assunti, ci può mettere anche anni!!!!!
Capito!!!!! E’ CONSIGLIABILE!!! E poi comunque, una volta presentato il modello, quei soldi arriveranno SOLO il mese prossimo!!!! E noi nel frattempo che facciamo?? Andiamo a mangiare a casa della Fornero????
Trovo che tutto ciò sia semplicemente vergognoso anche perché spesso il disoccupato ha anche una famiglia a carico e come fa se non gli arrivano quei soldi?!?!
Il solito andazzo italiano! Chi può se ne vada da questo paese ormai morto, fallito, irrecuperabile…

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Truffe telefoniche…

Tutti noi possediamo uno o più telefoni cellulari, una o più sim-card. In Italia esistono vari gestori telefonici che si spartiscono un mercato di più di cinquanta milioni di clienti a suon di offerte dell’ultima ora.

I clienti, cioè noi, sembrano un tantino frastornati da cifre, scatti alla risposta e all inclusive. Da una parte questa spietata concorrenza ha fatto sì che i prezzi diminuissero molto e potessimo telefonare a prezzi decenti rispetto a tanti anni fa, agli anni in cui i telefoni cellulari si affacciavano timidamente nel nostro paese chiedendo cifre esorbitanti per un minutino di conversazione.

Ma, purtroppo, se ci facciamo caso, ci sono ancora situazioni ambigue e fino a poco tempo fa vi era in atto una vera e propria truffa telefonica che non è stata affatto punita. Una cosa assolutamente anomala è il cosiddetto “scatto alla risposta”. Non si capisce il motivo di questo balzello visto che ormai nemmeno più la rete fissa lo chiede. E’ solamente un modo per togliere credito al cliente che spesso spende più in scatti alla risposta che in minuti effettivi di conversazione.

E’ vero che esistono piani tariffari senza scatto alla risposta ma la maggior parte ancora lo richiede con buona pace dell’associazione dei consumatori che non si è mai mossa minimante per fare, quantomeno, un pò di chiarezza su questa vicenda.

Proseguendo con le anomalie telefoniche non possiamo fare a meno di parlare della tariffazione a scatto ogni 30 secondi…assurdo, parlare, ad esempio, 31 secondi e pagare un minuto!! Le compagnie così facendo intascano indebitamente soldi che, in realtà, non appartengono a loro ma che sottrraggono furbescamente all’utente. Anche qui la, a volte preziosa, associazione dei consumatori non ha ritenuto di dover intervenire.

Ma la fattispecie più assurda e truffaldina di tutte è quella che rigurda, o per fortuna riguardava, la tassa che ogni cliente era tenuto a pagare nel momento in cui provvedeva a ricaricare il credito telefonico. Su una ricarica, ad esempio, di 20 Euro la tassa ammaontava a 5 Euro. Ma per cosa? Per quale arcano motivo dovevamo pagare una ricarica 25 Euro ma solo venti erano utilizzabili? Ancora oggi nessuno lo ha mai spiegato, nè le compagnie telefoniche nè le varie associazioni nè le Istituzioni come, ad esempio, il Ministero delle Telecomunicazioni.

Un pò di anni fa il governo in carica decise di abolire queste tasse di ricarica con un’azione un pò demagocica ma sicuramente utile per tutti i fruitori di telefonia mobile. Questa tassa venne dichiarata illegittima e illegale anche dalla comunità Europea. Infatti sembra che questo tipo di tasse fosse presente solamente in Italia. Fu così che venne tolta in quanto illegale, ma ci si chiede il motivo per cui non vennero restituite le tasse di ricarica indebitamente pagate fino ad allora.

Se hanno deciso che fosse illegale allora lo era anche prima di questa decisone e le compagnie avrebbe dovuto essere costrette a restituire il maltolto. Probabilmente, anzi sicuramente, non lo hanno fatto perchè si trattava di una cifra abnorme, che avrebbe provocato il totale fallimento di tutte le compagnie telefoniche nazionali con conseguenze disastrose dal punto di vista dell’occupazione.

