Apple avanza…

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Oggi a Roma è stato inaugurato il terzo Apple store della città in un grande centro commerciale. E’ stata una festa (come al solito) iniziata fin dalle prime ore del mattino quando una folla un po’ assonnata si è messa in fila ordinatamente per avere accesso, per primi, al locale della mela più amata del mondo. Come di consuetudine ai primi 1000 visitatori è stata regalata la T-shirt commemorativa dell’evento. Lo store è molto ampio, luminoso e arredato come tutti gli altri con i colori e i materiali scelti in prima persona proprio dal suo fondatore, il compianto Steve Jobs.

Gli Appleiani avranno quindi un nuovo punto di riferimento, una nuova “mecca” della mela dove, oltre ad acquistare gli amati dispositivi, potranno scambiare opinioni, imparare e perfezionare la loro conoscenza del mondo Apple. Caratteristiche principali di questo nuovo store sembrano essere sia la mancanza di porte all’ingresso, cioè sembra essere un tutt’uno con lo spazio esterno che lo “precede” sia la nuova e rivoluzionaria sistemazione del Genius Bar. Il nuovo bar dove gli Apple-nauti si ritrovano, quasi abitualmente, per consigli e domande ai vari Genius è, in questo nuovo store, progettato diversamente rispetto a tutti gli altri fino ad ora. Non è più infatti collocato in fondo al locale, attaccato al muro bensì si trova in una specie di isola in cui sarà il cliente ad essere al centro mentre il Genius, accanto a lui, vigilerà sul da farsi.

Idea geniale questa in perfetta sintonia con lo stile della mela di Cupertino che resta sempre e comunque all’avanguardia in tutto rispetto alle cosiddette concorrenti che poi tanto concorrenti non sono essendo più che altro ladri di idee, quelli che a scuola venivano chiamati copioni…

Parlando di innovazione di cui Apple è la massima rappresentante nel suo campo e non solo, è di pochi giorni fa la notizia che in Olanda è stata aperta la prima scuola Appleiana intitolata al suo genio. Si chiama infatti Steve Jobs School e, anche in questo caso, l’innovazione la fa da padrone. Dalla scuola sono banditi tutti i libri cartacei e tutto ciò che risulta obsoleto e inutile in quanto sostituibile con soluzioni più comode e moderne. Gli studenti che, in questo caso, sono anche di piccola età studieranno esclusivamente su dispositivi Apple come Ipad in primis ma anche IMac e Iphone imparando sin da piccoli l’uso e le potenzialità di questi strumenti.

Oltre ad essere molto utile per un loro futuro, gli alunni si vedranno inoltre preservata la loro schiena potendo evitare di sobbarcarsi chili e chili di libri che spesso nemmeno vengono aperti durante l’anno. Molti si ricorderanno che ai tempi della scuola veniva richiesto l’acquisto di determinati tomi che poi rimanevano a casa impolverati e, a fine anno, ci si chiedeva sempre il motivo dell’acquisto di essi. Allora ben vengano i libri all’interno di un Ipad o gli Ebook, questo sembra essere davvero il futuro prossimo con buona pace di quelle riforme scolastiche che poco hanno a che vedere con i tempi odierni, ancora strutturate su vecchi schemi con una lentezza di adattamento degna di un bradipo…vero sig.ra Gelmini? Ma non voglio sporcare il post con certi nomi impresentabili…

Apple si estende a vista d’occhio e i suoi fans anche, in attesa delle novità che, come sempre, accompagnano il periodo che va da Settembre a Natale. Staremo a vedere ma siamo sicuri che ci sarà, come sempre, da stupirsi e da gioire…Intanto Steve da lassù gongola!!

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Fantacalcio…mania!!

Unknown

Quasi tutti gli appassionati sportivi d’Italia lo conoscono e quasi tutti ci giocano. E’ il fantacalcio, gioco inventato, ormai nel lontano 1990, da un informatico milanese che di nome faceva Riccardo Albini e che, forse, è sparito dalla circolazione a godersi i vagoni di soldi a lui pagati come diritti per poter riprodurre l’idea di questo gioco divertente e geniale.

Si tratta di formare delle leghe virtuali, fatte però da veri e propri “gestori” di squadre altrettanto virtuali ma che diventano per i gestori stessi fondamentali tanto da non poterne fare più a meno. Il gioco ha regole ben precise con tanto di parametri, bonus e malus a seconda dell’andamento del giocatore della fantasquadra nella realtà cioè nel campionato vero.

