Allora siamo proprio…disonesti!!

Unknown

Mi è capitato di assistere ad una puntata della trasmissione ” Le Iene” e, come sempre, sono rimasto esterrefatto. Questa trasmissione ha il merito e, soprattutto, la costanza di rendere visibili e conosciuti a tutti le negatività che accadono in questo paese. Tempo fa questa trasmissione aveva “pizzicato” una farmacia che truffava da anni il servizio sanitario nazionale, e quindi tutti noi, collezionando una serie infinita di ricette mediche false, o meglio, non necessarie da prescrivere.

Questa farmacia, nella fattispecie, assumeva personale che veniva poi addetto a staccare le fustelle dalle confezioni dei medicinali per poi attaccarle sulle ricette rosse ed incassare il rimborso di un medicinale che veniva poi rivenduto un’altra volta senza relativa fustella. La confezione senza fustella veniva rivenduta nuovamente senza ricetta e, preferibilmente, a persone anziane che magari nemmeno si accorgono dell’ irregolarità. Inoltre, sempre la stessa farmacia, è stata sorpresa a confezionare preparazioni mediche ” su misura” senza rispettare i quantitativi di principi attivi prescritti mettendo a rischio la vita dei clienti che ad essa si rivolgevano con fiducia.

La farmacia in questione è stata chiusa e posta sotto sequestro ma, a dir la verità, è un po’ che non se ne parla più, inducendo a pensare che, forse, anche in questo caso sia finito tutto all’italiana cioè a tarallucci e vino. Troppe volte finisce così, troppe volte carabinieri, in questo caso i NAS, conducono ottime indagini, spendono giorni di lavoro e fatica per poi vedere il risultato dei loro sforzi totalmente vanificato da cavilli, prescrizioni o incapacità di intendere e di volere. Bisogna peraltro sottolineare che queste indagini dovrebbero partire da sole e non su “spinta” di trasmissioni televisive che sono sì utili e di servizio ma che non devono mai sostituirsi alle Istituzione perché significherebbe una vera e propria abdicazione di esse a favore del caos sociale e istituzionale.

Più recente, di pochi giorni fa, è il caso di un’altra farmacia e del suo rispettivo farmacista che aveva messo in piedi un vero e proprio sistema truffaldino. Il “preparatore galenico” in questione aveva messo a punto un progetto che prevedeva la creazione di studi medici proprio sopra la sua farmacia, che prescrivevano un’infinità di medicinali e “consigliavano” la farmacia più vicina. Quei medici che gli avessero garantito un ottimo giro d’affari sarebbero stati esentati dal pagamento dell’affitto dello studio ma non così, senza traccia. L’affitto veniva regolarmente pagato e poi, per i più “bravi” appunto, c’era la restituzione del medesimo in contanti e in nero.

Queste sono cose assurde, inaccettabili soprattutto perché la speculazione viene fatta su tutti noi e su quelle persone che soffrono essendo malate. D’altronde, ricordo che qualcuno una volta mi disse che i mestieri più remunerativi sono quelli che si “occupano” delle disgrazie della gente: medici, farmacisti, avvocati, dentisti,pompe funebri e via dicendo. Quanto aveva ragione questa persona!!

Quella dei farmacisti è una vera e propria lobby con un potere assoluto, con un giro di affari (non sempre legalmente documentabile) che ha cifre esorbitanti. I loro esponenti condizionano e controllano anche alcune parti del sistema economico ed erariale del Paese. Sarebbe ora di dire basta anche a questa pratica che spesso nasconde illegalità palesi. Ben venga, come accade ad esempio negli Stati Uniti d’America (Duane Reade a New York), la vendita dei medicinali nei grandi supermercati. Da una parte si evitano questi scandali e dall’altra vengono calmierati i prezzi che, con più concorrenza, magicamente diminuiscono.

Qualcuno, forse, avrà notato che da quando esistono, ad esempio, para-farmacie all’interno della grande distribuzione, le farmacie applicano sconti, e vendono prodotti in offerta addirittura i 3×2! Prima, quando esistevano solo loro, facevano fatica a togliere anche un solo centesimo e risparmiavano persino sulla carta con cui avvolgere il medicinale che ovviamente veniva consegnato senza sacchettino. Ora, la paura, di perdere clienti e leadership ha fatto miracoli rendendo gentile, disponibile e generosa una delle categorie più malmostose del panorama commerciale.

