Berlusconi – Pascale…una coppia, due imbecilli (sine baculo)

Unknown

Al di là delle fazioni politiche, delle polemiche, delle ragioni e dei torti, delle motivazioni della sentenza di condanna e dei pareri personali ciò che i due soggetti hanno dichiarato nell’immediatezza e nei giorni dopo la sentenza stessa ha dello sconcertante e, ahimè, solo in questo paese, senza ormai più alcun baluardo di decenza e rispetto, può succedere.

Il Silvio, oltre che a ribadire la sua innocenza a cui peraltro forse non crede più nemmeno lui stesso, si è affrettato a dichiarare che la condanna è una vergogna per la democrazia!

E no caro ottuagenario pseudo trombante, le vergogne democratiche sono altre tipo: il recente disastro in Sardegna, le città martoriate dai terremoti e ancora in ginocchio, la sanità che uccide e che mette gli orari di apertura e chiusura ai pronto soccorso (????) come se gli “incidenti” dovessero avere un orario, i pensionati che dopo 100 anni di lavoro si ritrovano con nulla perché la pensione minima o più equivale al nulla, in generale la decadenza totale in cui versa un paese ormai morto e che il Silvio ha contribuito con tanti suoi compari ad uccidere.

Rispetti la legge e soprattutto le sentenze e ringrazi il cielo di avere la possibilità di scontare la pena ai servizi sociali perché in un paese normale sarebbe in galera da anni. Si renda utile a chi soffre aspettando i prossimi processi le relative certe condanne…si si lo sappiamo lui è un perseguitato, anzi la classe politica tutta è un covo di persone perbene inseguita dalla magistratura assassina. Ci si chiede come mai visto che sono tutti bravi e onesti nessuno, ma proprio nessuno ha più fiducia nel nostro paese…sarà persecuzione internazionale???

Detto questo, il colpo di classe, la calata dell’asso, il numero da fuoriclasse ci è stato fornito da Francesca “sciacquetta” Pascale. La vergine compagna del Silvio ha addirittura chiesto un’udienza da Papa Francesco affinché ascolti la…tragedia del suo compagno. Mai sentito nulla di più comico. Tragedia??? ah quanti italiani vorrebbero avere le tragedie di Berlusconi…le tragedie, cara Pascale, sono ben altre, sono quelle di cui si occupa Papa Francesco che ben sapendo quali siano ti negherà qualsiasi incontro perché conosce il senso della vergogna di cui tu e il tuo ottuagenario nemmeno conoscete l’odore. Non scomodare il Papa, per quel che mi riguarda nemmeno lo si dovrebbe nominare per queste cretenerie e poi, dai, ma la immaginate la Pascale col velo bianco da Papa Francesco?? Di questo passo chiederà udienza anche Cicciolina, Riina e…Fiorito, quest’ultimo con una tenda da circo al posto del velo per ovvi motivi di dimensioni…un po’ di ritegno!!

Ora aspettiamo le nuove prove a favore del Silvio con relativi nuovi testimoni ma ci chiediamo dove fossero prima…forse stavano mettendosi d’accordo…..

ricordiamo che in altri paesi se un politico copia una riga della sua laurea, si dimette non tanto per il giudizio degli elettori quanto per un intimo senso della vergogna che, ormai, nel nostro paese non esiste più. Eh già non c’è più nemmeno il senso della vergogna ma solo la voglia di farla franca , sempre e comunque, la voglia di “futtere” il prossimo sempre e comunque, la voglia di fare i furbi sempre e comunque perché la verità è che l’intelligenza non è più di questo posto ed è stata sostitutiva dal surrogato chiamato furbizia. Con la furbizia, senza intelligenza non si va lontano e i fatti sono lì a dimostrarlo.

Tornando alla vicenda dei due piccioncini, una buona notizia c’è: pare che la Pascale voglia portare via, lontano il suo “uomo” per proteggerlo…fosse vero!! La preghiamo di mettere in pratica il suo intento e, così facendo, di proteggerci da lui, da voi….