Agli albori, cioè quando il buon Albini pubblicò il primo libro contenente il regolamento di questo gioco, pochissimi credevano ad un suo futuro successo tanto che il libro stesso vendette pochissime copie. Ma con il passare degli anni e il passare parola il gioco prese piede ed incominciarono ad interessarsene anche quotidiani sportivi, emittenti televisive del settore e siti internet creati ad hoc.

Questa crescita determinò un passaggio epocale nel gioco stesso. Mentre all’inizio, per i pochi che ci giocavano,  squadre, punteggi, coefficienti, formazioni, gol e tutto il resto erano trascritti a mano da colui che ricoprendo la carica di presidente di lega non aveva altro che guai, oneri,responsabilità mentre gli onori e i privilegi erano assolutamente nulli, col passare del tempo la tecnologia è venuta in aiuto dei fantallenatori e, oggi, tutto è più semplice, informatizzato e, soprattutto divertente.

Vi è un vero e proprio calciomercato con tanto di trattative, aste pubbliche e private per accaparrarsi le prestazioni dei migliori stando però sempre attenti al “bilancio” della società dimostrando anche di essere dei buoni contabili con il fiuto per gli affari. Si diventa tutti un po’ presidenti e un po’ allenatori di calcio con buona pace di mogli, fidanzate, compagne che, peraltro, spesso partecipano attivamente al gioco.

Ci sono leghe formate da colleghi, amici, familiare o, anche da persone che tra loro non si conoscono ma che hanno in comune la passione per il calcio e per questo gioco ma che, magari, non hanno la possibilità di raggiungere un quorum decente per formare una lega abbastanza numerosa. Insomma tutti possono giocare e lo possono fare gratuitamente attraverso un computer o anche semplicemente acquistando uno dei giornali sportivi aderenti a questo gioco che, peraltro, mettono in palio importanti premi finali.

Il gioco inizia sotto l’ombrellone dove, i futuri partecipanti, studiano le statistiche e i movimenti di mercato già da mesi prima per poter poi formare la propria squadra che assume quasi la stessa importanza della squadra del cuore “vera”. Non di rado qualche fantallenatore si è ritrovato a sperare che un proprio fantagiocatore facesse un gol alla propria squadra del cuore per poter arrivare ai sospirati 3 fantapunti in classifica.

Inimmaginabile, dicono, è la gioia di quando si vince un fantacampionato incidendo, a caratteri indelebili, il nome della propria squadra nell’albo d’oro della lega. Vincere è tanto difficile quanto bello, tanto divertente quanto “prestigioso”, un’esperienza da auspicare e, con un po’ di fortuna, da provare.

A tutti coloro che giocano questo mio blog augura buon divertimento e buon campionato, mentre a tutti quelli che ancora non giocano o che non conoscono questa attività ludica questo mio blog consiglia di interessarsi alla cosa essendo sicura la nascita di una passione in tal senso. Ovviamente il grazie più grande di tutti i fantallenatori va all’uomo che, con le sue idee rivoluzionarie ed innovative, ha reso possibile tutto questo discorso: Riccardo Albini…

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Italiani che tagliano…le spese!!

Come ormai tutti sappiamo e tutti ripetono fino alla nausea, la crisi ci attanaglia. Molte famiglie non arrivano alla fatidica fine del mese. Mentre da una parte aumenta il numero di coloro che vivono in povertà, dall’altra la soglia della medesima si abbassa pericolosamente. Non sembra esserci all’orizzonte la benché minima possibilità di un’inversione di tendenza ma, le cose più curiose e le mosse più stravaganti avvengono da parte di coloro che, dall’alto (o sarebbe meglio dire dal basso?!) delle loro competenze dovrebbero risolvere i problemi del paese.

In base a recenti dati Istat, sembra che le famiglie italiane abbiano tagliato le spese…proprie!! Sì abbiamo capito bene: non è la costosissima macchina politica che si taglia le spese ma è solamente il popolo che, dopo aver subito costantemente tagli ai servizi e aumenti di tasse, decide di non spendere più per sé. Tra l’altro una legge elementare dell’economia stabilisce che un aumento delle tasse determina un abbassamento delle spese quotidiane e di conseguenza non girano soldi aumentando inevitabilmente inflazione e crisi stessa. Ci si chiede se i nostri “governanti” siano al corrente di ciò oppure, cosa più probabile, abbiano poche conoscenze in materia e soprattutto tanta, tantissima distanza dalla realtà.

