Boldrini…ancora tu?

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La signora Boldrini oltre che inadeguata risulta spesso imbarazzante, ma sembra non accorgersene come del resto nessuno di quella combriccola di magliari di cui fa parte.

Parla di lesa democrazia riferendosi al presunto ostruzionismo in aula da parte dei “grillini” ma poi applica la ghigliottina per far passare un ennesimo decreto porcata. Cara signora Boldrini è questo il suo concetto di democrazia? impedire all’opposizione di parlare? opposizione che rappresenta circa dieci milioni di cittadini?!

Che sia stato ostruzionismo è una pura idea dietrologica e, a parte tutto, è un diritto di ogni rappresentante, all’interno del parlamento, avere il diritto di parola o no? evidentemente per la Boldrini questo non può e non deve accadere al fine di far approvare leggi “democratiche”…oh quanto sono democratiche…

Quanto alla sua stessa elezione sullo scranno della Camera dei deputati non è definibile democratica in quanto la signora è esponente di un partitino minuscolo che, senza i soliti magheggi, alleanze e sbarramenti vari non troverebbe posto anche se la nostra, a onor del vero, è una campionessa del riciclo.

Ha confermato altresì la sua inadeguatezza  approvando addirittura la scorta a Mr. Dambruoso, il magistrato dallo spintone facile lui sì altro e alto esempio di democrazia…oltretutto questo elemento ha aggredito una donna di mezzo metro più bassa di lui e questo si ricongiunge a quanto precedentemente scritto a proposito della violenza sulle donne.

Ci si chiede come possa esserci rispetto per le donne in particolare e per tutti in generale, se all’interno della istituzione stessa che rappresenta la società in cui viviamo esistono episodi del genere e personaggi che credono di fare ordine menando le mani…mah!

E dopo il danno la beffa, la scorta al violento, ignorante, incivile e indegno che, leggendo quà e là, fa addirittura la vittima sui social network. Se anche ricevesse insulti, prima di fare la vittima dovrebbe chiedersi il motivo e capire che forse certi comportamenti lo rendono, per così dire, inviso ai più se non a tutti.

E la Boldrini imperterrita continua a sbagliare e, cosa più grave per la collettività, continua a stare al suo posto e a vessare i contribuenti che ne hanno le tasche piene, anzi vuote, di lei e dei suoi compari. A proposito di compari, ma il Silvio con i tacchi e il parrucchino quando inizierà a scontare la sua pena definitiva, certa, indubbia??

Assistiamo quotidianamente ad arresti immediati di  persone normali che si rendono responsabili della commisione di qualsivoglia reato e lui che fa? non solo non sconta ma decide, riunisce, parla, contratta, giudica, attacca e accusa. Questo ottuagenario con il varicocele farebbe bene a ritirarsi e a pensare ad altro, pochi si offenderebbero se non pensasse più all’Italia e in molti festeggerebbero. Tranquillo Silvio in galera non ci vai, i tuoi simili lo impediranno.

Al di là di tutto ritengo che questo misero blog, per oggi, abbia parlato abbastanza sia di “bond girl” Boldrini sia di batman Berlusca. Quindi speriamo davvero che si tolgano di mezzo loro e tutti gli altri e lascino respirare questo paese con quella poca, pochissima aria che è rimasta in giro.

…SOTTO A CHI TOCCA…

In ricordo di un grande uomo…

Questo “misero” blog desidera rendere omaggio ad un uomo unico, esempio per l’umanità…

Nelson Rolihlahla Mandela (Mvezo 18 Luglio 1918 – Johannesburg 5 Dicembre 2013)

R I P  MADIBA

Requiem Aeternam dona eis Domine, et lux perpetua luceat eis. Requiescant in pace.

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Berlusconi – Pascale…una coppia, due imbecilli (sine baculo)

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Al di là delle fazioni politiche, delle polemiche, delle ragioni e dei torti, delle motivazioni della sentenza di condanna e dei pareri personali ciò che i due soggetti hanno dichiarato nell’immediatezza e nei giorni dopo la sentenza stessa ha dello sconcertante e, ahimè, solo in questo paese, senza ormai più alcun baluardo di decenza e rispetto, può succedere.