…SOTTO A CHI TOCCA…

Tifosi tristi e un po’ ignoranti…

E’ di poche ore fa la notizia secondo cui il sig. Berlusconi è stato condannato definitivamente a 4 anni di carcere con l’esclusione dai pubblici uffici che però deve essere rimandata alla corte di appello per competenza. La notizia in sé non è di fatto una notizia perché, da una parte, interessa poco e dall’altra era abbondantemente attesa e da taluni sperata e auspicata.

La notizia è un’altra ed è, purtroppo, alquanto triste. E’ successo che nella giornata in cui era attesa la sentenza della Cassazione un gruppo di tifosi del Silvio si è ritrovata sotto casa sua a Roma per approntare una piccola curva di tifosi urlanti e trepidanti in attesa della notizia. Al di là delle fazioni politiche e dei vari schieramenti si è davvero trattato di una scena penosa e a tratti ridicola. Uno sparuto gruppo di gente triste in faccia, accaldata dal sole estivo, con tre o quattro bandiere che, starnazzanti, auspicavano la totale assoluzione del loro guru.

All’interno di questo piccolo gruppo di sfigati è stata eletta una portavoce che aveva l’incarico di informare i presenti di ciò che stava accadendo attraverso un collegamento telefonico con un non meglio precisato collega di “curva”. Questa berlusconiana di ferro si è presa sulle spalle la responsabilità di informare i colleghi presenti circa la sentenza ma non è stata fortunata…Squilla il telefono, lei risponde e con volto atterrito e speranzoso ascolta l’interlocutore che ripete passo passo la sentenza. La nostra appena sente la parola “annulla”, che era contenuta s’ nella sentenza ma era riferita ad altra cosa “tecnica”, esplode di gioia contagiando tutti i presenti in una follia di gioia collettiva che è scemata subito non appena una persona con un altro telefono e un altro cervello ha loro spiegato che la condanna era stata confermata e solamente l’interdizione era stata rimandata alla corte d’Appello.

Uno spettacolo penoso in sé e ridicolo gli occhi di tutti in cui un gruppo di poveretti ha avuto tempo da perdere per fare il tifo per un personaggio quanto meno discutibile e che, tra l’altro, ha dimostrato di non saper nemmeno ascoltare, leggere e parlare. I nostri nonni avrebbero detto: ” ma potevamo vincere la guerra con queste persone…?!…

Pensiamo ai turisti, peraltro molto numerosi in questo periodo a Roma, che si sono trovati a passare di là ed hanno visto questo spettacolo e magari si sono informati su cosa stesse succedendo…Hanno assistito ad una comica di cui solo in Italia siamo, anzi sono, capaci. Poi ci lamentiamo perché all’estero godiamo di poca, pochissima considerazione e siamo considerati dei giullari, dei pagliacci inaffidabili e poco seri se non ai fornelli.

Cosa spinga poi un gruppo di persone, al di là delle fazioni politiche e dei convincimenti di ciascuno, addirittura ad organizzarsi per fare il tifo per un politicante sinceramente ci sfugge ma forse anche in questo caso ci sono piccoli o grandi interessi personali perché, come si dice, nessuno fa nulla per nulla e, in politica, anche nel più minuscolo municipio sperduto chi si impegna lo fa per proprio interesse e non per la collettività…segno di questi tempi tragici e drammatici anche  e soprattutto dal dal punto di vista sociale in cui ognuno pensa a se stesso.

Ai “tifosi” di Silvio è andata male ma è andata peggio a chi le decisioni di Silvio & Co. le ha dovute e le deve ancora subire. Alla capo Ultras un vivido consiglio di Trapattoniana memoria: “Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco…!”

…SOTTO A CHI TOCCA…

 

 

 

Grazia e giustizia o…disgrazia e ingiustizia?!

Ieri i mass media hanno dato una notizia che definire incredibile o, quanto meno, bizzarra è poco. Pare che, tempo fa, in Abruzzo un anziano di ben 72 anni sia stato fermato dai carabinieri in quanto guidava senza cintura. Fin qui si potrebbe dire che sia quasi normale anche se, come possiamo notare quotidianamente, l’obbligo della cintura viene spesso disatteso, ma la cosa assurda è che di fronte ad una reazione un po’ sguaiata dell’anziano questo è stato denunciato e in seguito condannato perché aveva “osato” dire ” che paese di m….”.