Le famiglie non spendono più per andare al cinema o assistere a spettacoli musicali o teatrali dopo che, è bene ricordarselo, i governi passati hanno operato tagli pesantissimi sia al cinema sia alla cultura in generale. Non spendono più per andare in vacanza dopo magari essersi rotti la schiena (e qualcos’altro) per un anno intero o più per poter pagare le tasse assurde che ci chiedono, tipo l’IMU. Gli italiani arrivano anche a contrarre  debiti per pagare una tassa su un bene garantito e salvaguardato dalla nostra costituzione, sul quale hanno già versato lacrime e sangue tra iva e balzelli vari e di cui peraltro, in realtà non sono proprietari bensì similar-affittuari visto che, se la casa è gravata da mutuo, si può considerare di proprietà dell’Istituto bancario che eroga il prestito. Pazzesco!

Oltre a ciò, appunto, decidono di non vivere, privandosi anche di alcuni bisogni di base ed essenziali come le cure mediche e dentistiche. In particolare sembra che tutti abbiano deciso di non curarsi i denti, non per pigrizia ma solo per mancanza di fondi e quando un sistema governativo non è in grado di tutelare la salute del popolo è un sistema fallito, totalmente incapace perché costituito da incapaci. Inoltre possiamo ben intuire che, al giorno d’oggi, non abbiamo garantiti quei diritti che sono o che dovrebbero essere alla base del nostro paese e della nostra democrazia. Pessimo panorama sociale e, cosa grave, sembra che ci siamo tutti abituati a non avere più nulla, nemmeno l’essenziale,  ma solamente a dover dare a fondo perduto. Non funziona così!!

E loro, i politicanti, che fanno?? Di fronte a cotanta miseria, a disordini sociali che rischiano di esplodere ed implodere, di fronte a palesi manifestazioni di insofferenza nei loro confronti si riuniscono per…fare una legge che escluda dalle elezioni i movimenti che non abbiano una forma giuridica del partito politico!! Questi sì che sono problemi di cui la sig.ra Finocchiaro, che per me potrebbe tranquillamente fare il paio con la Boldrini visto l’acume, si fa portavoce e ci informa che sarebbe una cosa molto utile…sì per lei e il suo partito ormai morto e traditore dei propri iscritti ed elettori (loro sì gente rispettabile).

Questa proposta oltre ad essere anacronistica e inutile ha l’enorme pecca di ignorare più di dieci milioni di cittadini che, alle ultime elezioni, hanno votato per i cosiddetti movimenti. Li hanno ignorati formando un governo impastato ed impestato di ogni più bieca natura, non dando seguito al responso delle urne. Lo fanno sicuramente perché hanno paura di dover appendere gli artigli al chiodo e di non poter più godere della scorta per fare compere all’Ikea…vero sig.ra Finocchiaro?? Mah, forse doveva arredare la casa in cui andare a vivere insieme alla Boldrini per poter poi studiare a tavolino una legge che limiti l’utilizzo di internet…

Se dovesse passare la proposta anti-movimenti sarebbe una cosa gravissima che meriterebbe una reazione forte, ma ovviamente pacifica, di protesta popolare. E’ il popolo che comanda non loro e, speriamo davvero, che lo si possa vedere alle imminenti elezioni amministrative. Sarebbe auspicabile un ennesimo deciso segnale di intolleranza e insofferenza verso la vecchia politica, verso chi è in quel mondo magari da 25 anni ad esempio la…Finocchiaro!! Nel caso di un’altra vittoria dei movimenti e di una sconfitta dei partiti, ignoreranno ancora il risultato?? Beh, forse bisognerebbe chiederlo al sig. Napolitano…

Un’ultima nota di colore: mi piacerebbe sapere in base a quale incarico ricoperto la si.ra Finocchiaro deve vedersi assegnata una scorta quando magari essa viene negata a persone che la meriterebbero di più perché realmente esposti al pericolo…

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Le confezioni…danno ecologico ed economico!