Il Silvio, oltre che a ribadire la sua innocenza a cui peraltro forse non crede più nemmeno lui stesso, si è affrettato a dichiarare che la condanna è una vergogna per la democrazia!

E no caro ottuagenario pseudo trombante, le vergogne democratiche sono altre tipo: il recente disastro in Sardegna, le città martoriate dai terremoti e ancora in ginocchio, la sanità che uccide e che mette gli orari di apertura e chiusura ai pronto soccorso (????) come se gli “incidenti” dovessero avere un orario, i pensionati che dopo 100 anni di lavoro si ritrovano con nulla perché la pensione minima o più equivale al nulla, in generale la decadenza totale in cui versa un paese ormai morto e che il Silvio ha contribuito con tanti suoi compari ad uccidere.

Rispetti la legge e soprattutto le sentenze e ringrazi il cielo di avere la possibilità di scontare la pena ai servizi sociali perché in un paese normale sarebbe in galera da anni. Si renda utile a chi soffre aspettando i prossimi processi le relative certe condanne…si si lo sappiamo lui è un perseguitato, anzi la classe politica tutta è un covo di persone perbene inseguita dalla magistratura assassina. Ci si chiede come mai visto che sono tutti bravi e onesti nessuno, ma proprio nessuno ha più fiducia nel nostro paese…sarà persecuzione internazionale???

Detto questo, il colpo di classe, la calata dell’asso, il numero da fuoriclasse ci è stato fornito da Francesca “sciacquetta” Pascale. La vergine compagna del Silvio ha addirittura chiesto un’udienza da Papa Francesco affinché ascolti la…tragedia del suo compagno. Mai sentito nulla di più comico. Tragedia??? ah quanti italiani vorrebbero avere le tragedie di Berlusconi…le tragedie, cara Pascale, sono ben altre, sono quelle di cui si occupa Papa Francesco che ben sapendo quali siano ti negherà qualsiasi incontro perché conosce il senso della vergogna di cui tu e il tuo ottuagenario nemmeno conoscete l’odore. Non scomodare il Papa, per quel che mi riguarda nemmeno lo si dovrebbe nominare per queste cretenerie e poi, dai, ma la immaginate la Pascale col velo bianco da Papa Francesco?? Di questo passo chiederà udienza anche Cicciolina, Riina e…Fiorito, quest’ultimo con una tenda da circo al posto del velo per ovvi motivi di dimensioni…un po’ di ritegno!!

Ora aspettiamo le nuove prove a favore del Silvio con relativi nuovi testimoni ma ci chiediamo dove fossero prima…forse stavano mettendosi d’accordo…..

ricordiamo che in altri paesi se un politico copia una riga della sua laurea, si dimette non tanto per il giudizio degli elettori quanto per un intimo senso della vergogna che, ormai, nel nostro paese non esiste più. Eh già non c’è più nemmeno il senso della vergogna ma solo la voglia di farla franca , sempre e comunque, la voglia di “futtere” il prossimo sempre e comunque, la voglia di fare i furbi sempre e comunque perché la verità è che l’intelligenza non è più di questo posto ed è stata sostitutiva dal surrogato chiamato furbizia. Con la furbizia, senza intelligenza non si va lontano e i fatti sono lì a dimostrarlo.

Tornando alla vicenda dei due piccioncini, una buona notizia c’è: pare che la Pascale voglia portare via, lontano il suo “uomo” per proteggerlo…fosse vero!! La preghiamo di mettere in pratica il suo intento e, così facendo, di proteggerci da lui, da voi….

…SOTTO A CHI TOCCA…

Il disastro INPS, specchio del paese….