L’anziano si era lamentato, giustamente, del fatto che i veri delinquenti vengono perdonati, assolti, condonati, amnistiati e, in molti casi, addirittura premiati ed aveva concluso il suo ragionamento con la classica frase che tutti ma proprio tutti prima o dopo abbiamo pronunciato o quanto meno pensato…che paese di m!

Oltre alla multa, la denuncia e la relativa condanna confermata in cassazione proprio pochi giorni fa. Come si dice oltre al danno la beffa. Probabilmente l’anziano ha voluto sfogarsi dispiacendosi del fatto che ormai questo paese è conciato male ma la nostra giustizia si è dimostrata ancora una volta “puntuale ed efficiente” pizzicandolo e trattandolo da vero delinquente mentre magari chi ha ridotto questo paese un paese di m se la gode a spasso con vitalizi dorati evitando sia condanne sia multe.

Pochi giorni fa un senatore è stato sorpreso ad infrangere il codice della strada e di fronte al vigile urbano che voleva giustamente multarlo ha osato dichiarare che a lui spettava il saluto militare e non la multa. Già, le multe, le tasse e le condanne spettano solo a noi poveri plebei mentre loro…loro no perché loro amministrano lo Stato come se fosse cosa loro tanto che ne utilizzano le casse erariali per pagarsi mutui, dvd ed altro gonfiando le spese a dismisura…vero consiglieri regionali della Campania?? Ah il maggior numero di indagati in questa inchiesta appartiene al partito del paladino degli onesti cioè IDV di Antonio “che c’azzecca” di Pietro…

Di fronte a questi ed altri episodi appare chiara la scena ridicola dell’anziano condannato per nulla o meglio per aver detto la sua verità. La cosa è ancora più assurda e penosa perché si tratta di una condanna emessa nei confronti di una persona anziana ma la nostra giustizia è equa perché non guarda in faccia a nessuno quando c’è da tutelare lo Stato e i cittadini. Ci si chiede come si possano sentire coloro i quali hanno denunciato l’anziano e chi lo ha effettivamente condannato accanendosi in tre gradi di giudizio. Poi sta corte di cassazione che riunisce una sezione per occuparsi dell’anziano automobilista senza cintura invece di occuparsi di cose un po’ più serie…mah!

Tutti abbiamo fiducia che personaggi come la Boldrini, Grasso, Finocchiaro e, last but not least Daniela “gommone” Santanchè sapranno, con l’aiuto dei mass media capitanati dal marito della futura vice presidente della Camera, Alessandro Sallusti, dirimere la questione giustizia assicurando equità a tutti e impunità ad alcuni…

A parte tutti i ragionamenti del caso è emersa ancora una volta l’inadeguatezza del nostro ordinamento giudiziario sempre troppo impegnate in inezie e poco in episodi seri che meriterebbero più attenzione e giustizia. E’ evidente che il sistema non è in grado di reggere alle pressioni ed infatti cerca di scrollarsi di dosso i problemi auspicando, un giorno sì e uno anche, amnistie, indulti e condoni magari per potersi concentrare maggiormente sugli anziani che sfottono la Nazione…ma fare il contrario no?? magari lasciar perdere queste scemate per concentrarsi sui grandi reati di associazione a delinquere, reati econimico finanziari e soprattutto…politici.

La popolazione sarebbe grata e soddisfatta senza contare che il Paese avrebbe solo da guadagnare potendo diventare, semplicemente, un paese migliore!!

…SOTTO A CHI TOCCA…

Come fanno a vivere così…?!?!

Leggendo i giornali o ascoltando un qualsiasi telegiornale quasi quotidianamente assistiamo a notizie che riguardano delitti irrisolti. In alcuni post precedenti, anche in quello di ieri ad esempio, mi sono voluto soffermare sul fatto che la giustizia spesso non offre le adeguate risposte. Oggi, invece, vorrei analizzare un aspetto, per certi versi, agghiacciante di alcune storie delittuose.

