Si torna all’antico con il…baratto!

La crisi, ormai si sa, attanaglia un po’ tutti i paesi Europei e non. Anche la Germania, fino a poco tempo fa, presa ad esempio e come modello economico da imitare sta mostrando le prime crepe. Quindi, possiamo forse dire, che siamo tutti sulla stessa barca e, ahimè, alcune scialuppe di salvataggio sono state già calate.

E’ da qualche tempo che possiamo vedere in televisione o leggere sui giornali notizie relative a persone, che a causa della mancanza di soldi e di lavoro, vanno in giro per barattare le loro cose con altre di cui hanno necessità. Anche nei mercati rionali, spesso, accade che i titolari dei banchi, siano essi alimentari e non, accettano di prendere cose, oggetti di valore o meno in cambio dei loro. La crisi produce anche questo effetto, strano ma molto distintivo dei tempi in cui stiamo vivendo che per alcuni sono davvero drammatici.

Accade una sorta di Monte dei pegni avente per oggetto non oro e cose preziose, bensì generi di prima necessità. Questa pratica può essere, sicuramente, un po’ triste e un po’ pericolosa ma anche, diciamo così, divertente e utile. Triste perché, un paese i cui cittadini ricorrono al baratto per vivere non è certamente un paese florido, solido e con un futuro brillante dato che, senza soldi che girano, l’economia ristagna in maniera pesante. Pericoloso perché un sistema economico nazionale dovrebbe essere basato sulla liquidità e sugli investimenti che poi portano occupazione e benessere per tutti. D’altro canto, come ho detto, potrebbe essere divertente perché ci può far riscoprire alcuni valori che si sono persi ormai da anni come appunto scambiare oggetti di valore economico diverso tra loro ma di valore intrinseco e di utilità che spesso si sovverte. Qualcuno potrebbe preferire, come è accaduto in un mercato dell’Emilia Romagna, un cesto di insalata con ravanelli ad una bella forma di Grana padano con tanti saluti alla differenza di costi delle due cose.

Peraltro è anche vero che da un oggetto che non vale nulla o quasi si può arrivare, tramite una serie di baratti mirati, ad avere anche un oggetto di grande valore. Ricordo che tempo fa, durante una puntata della trasmissione “Le Iene“,  Marco Berrì provò proprio a fare un esperimento di baratto. Mi ricordo che partì con una penna , dopo una serie quasi infinita di baratti, arrivò ad avere una macchina di lusso a dimostrazione del fatto che il baratto mette in eviodenza non tanto il valore o il costo degli oggetti quanto le reali esigenze personali di coloro che scambiano e la reale soggettiva utilità degli oggetti scambiati.

Il filosofo e, soprattutto, economista scozzese Adam Smith una volta disse: “L’inclinazione a trafficare, barattare, scambiare una cosa con un’altra è comune a tutti gli uomini e non si trova in nessun’altra razza di animali” a testimoniare appunto che, forse, il baratto ci è connaturato e dovremmo prenderlo maggiormente in considerazione anche sulla base dei tempi che stiamo vivendo.

Certo sarebbe meglio avere una economia più fiorente e più equa per tutti ma visto che il popolo italiano ha, tra le caratteristiche principali, quella di sapersi arrangiare non ci stupiamo se vediamo in giro nelle nostre città persone che scambiano e pensiamo che, magari, lo fanno per reale necessità. Sicuramente non è né possibile né auspicabile che questa pratica prenda piede in maniera assoluta. I tempi sono diventati, sì duri, ma anche troppo moderni per poter pensare di tornare all’antico quindi, credo e spero, che si debba guardare al baratto come ad un’evento passeggero e per certi versi folcloristico. Magari, perché no, da provare almeno una volta per sentirsi un po’ “medievali”, sullo stile di “Non Ci Resta Che Piangere” dove Roberto Benigni e il povero Massimo Troisi girano per strade e mercati con caciotte e generi vari e tentano di evitare il pedaggio di un fiorino offrendo appunto una bella caciotta…

Speriamo solo che davvero a noi tutti, visti i tempi, non ci resti altro che…piangere!!

…SOTTO A CHI TOCCA…

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6 thoughts on “Si torna all’antico con il…baratto!

  1. In Grecia, il baratto sta tenendo in vita molta gente. Io stesso baratto delle cose su internet in cambio di altre che non posso comprare. Su facebbok chiamano questo evento swapping, da swap, scambio, e le pagine si stanno moltiplicando. In tutto questo però, c’è un pericolo di cui non si tiene conto: se questo ‘mercato’ prende piede, sarà un danno erariale di grandi proporzioni. Come dire, le economie hanno creato la povertà, e la povertà si vendica in questo modo.

  2. Non trascurerrei le potenzialità del baratto: è una forma evoluta di commercio, sostituita dalla più sottile e delicata fiducia dello scambio di beni con carte di valori (banconote) che sonon soggette al controllo di enti (banche) che ne regolano di fatto il flusso.

    Esistono comunità che scambiano prestazioni d’opera per altri beni, primari come i generi alimentari o secondari. Se non hai denaro, in genere non vivi. Se hai qualcosa, come la tua opera, il tuo tempo, puoi cambiarlo qualcosa di prezioso per te o per gli altri.

    Meditiamoci 😉

  3. Questo il blog giusto per tutti coloro che vogliono capire qualcosa su questo argomento. Trovo quasi difficile discutere con te (cosa che io in realt vorrei… haha). Avete sicuramente dato nuova vita a un tema di cui si parlato per anni. Grandi cose, semplicemente fantastico!

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