La Fornero e la nuova disoccupazione………

La cara ex Ministro Fornero, oltre ad aver messo mano in maniera rovinosa alle pensioni, ad aver creato tutta quella massa di poveracci condannati al limbo del “chi non lavora più ma non può più andare in pensione” detti, in maniera bruttissima, “esodati” ed ad aver eliminato l’art. 18 ed allungato i tempi che devono passare tra un rinnovo di contratto e l’altro, oltre tutto questo appunto, ha anche rovinato uno dei pochi servizi Inps che funzionavano abbastanza decentemente: la disoccupazione.
Fino ad un anno fa, se si avevano determinati pochi e semplici requisiti (tipo aver lavorato almeno un tot di settimane negli ultimi due anni), si poteva richiedere la disoccupazione all’inps e, nel giro di poco tempo, un mese al massimo, la domanda veniva accolta e si aveva diritto ad 8 mesi di sussidio. I primi 6 mesi con l’80% della ultima retribuzione, il 7° mese con il 60% e l’8° mese con il 50%.
Tutto pagato regolarmente all’inizio di ogni mese. Si aveva solo un obbligo: quello di presentare, entro 5 gg da una eventuale nuova assunzione o da un ricovero o da una gravidanza, un modello in cui si dichiarava che in tale data si chiedeva la sospensione della disoccupazione perché si era stati assunti, o perché si era all’ospedale o perché si entrava in regime di maternità.
Di modo che l’inps aveva tutto il tempo per fare i conteggi di spettanza dell’ultimo periodo e pagava il tutto subito. Oppure provvedeva a sospendere la decorrenza della disoccupazione per poi riprenderla alla fine dell’evento in questione.
Ma visto che in Italia, quando una cosa funziona bene è meglio rovinarla, la Sig.ra Fornero ha ben pensato di introdurre, in sostituzione della disoccupazione, le famigerate ASPI e MINI-ASPI.

Allora, i requisiti per ottenerle sono cambiati. E non sono così semplici, tanto è vero che anche i funzionari dell’Inps addetti alla valutazione delle pratiche sono andati in confusione infatti, per esempio, a maggio stavano ancora cercando di capire se le domande presentate i primi di marzo fossero accettabili. Quindi, almeno 2 mesi di ritardo per chi doveva ricevere quello che è L’UNICO sostentamento quando non si ha lavoro. E oltretutto, alla fine, lo si riceve senza interessi, mentre lo Stato, se si ritarda il pagamento delle tasse anche solo di un giorno, chiede gli interessi di mora. Ma tant’è!
Ma la chicca deve ancora arrivare…..
Non c’è più obbligo di fare la comunicazione di assunzione quindi si è portati a pensare che, nel fortunato caso in cui si trovi lavoro, l’inps vedrà (in tempi celeri) dalla comunicazione di assunzione che farà l’azienda, che il nostro periodo di disoccupazione è finito.
Invece no. Non è così. Il Ministro Fornero si è inventata un meccanismo infernale.
Si richiede la disoccupazione il 1° gennaio. Se ne ha diritto fino al 28 agosto (240 gg). Ovviamente la disoccupazione decorrerà dal 9 gennaio perché è il tempo (in teoria) che l’inps si prende per istruire la pratica.
Quindi il primo mese che vi pagheranno sarà relativo al periodo 9 gennaio – 31 gennaio. E questo primo pagamento, come dicevamo prima, avviene MOLTO in ritardo, quindi in realtà il primo pagamento sarà di 2 mesi (dal 9 gennaio al 28 febbraio) e non vi arriverà i primi di marzo ma solo a metà mese perché pare che quando l’inps fa un bonifico ci vogliono almeno 10 gg per l’accredito sul vostro conto perché probabilmente chi fa i bonifici da quest’anno non è capace.
Ma il top lo si raggiunge se avete la sfortuna di trovare lavoro solo l’ultimo mese o se non lo trovate affatto!!
Quindi, fino ad ora avete avuto dei bonifici mensili. Arrivati a settembre sapete che dovete ricevere il pagamento del mese di agosto più quei famosi 8 giorni che mancavano all’inizio. Quindi pensate che a settembre riceverete i soldi di agosto (fino al 31) e che ad ottobre vi pagheranno i restanti 5 giorni. Come farebbe chiunque dotato di buon senso.
E invece a settembre ricevete il pagamento di 10 gg!!!!!
Voi magari con quei soldi che aspettate ci dovete pagare dei debiti, delle bollette, delle scadenze!!!! E loro vi danno solo 10 giorni!!!!
Allora, se vi recate allo sportello inps (inutile chiamare il Call Center, tanto rispondono degli stranieri che mal comprendono la nostra lingua e non sanno bene la normativa) e vi dicono che, per farsi poi pagare regolarmente l’ultimo mese, E’ CONSIGLIABILE (ma solo consigliabile!!!!!!) presentare il modello che prima era obbligatorio. Anche perché, se non viene presentato, prima che l’Inps capisce che o avete finito la disoccupazione per decorrenza o che vi hanno assunti, ci può mettere anche anni!!!!!
Capito!!!!! E’ CONSIGLIABILE!!! E poi comunque, una volta presentato il modello, quei soldi arriveranno SOLO il mese prossimo!!!! E noi nel frattempo che facciamo?? Andiamo a mangiare a casa della Fornero????
Trovo che tutto ciò sia semplicemente vergognoso anche perché spesso il disoccupato ha anche una famiglia a carico e come fa se non gli arrivano quei soldi?!?!
Il solito andazzo italiano! Chi può se ne vada da questo paese ormai morto, fallito, irrecuperabile…