Notiamo che, a volte, i presunti colpevoli fanno di tutto per farla franca, per non andare in galera, per non essere considerati colpevoli, anzi per essere considerati innocenti, per non pagare il loro debito. E per fare tutte queste cose sono disposti a tutto, a recitare parti degne di un premio Oscar, a mettere in scena copioni che sembrano scritti da esperti cineasti Holliwoodiani. E’ di pochi giorni fa, ad esempio, la notizia, che un tizio ha inscenato la scomparsa volontaria della moglie, quando invece l’aveva uccisa lui per poter vivere più “serenamente” la sua storia extra coniugale. E l’aveva inscenata talmente bene che aveva voluto addirittura rivolgersi a “Chi l’ha visto” con tanto di sua intervista struggente in cui in lacrime pregava la moglie di tornare da lui, ovunque fosse e qualunque fosse stato mil motivo lui…l’avrebbe perdonata!!

E’ evidente che siamo alla follia, per certi versi la nostra società è arrivata alla frutta anzi all’ammazza caffè. E questo di cui ho appena scritto non è, purtroppo, un caso isolato. Sono tutti innocenti o, come amano dire, estranei ai fatti. Ma possibile? Possibile che i magistrati e gli investigatori siano tutti visionari?

Ma la cosa più agghiacciante appunto, è che questi esseri riescono tranquillamente a fingere e riescono a vivere una vita tranquilla, come se niente fosse. Come dico nel titolo di questo post, mi chiedono come fanno a vivere così, come fanno a portarsi dietro un rimorso simile, una colpa così grande senza risentirne affatto. Prendiamo, ad esempio, il caso dell’assassino filippino della contessa Alberica Filo della Torre. Per quasi venti anni ha vissuto tranquillo, felice di averla scampata. Poi, in questo caso, il colpevole ha confessato ma lo ha fatto dopo vent’anni e, comunque, non tutti lo fanno, anzi sicuramente in giro ci sono persone che l’hanno fatta franca e vivono come se nulla fosse.

E’ una cosa che fa ghiacciare il sangue nelle vene. Non si capisce proprio come facciano a comportarsi così. Sia ben chiaro che anche i rei confessi sicuramente non vivono bene ma almeno hanno la dignità di voler pagare il conto con la giustizia.

Questi aspetti antropologici sono oggetto di studi da parte di criminologi e psichiatri che, spesso, ne danno come spiegazione la follia. La cosa brutta è che sembra ormai proprio diventata una pessima abitudine da parte di tutti quelli che vengono accusati di un qualsiasi delitto: essere innocenti sempre e comune. E cosa ancora più brutta è che noi che assistiamo a queste messe in scena sembriamo ormai assuefatti a che ciò accada.

Queste persone che si professano innocenti anche quando sanno di non esserlo, forse, sono talmente folli e schizofrenici che, nel corso, del tempo, si auto convincono di essere innocenti davvero, rimuovono la loro colpevolezza e anche l’episodio delittuoso. Si fanno un film in testa dove i colpevoli sono altri e loro sono solamente delle povere vittime messe in mezzo da chi gli vuol male.

Questo è un problema che nessuna persona, nessuno studioso e nessuna Istituzione potrà mai risolvere. La “soluzione” è demandata alla coscienza di ciascuno, all’onestà personale e intellettuale di ognuno di  noi ma, in questi tempi così decadenti anche la coscienza delle persone sembra avere smarrito la bussola dando origine, anche in questo campo, a comportamenti che fanno apparire l’essere umano un’entità agghiacciante e, a volte, senza scrupoli. Per fortuna non tutti sono così, non tutti siamo così.

Piacerebbe a molti, e sinceramente anche a me, poter parlare con chi vuole a tutti i costi farla franca e di ciò ne va orgoglioso, per chiedergli, come dico nel titolo: come fai a vivere così? Come fai a far finta di nulla e andare avanti come se nulla fosse? Come fai ad essere così…folle?

…SOTTO A CHI TOCCA…

Reati da punire…più severamente!!

Sappiamo bene che, nel nostro paese, la giustizia potrebbe funzionare meglio, ingolfata come è da una serie di processi, da iniziare o da finire, interminabile. Sta di fatto che, forse, sarebbe opportuna una riforma giuridica vera, profonda che consenta sia lo snellimento delle pratiche giudiziarie sia l’introduzione di misure più opportune relativamente a determinate tipologie di reati.

