Recensione del film ” Come un tuono” – ****

Unknown

Il film in questione narra di un artista della moto che lascia il suo lavoro da centauro per dedicarsi al figlio che ha scoperto di avere. Per cercare di mantenere al meglio prole e moglie diventa un delinquente saltuario e durante una delle sue malefatte trova la morte per mano di un poliziotto che come lui ha un figlio piccolo. Il poliziotto dimostra di non avere tanti scrupoli e fa così carriera in “politica”. Quindici anni dopo i cerchi si chiudono e sembra proprio che le colpe dei genitori ricadano sui figli.

Film molto ben fatto dove i due protagonisti, Bradley Cooper e Ryan Gosling (bravissimi e bellissimi), si dividono perfettamente la scena. Ryan regge la prima parte del film e Bradley la seconda con una Eva Mendes bellissima, e a tratti, molto intensa.

Vi è, a mio avviso, un alone di bontà che vede al centro delle scelte dei personaggi la loro paternità e un alone un pò più drammatico che mostra come alcune ferite della vita non possono rimarginarsi ma possono solo tornare a fare male. Il regista è stato molto bravo ad inscenare una sorta di persecuzione del destino ai danni dei protagonisti ognuno impegnato a lottare contro le vicissitudini della vita dentro alle quali sembrano essere ingabbiati. La scena iniziale è molto esplicativa in tal senso perchè il protagonista (Ryan Gosling) sembra essere molto bravo nel suo lavoro, il migliore, ma resta comunque un uomo “ingabbiato” nel vero senso della parola…

Fatto non trascurabile (ma è una personalissima e parzialissima opinione) il film è ambientato nella provincia dello stato di New York!! Da vedere per godersi un film che è di sentimento, di azione e di fato allo stesso tempo.

New York City subway…

Come parlare di un mito? Che dire a proposito di una cosa che resta nelle mente e nel cuore (insieme a tutto il resto) di chi visita per la prima volta o ritorna nella Grande Mela? La metropolitana newyokese è una delle più antiche (1904) e estese al mondo con un tracciato di quasi 400 chilometri, quasi 1400 chilometri di binari, 468 stazioni e con ben 5 milioni di persone che ogni giorno affollano le stazioni ed i treni della MTA.

Chi si reca a New York capisce subito, sin dai primi minuti di permanenza, che la metropolitana è il mezzo più utilizzato e più comodo per visitare la città. Ideale sia per il turista sia per i newyorkers in quanto serve ogni parte della città a qualsiasi ora del giorno e della notte e con una frequenza che negli altri paesi si può solo sognare cercando di imitarla. Negli ultimi anni l’amministrazione della città ha speso molta fatica e molte risorse economiche per migliorare la sicurezza di quella New York che solo fino a qualche anno fa era una delle città più pericolose al mondo. Ebbene, questi sforzi si vedono tutti. E’ una città sicura presidiata giorno e notte da forze dell’ordine (peraltro disponibilissimi e gentilissimi), una città in cui molti si sentono quasi come a casa (ogni riferimento a me è puramente casuale).

E anche all’interno delle stazioni della metropolitana e sui treni sono finiti i tempi dei “Guerrieri della Notte” dove un viaggio dal Bronx al Coney Island sembrava interminabile e costellato da mille insidie magari ispirate alla realtà di allora. Al giorno d’oggi tutto è tranquillo e si può godere la città in lungo e in largo di giorno e soprattutto di notte con centinaia di locali notturni per tutti i gusti. Nelle giornate e nelle notatte newyorchesi ci si sente davvero al centro del mondo perchè New York è relamente il centro del mondo, il luogo dove tutto nasce e tutto muore, il luogo più vivo, vivace ed energetico del globo.

In metropolitana si respira un clima che è antico e moderno allo steso tempo. Antico perché le stazioni stesse profumano di antico con panchine in legno e piastrelle ai muri che danno un che di art decò. Moderno perché l’efficenza, la puntualità e la frequenza appunto collocano la metropolitana della Grande Mela ai primi posti come servizio alla cittadinanza. Molto piacevoli i chioschetti all’interno delle stazioni dove si può trovare di tutto e dove ci si può sentire un po’ come in un film, dove un protagonista viaggia in metropolitana, mangia e beve in questi luoghi di ristoro, veri e propri punti di riferimento per i viaggiatori abituali tutti presi dai loro giornali e dalle loro bibite energetiche dai mille colori.

Quanti films ambientati a New York! Un vero e proprio set a cielo aperto dove la metro occupa uno spazio importante. Pensiamo a “I Guerrieri della Notte“, a cui già abbiamo accennato, “La Febbre del Sabato Sera” con l’ultimo viaggio di John Travolta in un vagone deserto di notte o “Mr Crocodile Dundee” con Paul Hogan che nella metropolitana di Columbus Circle si dichiara alla sua amata o ancora il remake di “Pelham 123” dove ancora Travolta semina terrore sotto la metropolitana, per finire con “Mimic” dove Mira Sorvino e il nostro Giancarlo Giannini combattono contro un virus con battaglia finale all’interno del tunnel della stazione di Delancey Street.

Bellissima esperienza per gli appassionati di cinema è il tour guidato sui luoghi dei set cinematografici. Vedere dove state girate le scene più famose del cinema mondiale è davvero emozionante e ci fa tornare per un attimo nel passato facendoci sentire attori per un minuto.

Insomma anche la metropolitana a New York è una leggenda che rimane nei ricordi dei visitatori come una qualsiasi altra delle decine di attrazioni che questa magica città possiede e che vi faranno sognare ad occhi aperti.

…SOTTO A CHI TOCCA…

Recensione del film “La Frode” – ***

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Ho di recente visto questo film e devo dirvi che si tratta di una pellicola molto ben fatta, che attira l’attenzione dall’inizio alla fine ma senza essere troppo complicata come spesso accade per films di questo genere.

Richard Gere è un uomo di affari assetato di soldi a cui, all’apice del successo, capita una cosa che sconvolge la vita sua e della sua famiglia rendendolo un uomo come gli altri. Quando sembra aver trovato la scappatoia per evitare guai pesanti, si vede quasi tradito dall’affetto più caro che ha che a sua volta sembra agire in nome del Dio denaro. Il finale è, a mio avviso, volutamente enigmatico perché non lascia spazio a consolazioni ma solamente a riflessioni.

Un buon film La frode, che, come  accadde un po’ in Wall Street, svela le ombre del capitalismo e dei valori di questi anni. Ottimo il cast, un Richard Gere da Oscar (purtroppo per lui il film è uscito dopo la scadenza dei termini per partecipare alla Kermesse hollywoodiana), una Susan Sarandon come sempre impeccabile, solida la sceneggiatura, intelligente e umile la regia. Non un capolavoro, ma un film di genere che si guarda con interesse. E di cui inevitabilmente si discute fuori dalla sala.

Nota non trascurabile per il sottoscritto blogger, è ambientato a New York che si presta in modo eccellente ad accogliere e ad aiutare, con il suo fascino, i cineasti di ogni genere cinematografico. Buona visione!!

…SOTTO A CHI TOCCA…