…SOTTO A CHI TOCCA…

Senatori a vita…

Il presidente della Repubblica continua nella sua visione assurda della realtà anche se sbagliamo noi a sorprenderci trattandosi lui di un dinosauro della politica, ancorato a logiche antichissime dopo quasi settant’anni di politica…Mi vengono in mente tutti quelli che lo additano come ancora di salvezza del paese…

Il sig. napolitano ha nominato ben quattro senatori a vita forse per andare a coprire lo scranno del “divo” Giulio che ci ha prematuramente lasciato a quasi un secolo di vita e di imbrogli. Questi quettro fortunati sono Riccardo Muti, Carlo Rubbia, Renzo Piano ed Elena Cattaneo. Quattro super miliardari che ora percepiranno anche la “diaria” da senatore a vita in barba a chi tira la carretta ogni giorno in mezzo a mille difficoltà.

La nomina di un senatore a vita, come recita la Costituzione, dovrebbe essere rivolta a coloro i quali hanno portato lustro alla nazione in questo o in quel campo lavorativo, artistico ecc. Fermo restando che questi quattro nominati avranno senz’altro fatto qualcosa di buono nelle loro rispettive professioni, non si capisce la necessità di far gravare ancora costi sulla collettività. Ma forse senza questi fantastici quattro il paese non riesce ad andare avanti, o meglio dire indietro? Riccardo Muti? perchè non allora Claudio Abbado. Carlo Rubbia? perché non allora Luigi Cattel o Barbara Stella. Renzo Piano? perchè non allora Massimiliano Fuksas. Elena Cattaneo? perché non allora sempre Cattel o Stella…

I nostri fantastici quattro andranno a percepire un bel gruzzoletto in più, loro che sono un premio Nobel, un grande direttore d’orchestra da decenni sulle scene già direttore dell’orchestra del Teatro Alla Scala di Milano, un famosissimo architetto che ha creato opere in ogni angolo del pianeta pagato profumatamente da committenti miliardari e una ricercatrice e professoressa universitaria che certo in difficoltà non si trova. Ora si affretteranno a dichiarare che i loro compensi senatoriali verranno devoluti in beneficenza ma, alla fine, non si sa mai a chi, dove, quando e perché…

Forse a molti non è sfuggito il fatto che, tra questi nominati, manca il nome di Dario Fo anch’egli premio Nobel ma escluso forse partigianalmente perchè vicino al movimento 5 stelle di Beppe Grillo ignorato più e più volte dai vecchi politicanti capitanati dal sig. Napolitano. Illogico e dispettoso il nostro “guaglione”…

Forse si dovrebbero rivedere le regole anche in questo campo. Diamo sì un premio come la nomina di sentaore a vita a chi si distingue in un determinato campo e da lustro al nostro paese ma iniziamo a pensare che ci sono ben altre persone che si distinguono ogni giorno. Mi riferisco, ad esempio, a tutte quelle mamme magari separate con figli a cui l’ex marito non da nessun aiuto, eppure, nonostante tutto, lavora in uffcio e a casa, cresce uno o più figli, paga le tasse, fatica, arriva a casa la sera distrutta dopo essere stata stipata per due ore nei mezzi pubblici perché l’auto con due figli non può permettersela, insomma nonostante TUTTO va avanti. Mi riferisco a tutte quelle persone che vivono normalmente in mezzo a difficoltà che ai senatori a vita sembrerebbero insormontabili ma che loro affrontano con la forza dei giusti. Di persone così ne è pieno il mondo e danno, loro sì, lustro al nostro paese perché reggono ciò su cui il nostro sistema paese dovrebbe basarsi e, di fatto si basa cioè la Famiglia.

