Nuova tassa per gli italiani…

Ormai lo sappiamo tutti, siamo un popolo di tartassati da ogni punto di vista ma soprattutto da quello delle tasse da pagare. L’erario italiano è il più esoso al mondo con una pressione fiscale che, negli ultimi tempi e con gli ultimi lungimiranti governi, ha raggiunto picchi insopportabili che non hanno portato altro che ad una ancora più elevata evasione fiscale.

Ma è di poco tempo fa la sensazione che, accanto ai soliti e nuovi balzelli, ve ne sia un altro ben peggiore perché ci costa e non porta a nulla se non ad una sensazione di pena e rabbia al contempo. La tassa che gli italiani devono pagare, o meglio, sopportare si chiama Fabrizio Cicchitto… Un anzianotto spuntato dal nulla, cortigiano e paladino personale del sig. Silvio Berlusconi che non perde quasi mai occasione di stare zitto dimostrando la sua lontananza assiderale dalla realtà e vessando i malcapitati ascoltatori delle sue castronerie.

Il Fabrizio furioso offre spettacolo ogni volta che apre bocca con dichiarazioni a dir poco deliranti. Sappiamo tutti che le ultime settimane sono state animate dall’attesa per la sentenza della corte di cassazione riguardante Silvio Berlusconi ma forse non tutti conoscono le dichiarazione rilasciate da Cicchitto in quei giorni. A parte le fazioni politiche è accaduto che il segretario del PD Guglielmo Epifani si è trovato a dichiarare che le sentenze della magistratura vanno rispettate e attuate senza mettere in ndubbio quello che resta uno dei potere dello Stato. Dichiarazione questa assolutamente ovvia e “normale”. Invece per lui, per   il nostro Fabrizio furioso no!! Si è affrettato immediatamente a dire che la dichiarazione di Epifani è…IRRICEVIBILE!! Siamo alla follia pura, alla necessità di un intervento del CIM (centro di igiene mentale) visto che quello del nostro Presidente della Repubblica tarda ad arrivare o non arriva proprio.

Caro sig. Cicchitto, irricevibile è lei con le sue faziose e deliranti dichiarazioni che ci presentano ogni volta una persona che vive su un altro pianeta , senza il minimo contatto con la realtà che la circonda. Va bene la fazione politica, passi l’amore quasi saffico verso il proprio leader politico ma la mancanza di rispetto per i poteri dello stato e per un barlume di moralità, questo si, sig. Cicchitto è davvero IRRICEVIBILE!!!

Ma non contento, il nostro Fabrizio furioso ha offerto ancora il meglio di sé in occasione dell’emissione della sentenza stessa definendo la vicenda e la giornata “una pagina drammatica per la vita del paese”… Per questo vecchietto senza nè arte nè parte, la vicenda di Berlusconi e della sentenza che lo riguarda rappresenta un fatto drammatico per l’Italia.

A parte che molta gente se ne frega di Berlusconi e dei suoi, ormai innumerevoli, casi giudiziari ma forse, sig. Cicchitto, le cose drammatiche del paese sono altre , ad esempio, la mancanza di lavoro, la mancanza di fondi per la sanità, la soglia di povertà che sale sempre e troppo, le pensioni minime di vecchietti come lei che però, a differenza sua, non arrivano a metà mese, le aziende in crisi che chiudono e licenziano, la crisi di valori che il suo partito (insieme ad altri) ha contribuito a determinare, e via dicendo ma forse è inutile perché il sig. Cicchitto pare non essersi accorto di nulla se non del destino del suo Silvio…

Ecco, per questi motivi e per altri che, ahimè, arriveranno sempre dalla bocca di questo “filosofo metropolitano” , possiamo dire che abbiamo una nuova tassa da pagare, ancora più ingiusta di quelle che già paghiamo contro voglia. La tassa in questione si chiama Cicchitto e ci costringe ad ascoltare frasi assurde che oltre a lasciarci un po’ interdetti ci lascia anche di più incazzati perché  di questi individui sembra proprio che non rischiamo a liberarci. Vorremmo almeno che stessero zitti o che pensassero cento volte prima di aprire bocca e di vessarci con le loro elucubrazione mentali di chi però una mente non ha.