Diciamo che non se la sono sentita ma, di fatto, resta la furberia perpetrata per anni da gestori telefonici in combutta con qualche ramo delle Istituzioni. Ai clienti hanno dato lo zuccherino per assaporare il quale si sono dimenticati del maltolto in precedenza.

Forse non solo le compagnie telefoniche avrebbero dovuto restituire i costi di ricarica ma avrebbero anche dovuto essere, in qualche modo, processate visto e considerato il fatto che si è stabilito che fu commessa un’illegalità. Non si può dichiarare un’azione illegale e non punirla. Esiste l’obbligatorietà dell’azione penale che, in quaeto caso, pare aver fatto spazio ad una sorta di “ragion di Stato telefonica” per salvaguardare, fondamentalmente, i posti di lavoro.

Comportamento non proprio lineare ma sicuramente comprensibile, anche se sarebbe auspicabile una maggior tutela dei consumatori che, alla fine, sono quelli che muovono l’economia e che senza i quali tutto rischia di ristagnare pericolosamente anche le chiacchiere e i messaggini al telefonino.

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Bavaglio e condanne in arrivo per…i bloggers?!?!

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Ieri è apparsa una notizia che definire scandalosa è poco. Un blogger, Massimiliano Tonelli, è stato condannato dal tribunale di Roma per istigazione a delinquere. Secondo la sentenza il nostro, tramite i suoi post, avrebbe istigato i lettori del suo blog a compiere azioni violente. Il suo blog si occupa dei cartelloni abusivi nelle strade di Roma. Pare che sia stato ritenuto responsabile delle azioni violente compiute da altri…Che strana giurisprudenza abbiamo in Italia!! Ma la responsabilità non era personale? Che colpa può avere un semplice “scrittore di idee” se coloro i quali lo seguono hanno qualche rotella fuori posto e si fomentano da soli?

Questo fatto è di una gravità enorme, anche se qualcuno sarà sicuramente contento di questa “regolamentazione bavaglio” che rischia di creare un pericoloso (per chi scrive) precedente…vero Sig.ra Boldrini?? Con questa sentenza (9 mesi di condanna!) sembra proprio che non si abbia più nemmeno la possibilità e il diritto di esprimere le proprie idee, segno evidente che in questo paese, forse, la democrazia sta scomparendo o peggio non esiste già più. Qualcuno, così facendo, pensa di esercitare il potere giudiziario correttamente dimenticando però che la libertà di espressione è uno dei cardini della democrazia e nessuno può essere responsabile di azioni compiute da altri. Come può una persona che scrive un proprio pensiero su un determinato argomento sapere, a priori, quale reazione susciterà in chi legge? Partendo, ovviamente, dalla buona fede di chi scrive non si può arrivare a ritenerlo responsabile per gli altri. Mai!

Rendiamoci conto tutti, sia bloggers sia lettori, che questa sentenza è davvero pericolosa perché oltre a mettere, in qualche modo, una sorta di bavaglio a chi scrive, apre la strada alla perseguibilità dei titolari di un qualsiasi blog, non solo per le più classiche e frequenti fattispecie della diffamazione, ma anche per quelle ipotesi nelle quali la manifestazione di un diritto di critica, oltretutto compiuta da terze persone anonime, possa addossare una responsabilità per istigazione a delinquere ed apologia di reato al titolare del blog.

Stanno cercando di rendere difficile la vita ad una cosa divertente e, in molti casi, utile come i blog. Mi chiedo con curiosità come abbiano fatto ad associare il blog di Massimiliano Tonelli ai reati, credo, di danneggiamento e atti vandalici compiuti sui cartelloni pubblicitari ABUSIVI! Forse chi ha commesso il reato ha lasciato firma e informazioni su come è nata l’idea di agire? E, inoltre, perché questa parte della magistratura preferisce occuparsi di un “povero” blogger invece di perseguire chi mette questi cartelloni abusivamente commettendo sì un reato? Come spesso accade, in Italia, si guarda alla pagliuzza e non alla trave…

La speranza è che si tratti di un fatto isolato e che la magistratura si occupi di perseguire reati ben più gravi e importanti e, mi sarà concesso, anche con più criterio. Certo è che, forse, da oggi chi scrive di certi argomenti dovrà fare un po’ più di attenzione se lo vorrà anche se, stando a questa sentenza, tutta questa attenzione non serve perché, se poi qualche facinoroso che legge i post si attiva per fare disordini la colpa, a quanto pare, non è solo di chi commette il reato ma anche di chi ha scritto qualcosa avente come oggetto ciò da cui deriva il reato.