Caro sig. Napolitano, vogliamo una volta tanto fare i seri, spezzare le logiche marce e ammuffite di cui vi nutritte da decenni e, magari, fare una sorpresa a tutti nominando senatore o senatrice a vita, ad esempio, la classica Sig.ra Maria Rossi che da sola cresce tre figli senza l’aiuto di nessuno? Sarebbe davvero bello e civile ma credo che da parte vostra, caro sig. Napolitano, sia un’azione impossibile, come chiedere ad un elefante di danzare il flamenco in una cristalleria senza fare alcun danno…

Per quello che conta (nulla) questo blog nomina senatori a vita chi la vita la affronta davvero e vince ogni giorno nonostante tutto e tutti…

…SOTTO A CHI TOCCA…

Tifosi tristi e un po’ ignoranti…

E’ di poche ore fa la notizia secondo cui il sig. Berlusconi è stato condannato definitivamente a 4 anni di carcere con l’esclusione dai pubblici uffici che però deve essere rimandata alla corte di appello per competenza. La notizia in sé non è di fatto una notizia perché, da una parte, interessa poco e dall’altra era abbondantemente attesa e da taluni sperata e auspicata.

La notizia è un’altra ed è, purtroppo, alquanto triste. E’ successo che nella giornata in cui era attesa la sentenza della Cassazione un gruppo di tifosi del Silvio si è ritrovata sotto casa sua a Roma per approntare una piccola curva di tifosi urlanti e trepidanti in attesa della notizia. Al di là delle fazioni politiche e dei vari schieramenti si è davvero trattato di una scena penosa e a tratti ridicola. Uno sparuto gruppo di gente triste in faccia, accaldata dal sole estivo, con tre o quattro bandiere che, starnazzanti, auspicavano la totale assoluzione del loro guru.

All’interno di questo piccolo gruppo di sfigati è stata eletta una portavoce che aveva l’incarico di informare i presenti di ciò che stava accadendo attraverso un collegamento telefonico con un non meglio precisato collega di “curva”. Questa berlusconiana di ferro si è presa sulle spalle la responsabilità di informare i colleghi presenti circa la sentenza ma non è stata fortunata…Squilla il telefono, lei risponde e con volto atterrito e speranzoso ascolta l’interlocutore che ripete passo passo la sentenza. La nostra appena sente la parola “annulla”, che era contenuta s’ nella sentenza ma era riferita ad altra cosa “tecnica”, esplode di gioia contagiando tutti i presenti in una follia di gioia collettiva che è scemata subito non appena una persona con un altro telefono e un altro cervello ha loro spiegato che la condanna era stata confermata e solamente l’interdizione era stata rimandata alla corte d’Appello.

Uno spettacolo penoso in sé e ridicolo gli occhi di tutti in cui un gruppo di poveretti ha avuto tempo da perdere per fare il tifo per un personaggio quanto meno discutibile e che, tra l’altro, ha dimostrato di non saper nemmeno ascoltare, leggere e parlare. I nostri nonni avrebbero detto: ” ma potevamo vincere la guerra con queste persone…?!…

Pensiamo ai turisti, peraltro molto numerosi in questo periodo a Roma, che si sono trovati a passare di là ed hanno visto questo spettacolo e magari si sono informati su cosa stesse succedendo…Hanno assistito ad una comica di cui solo in Italia siamo, anzi sono, capaci. Poi ci lamentiamo perché all’estero godiamo di poca, pochissima considerazione e siamo considerati dei giullari, dei pagliacci inaffidabili e poco seri se non ai fornelli.