Certo è che, al di là di tutto, queste storie mettono in evidenza una disonestà latente del nostro popolo. Chi frega, chi ruba, chi non paga le tasse o il canone Rai, chi specula, chi cerca di sfuggire le responsabilità, chi insomma vive da disonesto sembra essere ed essere considerato più bravo, più “figo”. Finchè non si riuscirà a cambiare questa mentalità distorta, partendo dalle famiglie e passando per la scuola, avremo poco da lamentarci dei nostri rappresentanti politici perché, alla fine, è bene ricordare che…Ogni popolo ha i governanti che si merita!!

…SOTTO A CHI TOCCA…

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Si torna all’antico con il…baratto!

La crisi, ormai si sa, attanaglia un po’ tutti i paesi Europei e non. Anche la Germania, fino a poco tempo fa, presa ad esempio e come modello economico da imitare sta mostrando le prime crepe. Quindi, possiamo forse dire, che siamo tutti sulla stessa barca e, ahimè, alcune scialuppe di salvataggio sono state già calate.

E’ da qualche tempo che possiamo vedere in televisione o leggere sui giornali notizie relative a persone, che a causa della mancanza di soldi e di lavoro, vanno in giro per barattare le loro cose con altre di cui hanno necessità. Anche nei mercati rionali, spesso, accade che i titolari dei banchi, siano essi alimentari e non, accettano di prendere cose, oggetti di valore o meno in cambio dei loro. La crisi produce anche questo effetto, strano ma molto distintivo dei tempi in cui stiamo vivendo che per alcuni sono davvero drammatici.

Accade una sorta di Monte dei pegni avente per oggetto non oro e cose preziose, bensì generi di prima necessità. Questa pratica può essere, sicuramente, un po’ triste e un po’ pericolosa ma anche, diciamo così, divertente e utile. Triste perché, un paese i cui cittadini ricorrono al baratto per vivere non è certamente un paese florido, solido e con un futuro brillante dato che, senza soldi che girano, l’economia ristagna in maniera pesante. Pericoloso perché un sistema economico nazionale dovrebbe essere basato sulla liquidità e sugli investimenti che poi portano occupazione e benessere per tutti. D’altro canto, come ho detto, potrebbe essere divertente perché ci può far riscoprire alcuni valori che si sono persi ormai da anni come appunto scambiare oggetti di valore economico diverso tra loro ma di valore intrinseco e di utilità che spesso si sovverte. Qualcuno potrebbe preferire, come è accaduto in un mercato dell’Emilia Romagna, un cesto di insalata con ravanelli ad una bella forma di Grana padano con tanti saluti alla differenza di costi delle due cose.

Peraltro è anche vero che da un oggetto che non vale nulla o quasi si può arrivare, tramite una serie di baratti mirati, ad avere anche un oggetto di grande valore. Ricordo che tempo fa, durante una puntata della trasmissione “Le Iene“,  Marco Berrì provò proprio a fare un esperimento di baratto. Mi ricordo che partì con una penna , dopo una serie quasi infinita di baratti, arrivò ad avere una macchina di lusso a dimostrazione del fatto che il baratto mette in eviodenza non tanto il valore o il costo degli oggetti quanto le reali esigenze personali di coloro che scambiano e la reale soggettiva utilità degli oggetti scambiati.

Il filosofo e, soprattutto, economista scozzese Adam Smith una volta disse: “L’inclinazione a trafficare, barattare, scambiare una cosa con un’altra è comune a tutti gli uomini e non si trova in nessun’altra razza di animali” a testimoniare appunto che, forse, il baratto ci è connaturato e dovremmo prenderlo maggiormente in considerazione anche sulla base dei tempi che stiamo vivendo.

Certo sarebbe meglio avere una economia più fiorente e più equa per tutti ma visto che il popolo italiano ha, tra le caratteristiche principali, quella di sapersi arrangiare non ci stupiamo se vediamo in giro nelle nostre città persone che scambiano e pensiamo che, magari, lo fanno per reale necessità. Sicuramente non è né possibile né auspicabile che questa pratica prenda piede in maniera assoluta. I tempi sono diventati, sì duri, ma anche troppo moderni per poter pensare di tornare all’antico quindi, credo e spero, che si debba guardare al baratto come ad un’evento passeggero e per certi versi folcloristico. Magari, perché no, da provare almeno una volta per sentirsi un po’ “medievali”, sullo stile di “Non Ci Resta Che Piangere” dove Roberto Benigni e il povero Massimo Troisi girano per strade e mercati con caciotte e generi vari e tentano di evitare il pedaggio di un fiorino offrendo appunto una bella caciotta…

Speriamo solo che davvero a noi tutti, visti i tempi, non ci resti altro che…piangere!!