Il Sig. Cicchitto, per quanto riguarda il rispetto dei poteri dello Stato, potrebbe tornare a scuola o all’Università dove potrebbe imparare qualcosa in più, per quanto riguarda invece il rispetto per la moralità potrebbe ascoltare, ogni tanto, le parole di Papa Francesco unico baluardo dell’umanità intera, ma non siamo sicuri che le parole del Papa possano fare breccia in una mente che ragiona al contrario…

Noi Italiani, purtroppo, dobbiamo ancora una volta sopportare e sperare che passi presto!!!

…SOTTO A CHI TOCCA…

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Truffe telefoniche…

Tutti noi possediamo uno o più telefoni cellulari, una o più sim-card. In Italia esistono vari gestori telefonici che si spartiscono un mercato di più di cinquanta milioni di clienti a suon di offerte dell’ultima ora.

I clienti, cioè noi, sembrano un tantino frastornati da cifre, scatti alla risposta e all inclusive. Da una parte questa spietata concorrenza ha fatto sì che i prezzi diminuissero molto e potessimo telefonare a prezzi decenti rispetto a tanti anni fa, agli anni in cui i telefoni cellulari si affacciavano timidamente nel nostro paese chiedendo cifre esorbitanti per un minutino di conversazione.

Ma, purtroppo, se ci facciamo caso, ci sono ancora situazioni ambigue e fino a poco tempo fa vi era in atto una vera e propria truffa telefonica che non è stata affatto punita. Una cosa assolutamente anomala è il cosiddetto “scatto alla risposta”. Non si capisce il motivo di questo balzello visto che ormai nemmeno più la rete fissa lo chiede. E’ solamente un modo per togliere credito al cliente che spesso spende più in scatti alla risposta che in minuti effettivi di conversazione.

E’ vero che esistono piani tariffari senza scatto alla risposta ma la maggior parte ancora lo richiede con buona pace dell’associazione dei consumatori che non si è mai mossa minimante per fare, quantomeno, un pò di chiarezza su questa vicenda.

Proseguendo con le anomalie telefoniche non possiamo fare a meno di parlare della tariffazione a scatto ogni 30 secondi…assurdo, parlare, ad esempio, 31 secondi e pagare un minuto!! Le compagnie così facendo intascano indebitamente soldi che, in realtà, non appartengono a loro ma che sottrraggono furbescamente all’utente. Anche qui la, a volte preziosa, associazione dei consumatori non ha ritenuto di dover intervenire.

Ma la fattispecie più assurda e truffaldina di tutte è quella che rigurda, o per fortuna riguardava, la tassa che ogni cliente era tenuto a pagare nel momento in cui provvedeva a ricaricare il credito telefonico. Su una ricarica, ad esempio, di 20 Euro la tassa ammaontava a 5 Euro. Ma per cosa? Per quale arcano motivo dovevamo pagare una ricarica 25 Euro ma solo venti erano utilizzabili? Ancora oggi nessuno lo ha mai spiegato, nè le compagnie telefoniche nè le varie associazioni nè le Istituzioni come, ad esempio, il Ministero delle Telecomunicazioni.

Un pò di anni fa il governo in carica decise di abolire queste tasse di ricarica con un’azione un pò demagocica ma sicuramente utile per tutti i fruitori di telefonia mobile. Questa tassa venne dichiarata illegittima e illegale anche dalla comunità Europea. Infatti sembra che questo tipo di tasse fosse presente solamente in Italia. Fu così che venne tolta in quanto illegale, ma ci si chiede il motivo per cui non vennero restituite le tasse di ricarica indebitamente pagate fino ad allora.