Cosa spinga poi un gruppo di persone, al di là delle fazioni politiche e dei convincimenti di ciascuno, addirittura ad organizzarsi per fare il tifo per un politicante sinceramente ci sfugge ma forse anche in questo caso ci sono piccoli o grandi interessi personali perché, come si dice, nessuno fa nulla per nulla e, in politica, anche nel più minuscolo municipio sperduto chi si impegna lo fa per proprio interesse e non per la collettività…segno di questi tempi tragici e drammatici anche  e soprattutto dal dal punto di vista sociale in cui ognuno pensa a se stesso.

Ai “tifosi” di Silvio è andata male ma è andata peggio a chi le decisioni di Silvio & Co. le ha dovute e le deve ancora subire. Alla capo Ultras un vivido consiglio di Trapattoniana memoria: “Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco…!”

…SOTTO A CHI TOCCA…

 

 

 

Una vittoria per i cani e i loro amici…

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Pochi giorni fa è, finalmente, arrivata una bella notizia per i cani, per chi li ama e per chi li possiede. Tutta la diatriba relativa alla presenza dei cani all’interno dei condomini è stata gettata via ed è stata sancita la assoluta legittimità di tenere cani in casa propria.

Questo fatto è sicuramente una vittoria di civiltà anche se, paese non tanto civile quale siamo, c’è voluta una battaglia decennale con miriadi di liti condominiali per assicurare una vita normale a chi vuole avere un cane in una casa inserita in un condominio.

Chi ha o ha avuto cani sa quanto era difficile la convivenza condominiale con vicini di casa e amministratori o, peggio, padroni di casa, poco impegnati nella vita da avere tanto ma tanto tempo per occuparsi dei cani nel condominio assillando i padroni con questioni da ignoranti e, spesso, pretestuose e senza una reale motivazione se non l’avversità verso gli animali che invece meritano il rispetto e il godimento dei loro diritti compreso quello di poter vivere dove gli pare.

Il discorso verte sul fatto che siccome la manutenzione del condominio e dei suoi spazi, cosiddetti spazi condominiali, viene pagata attraverso le spese che tutti, padroni di cani compresi, versano nelle casse del condominio, non è possibile escludere dal godimento degli stessi nessuno. Ne consegue che il padrone del cane può passare negli atri, può utilizzare le scale o l’ascensore ed tutto il resto in quanto contribuisce attivamente al mantenimento degli stessi.

Anche questa appare una cosa ovvia ma che ha richiesto battaglie infinite per poter arrivare ad una conclusione giusta ma, davvero in questo caso, possiamo dire…meglio tardi che mai! Ora aspettiamo una legge che possa consentire ai cani un più ampio accesso alle spiagge dei nostri litorali e che porti, intrinsecamente, con sé una diminuzione della schifosa pratica degli abbandoni. Più accessi per i cani ovunque vuol dire, forse, meno abbandoni e crudeltà!

Ovviamente però questa sentenza non deve significare che i cani e i loro padroni possano comportarsi come vogliono magari tenendo un comportamento irrispettoso e incivile (a volte accade) ma anzi bisogna sempre ricordare che il cane va educato e quindi i primi ad essere educati devono essere proprio i padroni. Siamo altresì sicuri che, data la sensibilità che caratterizza coloro che amano gli animali, il rispetto e l’educazione non mancherà.

Anche per questo post ho voluto utilizzare la foto di un esserino molto educato e rispettoso con cui in undici anni e mezzo ho “vinto tutto”!!…

Grazia e giustizia o…disgrazia e ingiustizia?!

Ieri i mass media hanno dato una notizia che definire incredibile o, quanto meno, bizzarra è poco. Pare che, tempo fa, in Abruzzo un anziano di ben 72 anni sia stato fermato dai carabinieri in quanto guidava senza cintura. Fin qui si potrebbe dire che sia quasi normale anche se, come possiamo notare quotidianamente, l’obbligo della cintura viene spesso disatteso, ma la cosa assurda è che di fronte ad una reazione un po’ sguaiata dell’anziano questo è stato denunciato e in seguito condannato perché aveva “osato” dire ” che paese di m….”.