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Al giorno d’oggi dovremmo prestare molta attenzione all’economia e all’ecologia, due settori fondamentali nella vita di tutti noi. Eppure, a volte, sembra che si faccia di tutto, riuscendoci, per avere danni sia economici sia ecologici. Siamo abituati ad acquistare i beni a noi necessari dotati di una confezione, siano essi beni alimentari, beni di svago o di qualsiasi altra categoria senza pensare alle molte implicazioni che le confezioni, intese come vero e proprio imballaggio, portano con loro e dopo di loro.

E’ pur chiaro che esistono dei beni, soprattutto quelli alimentari che sono possono venire a contatto con batteri e germi, che devono gioco forza essere dotati di una confezione, ma esiste un’infinità di altri oggetti che proprio potrebbero fare tranquillamente a meno di essere confezionati. Nel primo caso possiamo riferirci, ad esempio, alla carne che senza confezione sarebbe esposta a contaminazione anche grave, nel secondo caso, invece, ci riferiamo a beni tipo boccette di profumo, generi di cancelleria o anche a qualche oggetto per il bricolage e il fai date. Che senso ha mettere un’involucro ad una boccetta di profumo o ad una penna o ad un martello o ad un cacciavite? Eppure accade spesso.

Le confezioni rappresentano un danno economico per chi acquista che deve pagare un “plus” relativo proprio al packaging ed anche un danno ecologico perché aumentano la quantità di rifiuti da smaltire e con la situazione “collassata” della raccolta dei rifiuti in Italia si dovrebbe stare più attenti a queste cose. Senza contare che, forse, a tutti è capitato di ricevere un regalo e gettare subito la confezione senza nemmeno guardarla a testimonianza che spesso esse sono davvero inutile e superflue.

Forse si potrebbe e si dovrebbe fare una sorta di inventario delle cose, degli oggetti e dei beni in generale che necessitano di essere confezionate o imballate e, parallelamente un altro inventario di tutto ciò che invece può essere venduto e acquistato “nudo”. Avremmo così un doppio vantaggio: da una parte il prezzo dei beni dovrebbe, per forza di cose, calare a vantaggio di noi consumatori, dall’altra faremmo un vero servizio all’ecologia contribuendo a rendere meno sporco sia il nostro paese sia, più in generale, il nostro pianeta.

Come sappiamo tutti nel nostro paese si sono avvicendati numerosi partiti ecologisti (non ultimo quello della sig.ra Boldrini) che però non hanno mai pensato a questa cosa né hanno mai proposto una regolamentazione in materia.La Boldrini preferisce occuparsi di… censurare la rete. Strano che nessuno degli addetti ai lavori, da un punto di vista istituzionale, non ci abbia mai pensato o meglio forse ci ha anche pensato ma di fronte agli interessi, economici e non, che gravitano attorno allo smaltimento dei rifiuti ha preferito fare “orecchie da mercante”.

Tuttavia, sono state messe a punto alcune iniziative importanti e innovative soprattutto dalle grandi catene di distribuzione. Mi riferisco ad Iper-mercati come Auchan o Carrefour che hanno predisposto, in alcuni punti vendita, un settore dove la vendita di prodotti alimentari come pasta, riso, cereali, dolciumi ed altro avviene tramite distributori automatici con peso calibrato e senza confezione alcuna. Questo, come dicevo, consente agli avventori di risparmiare notevolmente e, infatti, questo tipo di vendita ha avuto molto successo perché alla fine il lato che maggiormente interessa il consumatore è quello del proprio portafoglio più che quello ecologico che, comunque, rimane conseguente ed un fatto assolutamente positivo.

Un plauso quindi a questa lodevole iniziativa ed un invito a riflettere a coloro che si occupano dall’interno di ecologia affinché si facciano portavoce con chi di dovere per avere una regolamentazione che possa portare ad una limitazione di quella che è una vera e propria spazzatura. Se si limitasse l’immissione di rifiuti (di qualsiasi genere) nel nostro ambiente avremmo tutti da guadagnarci tenendo conto che le discariche non sono infinite e che la il nostro pianeta non tollererà all’infinito le nostre angherie. Discorso a parte, ma assimilabile a questo, è quello delle cicche e dei mozziconi di sigarette abbandonate per strada. Ma questa è un’altra storia…

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La Boldrini cade…nella rete!!