Se hanno deciso che fosse illegale allora lo era anche prima di questa decisone e le compagnie avrebbe dovuto essere costrette a restituire il maltolto. Probabilmente, anzi sicuramente, non lo hanno fatto perchè si trattava di una cifra abnorme, che avrebbe provocato il totale fallimento di tutte le compagnie telefoniche nazionali con conseguenze disastrose dal punto di vista dell’occupazione.

Diciamo che non se la sono sentita ma, di fatto, resta la furberia perpetrata per anni da gestori telefonici in combutta con qualche ramo delle Istituzioni. Ai clienti hanno dato lo zuccherino per assaporare il quale si sono dimenticati del maltolto in precedenza.

Forse non solo le compagnie telefoniche avrebbero dovuto restituire i costi di ricarica ma avrebbero anche dovuto essere, in qualche modo, processate visto e considerato il fatto che si è stabilito che fu commessa un’illegalità. Non si può dichiarare un’azione illegale e non punirla. Esiste l’obbligatorietà dell’azione penale che, in quaeto caso, pare aver fatto spazio ad una sorta di “ragion di Stato telefonica” per salvaguardare, fondamentalmente, i posti di lavoro.

Comportamento non proprio lineare ma sicuramente comprensibile, anche se sarebbe auspicabile una maggior tutela dei consumatori che, alla fine, sono quelli che muovono l’economia e che senza i quali tutto rischia di ristagnare pericolosamente anche le chiacchiere e i messaggini al telefonino.

…SOTTO A CHI TOCCA…

Italiani che tagliano…le spese!!

Come ormai tutti sappiamo e tutti ripetono fino alla nausea, la crisi ci attanaglia. Molte famiglie non arrivano alla fatidica fine del mese. Mentre da una parte aumenta il numero di coloro che vivono in povertà, dall’altra la soglia della medesima si abbassa pericolosamente. Non sembra esserci all’orizzonte la benché minima possibilità di un’inversione di tendenza ma, le cose più curiose e le mosse più stravaganti avvengono da parte di coloro che, dall’alto (o sarebbe meglio dire dal basso?!) delle loro competenze dovrebbero risolvere i problemi del paese.

In base a recenti dati Istat, sembra che le famiglie italiane abbiano tagliato le spese…proprie!! Sì abbiamo capito bene: non è la costosissima macchina politica che si taglia le spese ma è solamente il popolo che, dopo aver subito costantemente tagli ai servizi e aumenti di tasse, decide di non spendere più per sé. Tra l’altro una legge elementare dell’economia stabilisce che un aumento delle tasse determina un abbassamento delle spese quotidiane e di conseguenza non girano soldi aumentando inevitabilmente inflazione e crisi stessa. Ci si chiede se i nostri “governanti” siano al corrente di ciò oppure, cosa più probabile, abbiano poche conoscenze in materia e soprattutto tanta, tantissima distanza dalla realtà.

Le famiglie non spendono più per andare al cinema o assistere a spettacoli musicali o teatrali dopo che, è bene ricordarselo, i governi passati hanno operato tagli pesantissimi sia al cinema sia alla cultura in generale. Non spendono più per andare in vacanza dopo magari essersi rotti la schiena (e qualcos’altro) per un anno intero o più per poter pagare le tasse assurde che ci chiedono, tipo l’IMU. Gli italiani arrivano anche a contrarre  debiti per pagare una tassa su un bene garantito e salvaguardato dalla nostra costituzione, sul quale hanno già versato lacrime e sangue tra iva e balzelli vari e di cui peraltro, in realtà non sono proprietari bensì similar-affittuari visto che, se la casa è gravata da mutuo, si può considerare di proprietà dell’Istituto bancario che eroga il prestito. Pazzesco!

Oltre a ciò, appunto, decidono di non vivere, privandosi anche di alcuni bisogni di base ed essenziali come le cure mediche e dentistiche. In particolare sembra che tutti abbiano deciso di non curarsi i denti, non per pigrizia ma solo per mancanza di fondi e quando un sistema governativo non è in grado di tutelare la salute del popolo è un sistema fallito, totalmente incapace perché costituito da incapaci. Inoltre possiamo ben intuire che, al giorno d’oggi, non abbiamo garantiti quei diritti che sono o che dovrebbero essere alla base del nostro paese e della nostra democrazia. Pessimo panorama sociale e, cosa grave, sembra che ci siamo tutti abituati a non avere più nulla, nemmeno l’essenziale,  ma solamente a dover dare a fondo perduto. Non funziona così!!