Spero altresì che chi ha avuto la pazienza e la bontà di leggere questo mio post voglia diffondere la cosa e passare parola. Magari, tra i blogger, chi vuole, chi può e chi lo ritiene utile per gli altri ri-blogghi a sua volta per pubblicare questa informazione sul proprio blog. Credo sia utile per tutti!!

In ultimo vorrei esprimere tutta la mia comprensione a Massimiliano Tonelli che si è trovato, assurdamente, immischiato in questa spiacevole situazione. Provvederò a breve, per quello che conta, ad inviargli un personale messaggio di simpatia e solidarietà.

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Sempre la stessa musica…cacofonica!!

A due mesi dalle elezioni possiamo dirlo ufficialmente: siamo davvero, di nuovo, alle solite. Non cambia mai nulla anzi tutto sembra peggiorare. i nostri politici, anzi politicanti hanno, in questi due mesi circa, dato uno spettacolo a dir poco penoso, ridicolo che ci espone ancora di più ai rischi di una crisi che chi dovrebbe affrontare sembra non essere in grado di farlo.

Dopo un inizio promettente tutto è scivolato verso la vecchia logica dello scambio di poltrone, verso le promesse di tutela degli interessi di questo o di quello, verso i soliti impicci insomma. Anche le forze “nuove” hanno forse un tantino deluso chiudendosi a riccio e dando, a volte, l’impressione di non voler “giocare” perché forse impauriti da un gioco più grande di loro.

Quindi la prima conseguenza è che questo paese non ha ancora un nuovo governo che sia espressione della volontà popolare. E’ anche vero che, chi di dovere (Sig. Napolitano), non ha avuto a sua volta il coraggio politico di affidare un incarico di governo a chi, volenti o nolenti, ha vinto le ultime elezioni. Intanto la crisi delle famiglie, degli imprenditori, di tutto, galoppa e loro che fanno? gli incontri per “inciuciare” e avere le poltrone. Senza contare che nel nuovo parlamento ci sono ancora volti impresentabili, indagati e condannati alcuni anche per truffa allo stato. Non faccio nomi non per timore ma solo perché chi mi legge già li conosce da solo.

Il nostro presidente della Repubblica, che alcuni hanno definito una gemma in un mare di noia, non ha trovato altro di meglio che nominare dieci saggi. Non uno o due o tre…ben dieci. A giudicare dalle condizioni in cui hanno ridotto un paese splendido non pensavo proprio che tra di loro politicanti vi fossero addirittura dieci saggi!! Poi ho letto alcuni dei loro nomi ed ho capito tutto, in realtà la mia impressione era giusta e non abbiamo nessun saggio. Uno di questi è  il Sig. Gaetano Quagliariello (Don Tano) e dopo lui saggio mi aspetto davvero che Topo Gigio vinca il premio Nobel per la letteratura!!! Incredibile…

Dopo una decina di giorni di “lavoro” i sedicenti saggi hanno prodotto due informazioni essenziali e soprattutto nuove! la prima è che, secondo loro, non è possibile abolire il finanziamento pubblico ai partiti. Davvero non ci aspettavamo una cosa simile da chi, di questo finanziamento, vive da decenni in maniera parassitaria. La seconda delle loro creazioni è che con due camere non c’è governabilità. Ma davvero?? sono due mesi che ci siamo accorti che al senato non vi è una maggioranza ma ora Don Tano & C. ci hanno illuminato. Che saggezza!!