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La Presidente della Camera, Sig.ra Boldrini, sta dando il meglio di sé. Ieri ha dichiarato, in una delle sue  ultime geniali uscite, che non immaginava che in Italia ci fosse un così alto grado di povertà e di bisogno di servizi essenziali. Quindi, dopo questa affermazione, possiamo dirlo ufficialmente: la Boldrini è diventata saggia, fa ora parte dei dieci saggi di Napolitano (che diventano undici), è salita nell’olimpo e siede alla destra di Quagliariello…

Facendoci partecipe delle sue opinioni ci ha davvero illuminati. Anche noi tutti pensavamo di vivere in un paese delle meraviglie, senza crisi economica e senza tante famiglie che non arrivano a fine mese e magari rinunciano alle cure sanitarie di base per mancanza di fondi. E brava la Boldrini! abbiamo davvero un Presidente della Camera arguto come tutti i suoi predecessori, se non peggio.

Questa penosa e infelice dichiarazione della morettona dell’ONU, è seguita ad altre che, nei giorni scorsi, ci hanno, per così dire, deliziato l’intelletto. A causa di alcune minacce a lei indirizzate e di alcune foto, o meglio fotomontaggi, che la ritraevano in situazioni pruriginose si è affrettata ad invocare una regolamentazione dell’accesso e dell’uso di internet.

Mi chiedo se la signora Boldrini abbia mai saputo prima che queste cose esistono da sempre e sono state indirizzate e rivolte verso i più disparati personaggi anche ben più importanti e influenti di questa signora. Si immagina la Boldrini quante foto offensive e quante minacce hanno riguardato, ad esempio, l’attuale presidente degli Stati Uniti d’America e i suoi predecessori? O ancora quante volte il Papa, tutti i Papi, sono stati fatti oggetto di violenza, diffamazione, scherno o peggio nel corso degli ultimi anni?

Se la Boldrini non lo sa, ed è evidente che lo ignora, forse potrebbe farsi un giro in rete ma un giro vero non uno di quelli ovattati come è solita fare questa gente proprio perché vive in un mondo ovattato, a se stante, distaccato dalla realtà ma, cosa curiosa, questa realtà la vuole controllare e modificare a proprio uso e consumo. La situazione che l’ha riguardata, purtroppo, è accaduta, accade e accadrà per molte altre persone che però non si sogneranno mai di fare dichiarazione dello stesso stampo della Boldrini. Non chiederanno mai un” bavaglio” alla rete e il fatto che lei, più o meno velatamente, lo abbia chiesto è una cosa VERGOGNOSA! La rete non è sua, ” cara” signora Boldrini, e non le è consentita alcuna azione volta a limitare, modificare o proibirne l’uso, la fruibilità e, soprattutto, la libertà. Ci vuole lasciare almeno questo? Ci volete lasciare liberi almeno in rete? Dopo tutte le vostre malefatte, peraltro sempre sorprendentemente perdonate dal popolo, è il minimo che ci possiate accordare.

Da una figura istituzionale come il Presidente della Camera, in questi casi che riguardano lei ma anche molti altri, ci saremmo aspettati un  invito a vigilare di più su ciò che accade anche in rete, una richiesta di fondi per istituire una sorta di task-force per fare indagini sui reati “cibernetici” ed assicurare eventuali colpevoli di spiacevoli scherzetti alla giustizia. Peraltro in rete avvengono reati di ben più grave natura rispetto a qualche minaccia o a qualche foto della nostra morettona nazionale…tipo, signora Boldrini, pedofilia, furto di identità, truffe e altro. Come mai non si è lamentata di queste cose gravissime e non ha chiesto un intervento in tal senso? Forse i reati e le cose spiacevoli esistono e vanno accertati, limitati e puniti solo quando riguardano un rappresentante delle istituzioni? Da quello che spesso accade sembrerebbe proprio così.

La Boldrini sappia che la rete non si tocca, nessuno ha il diritto di condizionarla in alcun modo nemmeno… la Boldrini stessa. Trattandosi di un realtà virtuale, ma non troppo, chi la usa, chi la frequenta o chi semplicemente curiosa deve accettare il fatto che in essa possano esserci cose e personaggi sgradevoli. Sta ad ogni utente proteggersi da queste cose e starebbe ancora di più alle istituzioni, di cui la Boldrini è, forse immeritatamente, un’esponente di spicco, vigilare e cercare di ripulire lo “sporco” della rete alzando la voce non solo quando li tocca da vicino ma anche quando riguarda tutti gli altri perché la rete è di tutti quindi…giù le mani!!