E loro, i politicanti, che fanno?? Di fronte a cotanta miseria, a disordini sociali che rischiano di esplodere ed implodere, di fronte a palesi manifestazioni di insofferenza nei loro confronti si riuniscono per…fare una legge che escluda dalle elezioni i movimenti che non abbiano una forma giuridica del partito politico!! Questi sì che sono problemi di cui la sig.ra Finocchiaro, che per me potrebbe tranquillamente fare il paio con la Boldrini visto l’acume, si fa portavoce e ci informa che sarebbe una cosa molto utile…sì per lei e il suo partito ormai morto e traditore dei propri iscritti ed elettori (loro sì gente rispettabile).

Questa proposta oltre ad essere anacronistica e inutile ha l’enorme pecca di ignorare più di dieci milioni di cittadini che, alle ultime elezioni, hanno votato per i cosiddetti movimenti. Li hanno ignorati formando un governo impastato ed impestato di ogni più bieca natura, non dando seguito al responso delle urne. Lo fanno sicuramente perché hanno paura di dover appendere gli artigli al chiodo e di non poter più godere della scorta per fare compere all’Ikea…vero sig.ra Finocchiaro?? Mah, forse doveva arredare la casa in cui andare a vivere insieme alla Boldrini per poter poi studiare a tavolino una legge che limiti l’utilizzo di internet…

Se dovesse passare la proposta anti-movimenti sarebbe una cosa gravissima che meriterebbe una reazione forte, ma ovviamente pacifica, di protesta popolare. E’ il popolo che comanda non loro e, speriamo davvero, che lo si possa vedere alle imminenti elezioni amministrative. Sarebbe auspicabile un ennesimo deciso segnale di intolleranza e insofferenza verso la vecchia politica, verso chi è in quel mondo magari da 25 anni ad esempio la…Finocchiaro!! Nel caso di un’altra vittoria dei movimenti e di una sconfitta dei partiti, ignoreranno ancora il risultato?? Beh, forse bisognerebbe chiederlo al sig. Napolitano…

Un’ultima nota di colore: mi piacerebbe sapere in base a quale incarico ricoperto la si.ra Finocchiaro deve vedersi assegnata una scorta quando magari essa viene negata a persone che la meriterebbero di più perché realmente esposti al pericolo…

…SOTTO A CHI TOCCA…

 

Attenzione alle…banche!!

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L’argomento delle banche è sempre di attualità per vari motivi: i vari scandali che si sono susseguiti non ultimo quello clamoroso (e di cui non si sente quasi più parlare) del Montepaschi di Siena, oppure perché le banche giocano un ruolo molto delicato in questa crisi e, infine, perchè tutti ma proprio tutti abbiamo a che fare con loro per conti correnti, mutui, pensioni o prodotti finanziari in genere.

Le banche gestiscono a proprio piacimento i nostri soldi e, come ormai sappiamo, anche quando li gestiscono male c’è sempre qualcuno, in genere il governo di turno, che corre in loro soccorso grazie ai soldi di noi contribuenti. Eh già, le banche vengono tutelate mentre le imprese private di piccoli, medi e grandi imprenditori non hanno aiuti qualora si trovassero in difficoltà  a causa di governi incapaci sia di approntare una serie di provvedimenti diretti alla crescita sia di aiutare quelle imprese da cui hanno sempre attinto per sanare questa o quella situazione critica e che, magari, momentaneamente si trovano in apnea.