Il nostro è probabilmente il paese con il sistema giudiziario tra i più garantisti del mondo. Abbiamo tre gradi di giudizio dove, spesso all’ultimo grado viene completamente ribaltata la sentenza del primo grado lasciando anche dubbi sulla effettiva capacità investigativa di chi è preposto a tale scopo. Possibile che una persona condannata in primo grado venga, in Cassazione, del tutto assolta? Che razza di indagini sono state fatte? Che razza di investigatori sono questi che sbagliano tutto sin dall’inizio? Queste domande sorgono spontanee e, spesso e volentieri, non hanno risposta ma lasciano solo rabbia in chi chiede giustizia, una giustizia “giusta”.

Vi sono poi dei reati gravissimi, schifosi, che fanno rabbrividire e che il nostro sistema giudiziario si ostina, talvolta, a non tenere nella giusta considerazione e anzi a “garantire” un po’ troppo. Mi riferisco, ad esempio alla violenza sulle donne, ai sequestri di persona e, soprattutto, alla violenza sui bambini a quella che viene chiamata con una delle parole più aberranti del vocabolario: la pedofilia.

Ho già trattato, in passato, il tema sulla violenza sulle donne provocato da una concezione malata di alcuni uomini che pensano di averne la proprietà esclusiva e di poter disporre della propria femmina a proprio piacimento. Troppo spesso, anche ultimamente, accadono eventi tragici che hanno come vittime le donne, donne soggiogate che subiscono l’impossibile. Altro reato orrendo è, appunto, il sequestro di persona. Il privare una persona della cosa più importante che possa avere (la libertà) è una cosa agghiacciante contro cui tutti dovrebbero combattere per debellare la concezione stessa che si possa tenere una persona segregata allo scopo di avere un profitto, il riscatto. Ma, in una ipotetica quanto, mi rendo conto, squallida classifica di reati forse al poco invidiabile primo posto c’è appunto la pedofilia. Un reato e una “pratica” assurda, contro tutto e contro tutti, contro la natura, contro ogni senso e perpetrata da malati mentali che il nostro ordinamento, spesso , considera incapaci di intendere e di volere con buona pace dei genitori dei piccoli “violati”.

Il legislatore dovrebbe tenere più in considerazione il fatto che un bambino “offeso” in quel modo si porta dentro una ferita enorme che niente e nessuno riuscirà mai a rimarginare. La ferita è anche dei genitori quindi, direi che si tratta, quando accade, di una tragedia vera e propria che nessuna sentenza potrebbe mai mitigare pensando di poter offrire una giustizia equa.

Alcuni, in passato, avevano avanzato l’ipotesi di introdurre, per questo tipo di reati e anche per sequestro di persona e violenza sulle donne, l’istituto della pena di morte. Il nostro paese è davvero strano. La culla del diritto non sembra essere in grado di avere un senso di giustizia, sembra quasi dover scontare una  sorta di pena del contrappasso: coloro che hanno inventato il sistema giuridico con codici leggi ecc, nei tempi moderni non riescono ad avere un’applicazione di quei codici e di quelle leggi che un tempo erano considerate delle vere opere d’arte del settore.

Quelli che vorrebbero la pena di morte per questi reati avevano proposto una specie di referendum popolare, un sondaggio tra i cittadini per vedere chi e quanti fossero stati a favore o contro all’introduzione di questa maggiore “severità”, di questa “severità” estrema. Molti si sono detti o contrari sia alla pena di morte sia al cosiddetto sondaggio esplorativo ma forse più per paura che il risultato potesse essere a favore che per reale convinzione. Se, diciamo, vincesse il sì dovrebbero davvero riformare tutto e il nostro paese cambierebbe volto e natura.

Al di là di tutte le considerazioni personali di ciascuno, è evidente che la giustizia, in questi casi, deve essere più precisa, più severa e più sensibile alle conseguenze di questi schifosi reati. Pene più severe ma soprattutto pene certe e, perché no, in questi casi abolire il secondo e il terzo grado di giudizio. Sicuramente una provocazione difficile da attuare ma mi piacerebbe venisse fatto questo referendum e vederne i risultati. Potremmo forse avere una sorpresa “sorprendente”?

…SOTTO A CHI TOCCA…

Un omaggio a…Enzo Tortora!!