…SOTTO A CHI TOCCA…

La decadenza della televisione…Illuminati??

Accanto a varie crisi che stiamo vivendo in questi tempi, da quella economica passando da quella dei valori e finendo con quella dei “costumi”, possiamo assistere alla totale decadenza del nostro sistema televisivo. Questa decadenza è visibile ogni giorno in ogni fascia oraria dove, ormai, i programmi degni di nota si contano, davvero, sulle dita di una sola mano in mezzo ad un oceano di superficialità.

C’è la netta percezione che qualcuno o qualcosa, già dagli anni ’80, preferisca propinare programmi che addormentano piuttosto che azzardare un palinsesto un pochino più culturale che possa, da una parte, aumentare le nostre conoscenze, e dall’altra, svegliare un po’ le nostre coscienze. Preferiscono, insomma, tenerci “al palo” facendoci vedere solamente ciò che decidono loro e tenendoci in uno stato di torpore intellettuale con cui è più facile, per loro, controllare il sistema in generale. Vi chiederete chi possano essere questi “loro”.

Forse potrebbero essere identificati con alcuni dei nostri politici che hanno interesse ad “addormentarci”, a toglierci lo spirito critico, a non farci vedere alcune nefandezze che ci capitano sotto al naso mettendoci sotto gli occhi veline, letterine, consentitemi, tette e chiappe volanti magari accanto ad una partita e un piatto di spaghetti…Elio e le storie tese, già qualche anno fa, sosteneva che persino un “commando non ci sta e se c’e’ la partita allo stadio se ne va…”  Oppure, alcuni dicono, questi “loro” possono essere ancora i cosiddetti Illuminati di cui ho già parlato in alcuni post passati. Parte di questi Illuminati potrebbero avere interesse a tenerci un po’ rimbambiti anche televisivamente parlando propinandoci programmi improponibili e degni, con tutto il rispetto, di persone sottosviluppate. Potrebbero voler vederci così, un po’ decerebrati soprattutto dal punto di vista critico riguardo a ciò che accade intorno per poter fare i loro comodi ed arrivare a quel famoso governo mondiale che, a giudicare dagli accadimenti recenti, remoti e…futuri? sta realmente arrivando.

Per fare qualche nome, un programma come “Affari tuoi“, sempre lo stesso da anni, vista una puntata le hai viste tutte, che cosa può avere di svago o che cosa può offrire per imparare qualcosa? e ancora “L’eredità” in onda da anni e a cui la Rai ha demandato il settore cultura della rete. Che cosa può avere di culturale un programma che fino a qualche tempo fa era condotto da Amadeus che, con tutto il rispetto, proprio acculturato non è? E’ un gioco a quiz in cui, più che cultura, bisogna avere fortuna giacché le risposte vengono “sparate” a caso nella speranza di…indovinare.

A parte questo tipo di programmi, ahimè, anche il resto non è molto edificante. Un palinsesto insulso e soprattutto una informazione lottizzata come in nessun altro paese del mondo. Ricordiamoci che le tre reti Rai, nella prima repubblica, erano di fatto e alla luce del sole, assegnate a tre partiti, facendo diventare la lottizzazione una cosa normale e cosa ancora più grave, facendoci accettare un illegalità come una necessità. Anche in questo caso noi italiani dovremmo un po’ prendere esempio da ciò che accade all’estero dove le reti televisive sono, per lo più indipendenti e, in taluni casi, offrono validi palinsesti. Possiamo forse affermare che l’unica rete che ci offre una informazione indipendente e valida in Italia è Skytg24 che ha introdotto un’informazione innovativa e completissima…la CNN italiana (fatte le debite proporzioni).

Per completezza però devo dire che ci sono anche alcuni programmi molto ben fatti e molto utili come, per fare qualche nome, “Report” o “Le Iene” o “Quark” o “Passaggio a Nordovest” o ” Striscia la notizia“. Tutti programmi che ci aiutano a capire ciò che ci accade intorno, bellissimi esempi di di televisione di cultura o di giornalismo d’assalto che destano le coscienze di tutti ma, purtroppo, restano esempi isolati e inimitabili. Qualcuno preferisce che gli italiani si dedichino ai pacchi, forse per essere poi più pronti a riceverne sotto forma di “fregature Istituzionali”?!

In ultima analisi, forse, sta davvero a noi svegliarci da soli magari spegnendo la televisione e navigando a vele spiegate nella rete che resta, a tutt’oggi, l’unico vero luogo dove possiamo sentirci liberi e l’unico vero luogo dove possiamo analizzare e imparare ciò che ci circonda…senza censure opinioni di parte. La rete è un patrimonio assoluto dell’umanità. Usiamola e salvaguardiamola!!!