Le banche, inoltre, in questa congiuntura temporale caratterizzata dalla maledetta crisi non fanno in pieno il loro dovere e non aiutano ad uscire dalle sabbie mobili che attanagliano la nostra economia e le nostre imprese, come dovrebbero. Non erogano più prestiti né personali come mutui o fidi né alle imprese che potrebbero utilizzare questi eventuali prestiti facendo investimenti e, magari, anche assumendo personale. Sembrano avvitate su se stesse, non sembrano più voler rischiare nemmeno quel minimo che fa parte del gioco.

Ai privati, d’altro canto, propongono forme di conti correnti inguardabili, conti dove il cittadino versa tutto sotto forma di contanti, stipendi, pensioni o quant’altro e che non danno nemmeno un centesimo di interessi adducendo come scusa che tutte le operazioni o quasi sono gratuite. Questo è vero, ma la quantità delle gratuità sta sempre di più assottigliandosi e sembra quasi più conveniente tenere i nostri risparmi sotto al classico materasso. Pensiamo solo al fatto che il possessore di un qualsiasi conto corrente, anche senza spese, se lasciasse i propri soldi sul conto per un anno, trascorso questo periodo si troverebbe con meno liquidità rispetto a quella iniziale a causa, bene che vada, solo della tassa governativa che ci chiedono. Non converrebbe allora veramente tenerli a casa in una cassetta di sicurezza? Avremmo, almeno, la certezza che, ad esempio, versando cento ci ritroveremmo cento.

A volte poi succedono delle cose strane ai nostri conti correnti, delle cose che vengono sottovalutate ma sono gravissime. Sarà capitato a tutti di ritrovarsi degli addebiti in conto, anche di piccola entità ma che se moltiplicati per TUTTI i conti correnti danno una bella cifra. Le banche si giustificano dicendo che si tratta dei classici errori del sistema e provvedono al rimborso. Ma c’è il sospetto che ci provino facendo leva sul fatto che spesso una persona non controlla bene perché magari anziana o perché semplicemente non ci da peso o non ha tempo. Sta di fatto che, così facendo, le banche mettono letteralmente le mani in tasca a noi, a tutti senza avvisarci e questa pratica è gravissima! Vi chiederete perché nessuna Istituzione interviene in tal senso. Semplice, perché spesso in passato i governi hanno fatto la stessa cosa rubando dalle nostre tasche per risanare le loro incapacità. Basta dare un occhiata a Cipro…

In verità, forse, un modo per mettere in difficoltà le banche ci sarebbe e le porterebbe quasi certamente al fallimento o giù di lì: basterebbe che tutti, ma proprio tutti, i correntisti andassero alle proprie banche e chiedessero semplicemente di ritirare tutto ciò che hanno depositato, chiedessero cioè di chiudere i conti. Immaginate il panico che provocherebbe un’azione del genere. In questo caso saremmo sì trattati con i guanti e convinti in tutti i modi a desistere. Attenzione però perché, anche in questo caso, potrebbe esserci un’amara sorpresa. Conoscendo i nostri “governanti” si inventerebbero, di certo, un piano di salvataggio che graverebbe, tanto per cambiare, sempre sugli stessi…su di noi!!

Basterebbe, in ultima analisi, da parte di tutti un po’ di buon senso e un po’ di rispetto e, soprattutto, che ognuno facesse il proprio dovere…soprattutto le banche!!

…SOTTO A CHI TOCCA…

Una riforma…provocatoria…

In questo periodo dove tutti, chi più chi meno, siamo chiamati a fare sacrifici economici per combattere una crisi prodotta da chi non ha saputo amministrare correttamente il nostro denaro, un tema sempre molto attuale è rappresentato dal sistema pensionistico e dalla sua relativa e necessaria riforma. In realtà con l’ultimo governo è stata introdotta una riforma che però non è piaciuta quasi a nessuno. In base a questa ultima riforma, chi era in procinto di godersi il meritato riposo dopo anni di lavoro si è visto chiudere la finestra (nel vero senso della parola) in faccia e ha dovuto prorogare la permanenza la lavoro di altri anni. Altri, in maniera molto più drammatica, sono rimasti in un pericolosissimo limbo: gli esodati.