Enzo_Tortora1987

In questo periodo, anzi, in questa era di una giustizia non sempre efficiente, mi sembra quasi doveroso parlare un pò di quello che è stato il più grande e uno dei più devastanti errori giudiziari degli ultimi cinquanta anni. Il caso di Enzo Tortora ha calamitato l’attenzione di tutti per molto tempo e, ancora oggi, molti non lo hanno dimenticato…per fortuna.

Enzo Tortora, genovese di nascita ma milanese di adozione era (ed è ancora) uno dei personaggi più amati della storia della televisione italiana. Conduttore prima radiofonico poi televisivo, laureato in giurisprudenza e soprattutto uomo di saldi principi morali. All’apice del suo successo, il 17 Giugno del 1983,  venne arrestato su “consiglio” di un pentito. Venne arrestato perché questo pentito, che oggi tutti manteniamo e di cui non faccio il nome per rispetto alla moralità, era forse un po’ invidioso o semplicemente il nome di Tortora fu quello che per primo gli venne in mente, così a caso, tanto per fare qualcosa.

Detto fatto: il pubblico ministero di allora e i suoi colleghi che conducevano le indagini, non si presero nemmeno la briga di fare le minime ma necessarie verifiche di ciò che fu loro detto. Per esempio, alla fine delle indagini si scoprì che il nome scritto nella agendina del pentito non “Tortora” bensì “Tortona”. Il pubblico ministero Diego Marmo (stavolta il nome lo faccio affinché sia quest’uomo esempio di ciò che NON va fatto) aveva forse fame di notorietà e individuò in Enzo Tortora l’uomo che questa notorietà poteva offrirgliela.

Il giorno in cui lo arrestarono, portandolo a Regina Coeli, lo fecero scendere cento metri prima dell’entrata del carcere, con tanto di manette, per darlo così in pasto a fotografi e televisioni. E nessun rappresentante delle Istituzioni si scandalizzò né protestò come fecero, ad esempio, quando uno di loro (il Sig. Carra) venne arrestato e fotografato in occasione di Mani Pulite nel 1992. Lo schifo continuò senza pietà imbastendo un castello di accuse, a dir poco, stravaganti e ridicole. Tortora venne più volte trasferito da un carcere all’altro dimostrando, da parte degli organi istituzionali, una mancanza di rispetto per un uomo che, a causa loro, si era ormai gravemente ammalato. Continuò comunque la sua attività per difendersi da una delle più grandi porcherie giudiziarie che purtroppo aveva “scelto” lui.

Quando venne eletto al parlamento europeo da subito rinunciò all’immunità convinto come era di poter essere in grado di dimostrare la sua estraneità ai fatti contestatigli che, per la cronaca, erano detenzione e spaccio di droga. Malgrado la sua forte attività difensiva, non riuscì ad evitare una condanna a dieci anni di carcere. Dopo infinite vicissitudini giudiziarie e infinite umiliazioni venne, nel 1987, definitivamente assolto dalle accuse. Peccato che, nel frattempo, si era ammalato in modo gravissimo e, purtroppo per tutti (ma proprio tutti), si spense nel 1988 ucciso dallo Stato, ucciso da una magistratura indegna, collusa, corrotta e soprattutto incapace.

Ha lasciato, oltre che una moglie e due figlie, un segno indelebile nella storia del nostro paese tanto grande quanto è grande  la vergogna che i suoi carnefici devono provare, ma dubito che gente così sia capace di provare un sentimento come la vergogna. Ne dubito perché, solo per parlare di uno di questi, l’ex Pubblico ministero Diego Marmo ha continuato la sua penosa carriera da magistrato, ottenendo dallo Stato varie promozioni che lo hanno portato a ricoprire il ruolo di presidente di sezione della Corte di Cassazione e, ora, forse si sta godendo una pensione dorata alle spalle nostre e con la toga insanguinata del sangue di Enzo Tortora. Lo schifo a volte può essere infinito anche e soprattutto perché la gente, purtroppo, dimentica. Ma non tutti…

Sarebbe opportuno non dimenticare questo caso e parlarne nelle scuole e nelle facoltà di giurisprudenza di tutto il paese portandolo ad esempio di ciò che un giurista non dovrebbe essere mai.