Viste le ultime uscite forse la signora Boldrini è un po’ stanca dopo aver letto, uno ad uno, i foglietti delle votazioni parlamentari. Magari con un po’ di vacanze il tiro delle sue dichiarazioni si aggiusterebbe un pochino.

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Telefonare e navigare in…metropolitana!

Da poco, nella città in cui vivo, è arrivata la possibilità di effettuare telefonate e navigare in internet in metropolitana. Roma si è adeguata, in parte, a città come Milano dove la linea cellulare è una realtà già da un po’ di anni. Grande conquista tecnologica questa che ci da la possibilità di restare in contatto con la “superficie” anche quando siamo nel tubo.

L’utilizzo della rete, come già ebbi a scrivere, è fondamentale per tutti e andrebbe incentivato in ogni senso. Quindi ben venga la diffusione di questa tecnologia anche nei viaggi in metropolitana dove, peraltro, una bella navigata può aiutarci a far passare il monotono tempo del viaggio. Chi di noi, quando ancora non c’era la possibilità di connettersi, non si è lamentato sperando che ben presto questa possibilità diventasse concreta? Una bella chiacchierata sulla chat di Facebook durante un tragitto mattutino da un capolinea all’altro avrebbe certamente alleviato le pene del viaggio anche perché questo viaggio può risultare davvero monotono visto che si svolge, nella maggior parte dei casi, sotto terra, quindi, con ben poco da vedere.

Certo però che se ci facciamo caso, salendo su un qualsiasi convoglio della metropolitana possiamo notare un popolo di compulsivi tutti  (o quasi) con il telefonino in mano, seduti uno accanto all’altro, e tutti collegati, più o meno, allo stesso sito che nel 90% dei casi è il bene amato Facebook o qualche altro social network. Guardando questa scena dall’esterno, appare effettivamente un po’ ridicola ma tant’è visto che abbiamo combattuto e protestato per avere l’amata rete in metropolitana. A parte tutto è evidente che questo sia un segno di progresso e che possa essere davvero utile come solo la rete sa fare. Ad esempio per chi lavora e si sposta in metropolitana può essere di vitale importanza avere sempre la connessione a portata di mano.

Un po’ diverso è, forse, il discorso relativo alla possibilità di effettuare e ricevere telefonate sempre in metropolitana. Può diventare una pratica molesta e segno di evidente maleducazione, tanto più che in Italia non sembra essere possibile parlare normalmente, al limite anche sottovoce, ma sembra sempre e comunque necessario urlare come se fossimo tutti sordi. In qualsiasi luogo si tende a sbraitare, anche solo parlando del più e del meno e ciò accade anche in metropolitana.

Parlare al telefono in mezzo alla gente è spesso segno di maleducazione. Ricordo che, solo fino a pochi anni fa, ad esempio nei ristoranti vi era l’abitudine di spegnere il telefonino. Ora tutto è cambiato, il telefonino è parte della tavola apparecchiata e imbandita quasi fosse necessario come una forchetta o un coltello. Significa che siamo diventati tutti un po’ più maleducati e la metropolitana che è un vero e proprio specchio della società ci dice che siamo una moltitudine di “tossici” del telefonino. Non riusciamo più a farne a meno. Mi chiedo come facevamo, ad esempio, negli anni novanta quando il cellulare non c’era ad avere una vita normale? Come facevamo ad uscire senza cellulare? Basterebbe fare mente locale su quei tempi per accorgersi che si viveva lo stesso tranquillamente.

Forse si doveva offrire solamente la possibilità di navigare e consentire la lettura di un buon libro, magari un E-book senza il vociare molesto delle persone che chiacchierano al telefono e che impediscono, ad esempio, proprio la lettura di qualche pagina di un buon libro da parte di chi cerca di rilassarsi e di ingannare il tempo negli spostamenti, a volte lunghi e faticosi, sulle linee metropolitane delle nostre città.

Comunque, in ultima analisi, non lamentiamoci e diamo alla tecnologia il premio che si merita. Ci rende comunque la vita più agevole e più è fruibile da tutti più c’è un reale progresso che è il fulcro di una buona società.

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La decadenza della televisione…Illuminati??

Accanto a varie crisi che stiamo vivendo in questi tempi, da quella economica passando da quella dei valori e finendo con quella dei “costumi”, possiamo assistere alla totale decadenza del nostro sistema televisivo. Questa decadenza è visibile ogni giorno in ogni fascia oraria dove, ormai, i programmi degni di nota si contano, davvero, sulle dita di una sola mano in mezzo ad un oceano di superficialità.