E’ vero che, anche in questo caso, non ci sono fondi per pagare le pensioni ma è altrettanto vero che non sono stati ancora chiesti sacrifici (anche se temporanei) a chi gode delle cosiddette pensioni d’oro. Tempo fa, parlando con una persona che conosco, sono rimasto sorpreso da alcuni suoi discorsi relativi ad una pseudo riforma pensionistica di emergenza che lui stesso considerava una provocazione… ma non troppo.

Il punto principale era che, in un tempo di crisi, i pensionati privilegiati dovrebbero fare un passo indietro anzi, secondo questa stravagante teoria, tutti i pensionati dovrebbero prendere una pensione pari agli stipendi medi degli impiegati del momento storico che viviamo. Quindi, per capirci, si potrebbe supporre e immaginare una società di pensionati con, diciamo, 1.200 € al mese con tanti saluti alle pensioni d’oro. A chi contestasse il fatto di aver versato più contributi e di avere diritto a percepire di più, questa teoria risponderebbe che se una persona ha versato di più significa che era più ricco nella vita lavorativa attiva e, quindi, avrà “messo da parte” beni che un lavoratore dipendente normale non avrebbe mai avuto la possibilità di avere. Senza contare che non sempre chi ha pensioni d’oro ha effettivamente versato i contributi corrispondenti (vero Sig, Giuliano Amato? e altri politicanti  e consulenti dai doppi e tripli incarichi?).

Un avvocato, ad esempio, avrà, case, titoli azionari, gioielli, liquidità, barche ecc che un operaio metalmeccanico nemmeno potrebbe sognare. Secondo questa “riforma” paradossale, i vari tipi di lavoratori si differenziano tra di loro solamente nella vita lavorativa attiva. Nella vita “passiva” cioè quella in cui si smette di lavorare e di essere produttivi sarebbero tutti uguali cioè tutti inattivi e allo stesso modo gravanti sulla società. Quindi una pensione dignitosa e uguale per tutti con le differenze dettate dal fatto che i più ricchi e coloro che guadagnavano di più hanno avuto la possibilità, oltre che di vivere meglio, anche di accantonare ricchezze e investimenti che potrebbero tornare utili a far vivere gli ultimi anni in maniera più agiata e “ricca”.

Se venissero erogati a tutti i pensionati assegni, ad esempio, di 1.200 € al mese si potrebbero risparmiare molti soldi utili magari a fornire servizi sociali ai cittadini che hanno sempre pagato le tasse ma che non hanno mai, o quasi mai, visto tornare indietro questi soldi sotto forma, appunto, di servizi. Ricordiamo infatti, anche se le nostre Istituzioni sembrano averlo dimenticato e sembrano farlo dimenticare anche a noi, che le tasse vanno sì pagate ma non tanto per fare o per un dovere irrinunciabile, bensì per avere indietro i risultati del nostro investimento, chiamato “tasse”, sotto forma di servizi.

Sicuramente questa pseudo riforma pensionistica è una vera e propria provocazione sia verso quella parte delle Istituzioni che dovrebbe essere preposta ad attuare una equa riforma pensionistica sia, soprattutto, verso chi, avendo versato di più quando era lavorativamente attivo, prende e gode di pensioni dorate a cui, giustamente, non vuole rinunciare e, essendo la pensione un diritto, nemmeno forse potrebbe rinunciarvi. Ed è giusto così, provocatoria è e tale deve rimanere senza però dimenticare che il sistema pensionistico attuale proprio non va bene  perché non è equo, e dove non c’e’ equità, specialmente in tema di pensioni, non vi è civiltà e, tirando troppo la corda, essa potrebbe spezzarsi e dare origine a qualche sorta di tensione sociale innescando quella che sarebbe, forse, una vera e propria guerra dei poveri.

…SOTTO A CHI TOCCA…

Sempre la stessa musica…cacofonica!!