Alla fine del suo processo, Enzo Tortora fece una dichiarazione spontanea daventi alla corte, disse:

“Sono innocente”. Lo grido da tre anni, lo gridano le carte, lo gridano i fatti che sono emersi da questo dibattimento! Io sono innocente, spero dal profondo del cuore che lo siate anche voi.» »

Lui lo era, era il più innocente di tutti…la corte no!!! Vergogna, Vergogna, Vergogna!!

…SOTTO A CHI TOCCA…

Parlamento o…Parlatorio??

Pochi giorni dopo l’insediamento dei nuovi eletti alla Camera e al Senato con l’elezione dei rispettivi Presidenti che hanno già proclamato la loro onestà e trasparenza e la loro volontà di fare delle istituzioni un luogo di ” buona politica”, un famoso quotidiano ha pubblicato le “statistiche” del nuovo parlamento. Ma non le statistiche che siamo abituati a vedere e a sentire, ad esempio, sull’età media o sulla provenienza dei deputati e senatori bensì quelle degli inquisiti, sotto processo e condannati nel nuovo Parlamento! Sì,sì, avete capito bene!

La cosa è sconcertante, potete leggere qui di seguito le percentuali e farvi tranquillamente accapponare la pelle.Immagine

Ma come? Il Parlamento è pieno di persone con la fedina penale sporca e loro ci dicono che già è diventato il luogo della buona politica? Ai più qualcosa sfugge, più che altro sfugge la logica di una legge che consente a chiunque di candidarsi ed essere eletto e di votare poi leggi che riguardano la vita del paese in tutti i settori (legalità compresa!!) a cui tutti dovrebbero sottoporsi. Posto che nessuno può essere definito colpevole fino a sentenza passata in giudicato, forse, come dicono alcuni, ci dovrebbe sì essere il legittimo impedimento ma andrebbe visto al contrario: non dovrebbe essere  che i deputati non possono essere processati perché ricoprono cariche istituzionali, ma al contrario non dovrebbero ricoprire tali cariche in quanto sono indagati, sotto processo o peggio condannati, proprio per potersi difendere meglio e, dimostrare la loro innocenza..

La cosa è ancora peggiore di quanto possa sembrare perché, in passato, alcuni dei “signori” con pendenze penali che siedono in Parlamento sono stati titolari addirittura di ministeri.

Certo è che, d’altra parte, si dice che un popolo abbia i governanti e i rappresentanti istituzionali che si merita e che siamo noi che li mandiamo a rappresentarci indegnamente. Loro, quando indagati o processati o condannati, si ostinano a sostenere di essere perseguitati da una magistratura che agisce arbitrariamente in base a logiche di partito per screditare avversari politici di parte avverse. Qualcuno si è spinto anche oltre definendo la magistratura una associazione a delinquere, cosa che meriterebbe forse l’apertura di un fascicolo e magari anche di un’interrogazione parlamentare per avere delucidazioni in merito da parte di chi sostiene questa tesi. Non può essere ammissibile un attacco cosi violento e con parole così forti ad una parte delle istutizioni, la magistratura, che resta sempre uno dei tre poteri dello Stato, di uno Stato democratico.

Detto questo mi piacerebbe sottolineare che, d’altra parte, si è parlato molto in campagna elettorale della impresentabilità di alcuni  personaggi che partecipavano alle elezioni ma forse bisogna pensare non solamente ai candidati ma anche agli elettori. Rispettando il voto di tutti non si può però fare a meno di pensare a quelli che, per piccoli o grandi interessi personali, hanno votato e fatto eleggere persone disoneste che fanno della illegalità un modus vivendi e se ne vantano pure. Questi elettori sono impresentabili tanto quanto i loro eletti!!

Sembra che questo paese, per certi versi, sia ancora refrattario alle regole, all’onestà e alla legalità anche se la speranza in una inversione di tendenza resta sempre viva. Forse è una sorta di legge del contrappasso: la culla del diritto è, in questo periodo storico, una fucina di illegalità…un po’ paradossale ma sembra essere così.

Sarebbe auspicabile, per il bene comune, una legge che impedisca ai disonesti di entrare in Parlamento e, al contempo li faccia accomodare in..Parlatorio…

…SOTTO A CHI TOCCA…