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Salviamo Sofia malgrado il ministro che… scappa

“…Signor ministro Balduzzi del ministero della salute, l’altra sera ho avuto modo di vedere il programma “Le Iene” e ho provato un senso di schifo e vergogna nel sentire il freddo comportamento da lei espresso attraverso il telefono, dove era chiaro che lei facesse finta di non sentire chi era dall’altra parte del filo, il bravissimo Giulio Golia…” (A. Celentano)

Come non essere d’accordo con il molleggiato? Condivido in pieno le frasi del grande artista e aggiungo che questo ministro è un gran maleducato con le sue fughe dai cronisti anche in situazioni che lo hanno reso ancora più in ridicolo di quanto già non sia, con le sue interviste rilasciate dopo aver scritto lui le domande e le risposte…ma dove siamo arrivati? Con questa gentaglia che crede che il paese sia “cosa loro” dimenticandosi che altro non sono che dei dipendenti del popolo che, fino a prova contraria, paga loro lauti stipendi per fare danni e dimostrare la loro più assoluta incompetenza e inadeguatezza. Cosa ancora più grave è la loro maleducazione perenne, persistente, dettata dalla paura che hanno del popolo e quando si ha paura delle reazioni del popolo significa che non si è fatto bene il proprio lavoro…manca anche l’autocritica e l’umiltà di riconoscere gli errori, insomma un vero disastro dimostrato pienamente nella vicenda della povera Sofia a cui va tutto il mio affetto e un abbraccio grande come il mondo di cui tutti sperano possa di nuovo godere a pieno.

Già, Sofia, una bambina affetta da una malattia neurogenerativa che la costringe ad una “non vita”. Lei e i suoi coraggiosi genitori chiedono solamente di poter avere la possibilità di curarsi con cellule staminali del metodo del Prof. Davide Vannoni. In questa vicenda si sono usati i classici due pesi e due misure e la cosa è INAMMISSIBILE soprattutto quando si parla di salute e per di più di una bambina di tre anni…

Mi chiedo poi se i genitori non abbiano il diritto di esercitare la patria potestà sulla piccola e decidere liberamente come, dove, quando e perché curare la propria figlia. Non credo che una bambina di tre anni, per di più purtroppo malata, possa decidere per se stessa vero ministro? E se non può decidere per se stessa perché dovrebbe decidere il ministro? A che titolo questo personaggio può arrogarsi il diritto di far morire Sofia? Forse a titolo di interessi personali e generali che si celano dietro alle decisioni ministeriali in tema di farmaci e cure? Qualcuno deve spiegare, non solo ai genitori di Sofia, i motivi per cui un cittadino non può scegliere le cure a cui sottoporsi. Ci hanno detto che il metodo Vannoni è pericoloso ma non se ne vedono le prove visto che i bambini che, prima di Sofia, si sono sottoposti a questa cura (loro si Sofia no???) hanno avuto grandi benefici e soprattutto NESSUN EFFETTO COLLATERALE. Ministro, ma il metodo Vannoni e’ pericoloso per tutti o solo per Sofia? se lo è per tutti per quale motivo ha acconsentito alla somministrazione del metodo per alcuni bambini? La cosa lascia interdetti e indignati, anzi davvero incazzati!

Ammiro molto i genitori di Sofia nella loro dignità e fierezza nel chiedere al ministro un favore che è in realtà un loro diritto (siamo alla follia). Salvare la loro bimba non può dipendere da persone incompetenti e che agiscono per interessi economico-farmaceutici. Pero’ mi sento di dare un consiglio ai genitori di Sofia: non cercate di fare breccia sulla sensibilità del ministro facendogli balenare l’idea che se Sofia dovesse andarsene (Dio ce ne scampi) potrebbe averla sulla coscienza perché questa persona coscienza non ce l’ha e lo ha dimostrato a più riprese fregandosene di tutto e di tutti e facendoci vedere solo la sua maleducazione e comicità. Che si possa vergognare finché campa…

Speriamo tutti che Sofia abbia ciò di cui necessita e preghiamo affinché il buon senso conduca le nostre vite e ci faccia agire pensando al bene di tutti, alla fratellanza e alla benevolenza che, se è vero che mancano in chi dovrebbe tutelarci, non possono mancare in noi gente comune che conosciamo ancora sentimenti e bontà d’animo.

…SOTTO A CHI TOCCA…