A due mesi dalle elezioni possiamo dirlo ufficialmente: siamo davvero, di nuovo, alle solite. Non cambia mai nulla anzi tutto sembra peggiorare. i nostri politici, anzi politicanti hanno, in questi due mesi circa, dato uno spettacolo a dir poco penoso, ridicolo che ci espone ancora di più ai rischi di una crisi che chi dovrebbe affrontare sembra non essere in grado di farlo.

Dopo un inizio promettente tutto è scivolato verso la vecchia logica dello scambio di poltrone, verso le promesse di tutela degli interessi di questo o di quello, verso i soliti impicci insomma. Anche le forze “nuove” hanno forse un tantino deluso chiudendosi a riccio e dando, a volte, l’impressione di non voler “giocare” perché forse impauriti da un gioco più grande di loro.

Quindi la prima conseguenza è che questo paese non ha ancora un nuovo governo che sia espressione della volontà popolare. E’ anche vero che, chi di dovere (Sig. Napolitano), non ha avuto a sua volta il coraggio politico di affidare un incarico di governo a chi, volenti o nolenti, ha vinto le ultime elezioni. Intanto la crisi delle famiglie, degli imprenditori, di tutto, galoppa e loro che fanno? gli incontri per “inciuciare” e avere le poltrone. Senza contare che nel nuovo parlamento ci sono ancora volti impresentabili, indagati e condannati alcuni anche per truffa allo stato. Non faccio nomi non per timore ma solo perché chi mi legge già li conosce da solo.

Il nostro presidente della Repubblica, che alcuni hanno definito una gemma in un mare di noia, non ha trovato altro di meglio che nominare dieci saggi. Non uno o due o tre…ben dieci. A giudicare dalle condizioni in cui hanno ridotto un paese splendido non pensavo proprio che tra di loro politicanti vi fossero addirittura dieci saggi!! Poi ho letto alcuni dei loro nomi ed ho capito tutto, in realtà la mia impressione era giusta e non abbiamo nessun saggio. Uno di questi è  il Sig. Gaetano Quagliariello (Don Tano) e dopo lui saggio mi aspetto davvero che Topo Gigio vinca il premio Nobel per la letteratura!!! Incredibile…

Dopo una decina di giorni di “lavoro” i sedicenti saggi hanno prodotto due informazioni essenziali e soprattutto nuove! la prima è che, secondo loro, non è possibile abolire il finanziamento pubblico ai partiti. Davvero non ci aspettavamo una cosa simile da chi, di questo finanziamento, vive da decenni in maniera parassitaria. La seconda delle loro creazioni è che con due camere non c’è governabilità. Ma davvero?? sono due mesi che ci siamo accorti che al senato non vi è una maggioranza ma ora Don Tano & C. ci hanno illuminato. Che saggezza!!

In queste ore poi sono impegnati ad eleggere il nuovo capo dello Stato e alcuni nomi di papabili mettono i brividi. Verrebbe voglia davvero di abbandonare l’Italia. Alcuni dei possibili eletti sono stati immischiati in scandali più o meno gravi (chiedere a Prodi dei fondi Europei di Nomisma) altri sono figure che non sarebbero in grado, per inesperienza, di ricoprire quella che resta sempre la prima carica Istituzionale. Infatti alcuni di questi hanno già declinato l’offerta.

Nella politica di questo paese cambiano, a volte, alcuni degli orchestrali ma la musica resta sempre la stessa e non è una musica piacevole. Urta i timpani di un popolo che ha mostrato una pazienza nei loro confronti che rasenta la stupidità, la “mollezza” morale che, forse, andrebbe messa da parte per tirare fuori un po’ di rabbia nei confronti di coloro che sono o dovrebbero essere sempre, non dimentichiamolo, dei dipendenti del popolo. Persino la Chiesa, a volte tanto bistrattata e contestata dalla politica, ha capito i propri errori e in occasione dell’elezione del suo ” capo dello Stato” ha avuto il coraggio di cambiare rotta, di eleggere il nuovo, un Papa che sapesse far convergere la benevolenza di tutti. E i risultati si vedono ogni giorno con un gradimento al capo della Chiesa senza precedenti.