C’è la netta percezione che qualcuno o qualcosa, già dagli anni ’80, preferisca propinare programmi che addormentano piuttosto che azzardare un palinsesto un pochino più culturale che possa, da una parte, aumentare le nostre conoscenze, e dall’altra, svegliare un po’ le nostre coscienze. Preferiscono, insomma, tenerci “al palo” facendoci vedere solamente ciò che decidono loro e tenendoci in uno stato di torpore intellettuale con cui è più facile, per loro, controllare il sistema in generale. Vi chiederete chi possano essere questi “loro”.

Forse potrebbero essere identificati con alcuni dei nostri politici che hanno interesse ad “addormentarci”, a toglierci lo spirito critico, a non farci vedere alcune nefandezze che ci capitano sotto al naso mettendoci sotto gli occhi veline, letterine, consentitemi, tette e chiappe volanti magari accanto ad una partita e un piatto di spaghetti…Elio e le storie tese, già qualche anno fa, sosteneva che persino un “commando non ci sta e se c’e’ la partita allo stadio se ne va…”  Oppure, alcuni dicono, questi “loro” possono essere ancora i cosiddetti Illuminati di cui ho già parlato in alcuni post passati. Parte di questi Illuminati potrebbero avere interesse a tenerci un po’ rimbambiti anche televisivamente parlando propinandoci programmi improponibili e degni, con tutto il rispetto, di persone sottosviluppate. Potrebbero voler vederci così, un po’ decerebrati soprattutto dal punto di vista critico riguardo a ciò che accade intorno per poter fare i loro comodi ed arrivare a quel famoso governo mondiale che, a giudicare dagli accadimenti recenti, remoti e…futuri? sta realmente arrivando.

Per fare qualche nome, un programma come “Affari tuoi“, sempre lo stesso da anni, vista una puntata le hai viste tutte, che cosa può avere di svago o che cosa può offrire per imparare qualcosa? e ancora “L’eredità” in onda da anni e a cui la Rai ha demandato il settore cultura della rete. Che cosa può avere di culturale un programma che fino a qualche tempo fa era condotto da Amadeus che, con tutto il rispetto, proprio acculturato non è? E’ un gioco a quiz in cui, più che cultura, bisogna avere fortuna giacché le risposte vengono “sparate” a caso nella speranza di…indovinare.

A parte questo tipo di programmi, ahimè, anche il resto non è molto edificante. Un palinsesto insulso e soprattutto una informazione lottizzata come in nessun altro paese del mondo. Ricordiamoci che le tre reti Rai, nella prima repubblica, erano di fatto e alla luce del sole, assegnate a tre partiti, facendo diventare la lottizzazione una cosa normale e cosa ancora più grave, facendoci accettare un illegalità come una necessità. Anche in questo caso noi italiani dovremmo un po’ prendere esempio da ciò che accade all’estero dove le reti televisive sono, per lo più indipendenti e, in taluni casi, offrono validi palinsesti. Possiamo forse affermare che l’unica rete che ci offre una informazione indipendente e valida in Italia è Skytg24 che ha introdotto un’informazione innovativa e completissima…la CNN italiana (fatte le debite proporzioni).

Per completezza però devo dire che ci sono anche alcuni programmi molto ben fatti e molto utili come, per fare qualche nome, “Report” o “Le Iene” o “Quark” o “Passaggio a Nordovest” o ” Striscia la notizia“. Tutti programmi che ci aiutano a capire ciò che ci accade intorno, bellissimi esempi di di televisione di cultura o di giornalismo d’assalto che destano le coscienze di tutti ma, purtroppo, restano esempi isolati e inimitabili. Qualcuno preferisce che gli italiani si dedichino ai pacchi, forse per essere poi più pronti a riceverne sotto forma di “fregature Istituzionali”?!

In ultima analisi, forse, sta davvero a noi svegliarci da soli magari spegnendo la televisione e navigando a vele spiegate nella rete che resta, a tutt’oggi, l’unico vero luogo dove possiamo sentirci liberi e l’unico vero luogo dove possiamo analizzare e imparare ciò che ci circonda…senza censure opinioni di parte. La rete è un patrimonio assoluto dell’umanità. Usiamola e salvaguardiamola!!!

…SOTTO A CHI TOCCA…