In queste ore poi sono impegnati ad eleggere il nuovo capo dello Stato e alcuni nomi di papabili mettono i brividi. Verrebbe voglia davvero di abbandonare l’Italia. Alcuni dei possibili eletti sono stati immischiati in scandali più o meno gravi (chiedere a Prodi dei fondi Europei di Nomisma) altri sono figure che non sarebbero in grado, per inesperienza, di ricoprire quella che resta sempre la prima carica Istituzionale. Infatti alcuni di questi hanno già declinato l’offerta.

Nella politica di questo paese cambiano, a volte, alcuni degli orchestrali ma la musica resta sempre la stessa e non è una musica piacevole. Urta i timpani di un popolo che ha mostrato una pazienza nei loro confronti che rasenta la stupidità, la “mollezza” morale che, forse, andrebbe messa da parte per tirare fuori un po’ di rabbia nei confronti di coloro che sono o dovrebbero essere sempre, non dimentichiamolo, dei dipendenti del popolo. Persino la Chiesa, a volte tanto bistrattata e contestata dalla politica, ha capito i propri errori e in occasione dell’elezione del suo ” capo dello Stato” ha avuto il coraggio di cambiare rotta, di eleggere il nuovo, un Papa che sapesse far convergere la benevolenza di tutti. E i risultati si vedono ogni giorno con un gradimento al capo della Chiesa senza precedenti.

Ma loro, i nostri politicanti, no! non riescono proprio a scrollarsi di dosso la polvere decennale che li contraddistingue e che rischia di portarci alla rovina totale. C’e’ sempre la speranza,  l’auspicio anzi l’esigenza che le cose siano fatte per noi, per il popolo e non per l’interesse di una casta o peggio solo di alcuni suoi rappresentanti.

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L’Aquila…che vergogna!!!

Sono ormai passati più di quattro anni da quel maledetto 6 Aprile del 2009 quando una scossa di terremoto violentissimo ha scosso L’Aquila e i suoi cittadini e, a tutt’oggi, ancora non è stato fatto nulla da parte delle Istituzioni. Si sono susseguiti molti governi, molti ministri e molte persone che hanno fatto promesse che poi non hanno mantenuto mostrandosi come i ciarlatani che in realtà sono. La gente de L’Aquila è stata alloggiata in case prefabbricate dove la vita non è vita in pieno, dove si sopravvive, dove si tira a campare e questa è una vergogna nazionale.

Viene una rabbia assurda nel vedere come le liquidazioni ai candidati “trombati” alle ultime elezioni vengono pagate puntualmente anche con le tasse che gli imprenditori e i semplici cittadini anche dell’Aquila sono costretti a pagare regolarmente (vero Sig. Gianfranco Fini??) mentre le risorse per ricostruire magicamente spariscono o non si trovano mai. La vergogna consiste non solo nella mancata ricostruzione, appunto, ma anche e soprattutto nel fatto che lo Stato sciacallo, attraverso i suoi aguzzini, non ha avuto pietà per chi ha perso tutto ed ha preteso puntualità nei pagamenti delle “gabelle”. Ricordiamoci anche che esistono centinaia di migliaia di imprese creditrici dello Stato che non riescono ad andare avanti e sono al collasso totale proprio perché non viene loro pagato ciò che gli spetta o, se viene fatto, è sempre in ritardo.

Mi è capitato di visitare L’Aquila nell’anno appena trascorso e posso dire in tutta onestà che della bellissima città che fu non vi è quasi più traccia, è un paesaggio spettrale. Eludendo i divieti e di nascosto mi sono addentrato nella cosiddetta “zona rossa” ed ho trovato macerie, crepe, disordine ma soprattutto un deserto impressionante, un silenzio che urla e che mette i brividi. Una esperienza agghiacciante se si pensa che in quei luoghi, in quella maledetta notte migliaia di persone sono state sconvolte per sempre.