Ma loro, i nostri politicanti, no! non riescono proprio a scrollarsi di dosso la polvere decennale che li contraddistingue e che rischia di portarci alla rovina totale. C’e’ sempre la speranza,  l’auspicio anzi l’esigenza che le cose siano fatte per noi, per il popolo e non per l’interesse di una casta o peggio solo di alcuni suoi rappresentanti.

…SOTTO A CHI TOCCA…

Fate la carità…

Strani tempi questi che ci troviamo a vivere nostro malgrado. Tempi di crisi profonda, più che economica oserei dire di valori, dove tutto o quasi sembra non avere più senso anche se la speranza in un futuro, se non migliore, quanto meno più equo dovrebbe alleviare un po’ le pene di tutti. I valori sono importanti. Da sempre è meglio avere dei punti di riferimento morali o pratici su cui poter contare e su cui fondare in parte la nostra esistenza.

Il valore che, ahimè, sembra essere il più importante in questi nostri tempi è quello del “Dio” denaro. Tutto ciò che facciamo o quasi, tutte le nostre azioni o quasi sembrano essere mosse dalla spinta di poter portare a casa un profitto economico. Direte che è una cosa necessaria per vivere ed è una osservazione più che giusta ma, forse, non dovrebbe essere la sola. Dovremmo a volte lasciare da parte i nostri interessi e cercare di fare delle cose solo per il gusto di farle e magari, perché no, anche a favore degli altri senza pensare ad un eventuale tornaconto.

In questi tempi di crisi ho spesso notato come siano aumentate a dismisura le persone che, in giro per le strade di tutte le nostre città, chiedono l’elemosina e questo è un altro evidente segno dei tempi in cui viviamo. Colpisce molto il fatto che spesso i questuanti siano delle persone “normali” o meglio forse lo erano e sono diventate, successivamente, come dei fantasmi per il fatto di essere incappati in qualche “disguido” nella loro vita. Mi è capitato spesso in passato di parlare con queste persone e, con mia grande sorpresa, mi sono trovato di fronte persone che prima di essere costretti a chiedere aiuto per strada erano persone rispettabilissime con tanto di lavoro, famiglia, figli, affetti ecc e che poi hanno via via perso tutto a partire quasi sempre dal lavoro e per finire con un effetto domino che con l’ultima tessera li ha messi in strada.

Sentire le loro storie affascina e al contempo mette i brividi per la dignità che ci mettono nel raccontare la loro disperazione. Se facciamo caso ai loro volti e se abbiamo la pazienza di chiedere e ascoltare le loro parole possiamo notare che non siamo più di fronte al clochard vecchio stampo come è rimasto impresso nell’immaginario collettivo, ma ad un nuovo tipo di senza tetto appunto persone come noi a cui, ad un certo punto, la fortuna ha voltato irrimediabilmente le spalle. Basta andare a fare un giro alle mense della Caritas per notare come gli avventori siano in realtà padri di famiglia, pensionati (si fa per dire, visti gli importi esigui delle pensioni), insomma siano come noi, siano noi e la cosa, sinceramente, fa molta impressione.

Proprio perché ci può fare impressione, cerchiamo, dove e quando possiamo, di fermarci ad ascoltare queste persone e magari anche aiutarle mettendo da parte egoismo e diffidenza. Potrebbe davvero essere un’esperienza nuova, positiva e che ci arricchisce insegnandoci anche qualcosa. Inoltre, non per fare il bigotto, ma sembra proprio che fare azioni positive e disinteressate verso gli altri meno fortunati di noi faccia bene al nostro spirito e alla nostra anima. Fare la carità non dovrebbe essere inteso solamente come dare qualcosa di materiale a chi ha bisogno ma anche e soprattutto come dare un aiuto morale, il nostro ascolto, un nostro gesto di amicizia, un qualcosa che viene dall’anima e che da essa viene percepito. Compiere queste azioni non costa nulla e potrebbe ripagarci tanto, tantissimo come non avremmo mai immaginato.

…SOTTO A CHI TOCCA…