La cosa che mi ha impressionato di più, oltre al silenzio della città, è stato vedere i volti delle persone, volti spenti, senza speranza e senza la benché minima fiducia nel futuro. Già, lo Stato che dovrebbe aiutare e stare vicino a queste persone, invece ha tolto loro la cosa più bella e più importante che si possa avere in questi avvenimenti tragici: la speranza. E questo è, forse, un fallimento non solo delle Istituzioni ma anche di noi tutti intesi come popolo, come Stato.

Purtroppo, sia prima sia dopo L’Aquila, vi sono stati altri avvenimenti tragici e anche se sono, per così dire, cambiati gli orchestrali la musica è sempre la stessa con promesse non mantenute e lentezze burocratiche indegne di un paese civile come spesso amiamo definirci.

I nostri governi hanno preferito salvare le banche e accondiscendere alle assurde richieste Europee piuttosto che pensare agli affari, agli interessi e nella fattispecie ai bisogni degli Italiani che soffrono (peraltro non per colpa loro) per una situazione oggettivamente drammatica. Questo è quello che è successo e mi auguro, ma sono convinto, che lo abbiano capito in molti.

L’auspicio è che tutti i cittadini terremotati (Aquilani e non) abbiano al più presto l’assistenza e la comprensione che meritano pena la maledizione di chi non acconsentirà a questa ovvia modalità.

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Monte dei…Fiaschi che pena!!

La stampa italiana ha tanti difetti ma il più grande credo sia la memoria corta. Le notizie vengono date e macinate in brevissimo tempo scordandosi di aggiornare i lettori sugli sviluppi delle notizie riportate; insomma, si scordano gli upgrade.

Caso lampante è quello del Montepaschi Siena che, come ho scritto nel titolo, può essere definito un fiasco che fa davvero pena. Uno dei più grandi scandali finanziari, se non il più grande di tutti, a confronto del quale crack come quelli di Cirio e Parmalat quasi nemmeno esistono, sommessamente taciuto sia prima sia durante sia dopo.

Prima perché NESSUNA banca ha mai “avvertito” gli ignari investitori che poteva esserci puzza di bruciato. Bastava infondere un ragionevole e onesto dubbio e lasciare poi la scelta ai singoli se investire o meno invece di spingere per la sottoscrizione di azioni Montepaschi (ricordo che sono scese da 5€ a circa 0,20€ cioè il nulla) come se fosse un investimento sicuro. Durante perchè nessuna istituzione, Ministero dell’Economia e relativi ministri, ha mai detto una parola riguardo alla bomba che, prima o poi, sarebbe inevitabilmente scoppiata; ma questo d’altronde c’era da aspettarselo da alcuni incapaci e disonesti al potere. Dopo perché la stampa, le televisioni, i media in generale, si sono come voluti disinteressare alla notizia, ne hanno parlato per qualche giorno e poi stop, nulla di più di qualche trafiletto in fondo alle pagine dalla quarta in poi come se fosse un avvenimento di poco conto prendendo esempio magari dal sig. Profumo che ignorava il fatto che ci fosse un buco, un passivo di quasi venti miliardi di euro. Questa gente nemmeno si rende conto di ciò che fa e di ciò che gli accade intorno, pensano che gli investitori siano delle galline da spellare a piacimento e poi mors tua vita mea! Inaccettabile la loro disonestà ma soprattutto la loro totale incompetenza.

Questa vicenda è ancora più triste se pensiamo che la banca in questione è, dopo il Banco S. Giorgio di Genova, la più antica del mondo con una storia centenaria. Già, hanno rovinato tutto o quasi, hanno maciullato un istituto di credito che poteva essere davvero il fiore all’occhiello della nostra finanza ora in condizioni disastrate. Ci si augura che i responsabili, che peraltro continuano a negare il loro coinvolgimento, vengano puniti secondo giustizia e, in uno stato civile, anziché salvare le banche in odore di fallimento con fondi creati ad hoc ci dovrebbe essere appunto un fondo a tutela degli investitori truffati a cui senza scrupoli si è tolto tutto. Ma questa temo che sia destinata a restare un’utopia per ancora molto tempo…speriamo non per sempre!

…SOTTO A CHI TOCCA…