L’anziano si era lamentato, giustamente, del fatto che i veri delinquenti vengono perdonati, assolti, condonati, amnistiati e, in molti casi, addirittura premiati ed aveva concluso il suo ragionamento con la classica frase che tutti ma proprio tutti prima o dopo abbiamo pronunciato o quanto meno pensato…che paese di m!

Oltre alla multa, la denuncia e la relativa condanna confermata in cassazione proprio pochi giorni fa. Come si dice oltre al danno la beffa. Probabilmente l’anziano ha voluto sfogarsi dispiacendosi del fatto che ormai questo paese è conciato male ma la nostra giustizia si è dimostrata ancora una volta “puntuale ed efficiente” pizzicandolo e trattandolo da vero delinquente mentre magari chi ha ridotto questo paese un paese di m se la gode a spasso con vitalizi dorati evitando sia condanne sia multe.

Pochi giorni fa un senatore è stato sorpreso ad infrangere il codice della strada e di fronte al vigile urbano che voleva giustamente multarlo ha osato dichiarare che a lui spettava il saluto militare e non la multa. Già, le multe, le tasse e le condanne spettano solo a noi poveri plebei mentre loro…loro no perché loro amministrano lo Stato come se fosse cosa loro tanto che ne utilizzano le casse erariali per pagarsi mutui, dvd ed altro gonfiando le spese a dismisura…vero consiglieri regionali della Campania?? Ah il maggior numero di indagati in questa inchiesta appartiene al partito del paladino degli onesti cioè IDV di Antonio “che c’azzecca” di Pietro…

Di fronte a questi ed altri episodi appare chiara la scena ridicola dell’anziano condannato per nulla o meglio per aver detto la sua verità. La cosa è ancora più assurda e penosa perché si tratta di una condanna emessa nei confronti di una persona anziana ma la nostra giustizia è equa perché non guarda in faccia a nessuno quando c’è da tutelare lo Stato e i cittadini. Ci si chiede come si possano sentire coloro i quali hanno denunciato l’anziano e chi lo ha effettivamente condannato accanendosi in tre gradi di giudizio. Poi sta corte di cassazione che riunisce una sezione per occuparsi dell’anziano automobilista senza cintura invece di occuparsi di cose un po’ più serie…mah!

Tutti abbiamo fiducia che personaggi come la Boldrini, Grasso, Finocchiaro e, last but not least Daniela “gommone” Santanchè sapranno, con l’aiuto dei mass media capitanati dal marito della futura vice presidente della Camera, Alessandro Sallusti, dirimere la questione giustizia assicurando equità a tutti e impunità ad alcuni…

A parte tutti i ragionamenti del caso è emersa ancora una volta l’inadeguatezza del nostro ordinamento giudiziario sempre troppo impegnate in inezie e poco in episodi seri che meriterebbero più attenzione e giustizia. E’ evidente che il sistema non è in grado di reggere alle pressioni ed infatti cerca di scrollarsi di dosso i problemi auspicando, un giorno sì e uno anche, amnistie, indulti e condoni magari per potersi concentrare maggiormente sugli anziani che sfottono la Nazione…ma fare il contrario no?? magari lasciar perdere queste scemate per concentrarsi sui grandi reati di associazione a delinquere, reati econimico finanziari e soprattutto…politici.

La popolazione sarebbe grata e soddisfatta senza contare che il Paese avrebbe solo da guadagnare potendo diventare, semplicemente, un paese migliore!!

…SOTTO A CHI TOCCA…

Investire e… scappare

Se dovessimo fare un elenco dei comportamenti sbagliati, a tratti aberranti, di noi italiani forse sarebbe un elenco davvero troppo lungo per essere stilato. Ce ne sono per tutti i gusti, peraltro, già esposti in qualche post di questo mio blog ma, di recente, si è riaffacciata la moda abominevole di fuggire dopo aver investito un passante.

In passato è successo innumerevoli volte, dal nord al centro al sud era diventata una ennesima pessima consuetudine del popolo italiano. Poi, per un pò di tempo non se ne è più sentito parlare ma più per omissione di informazione che per effettiva assenza del fenomeno. Da poco però l’italiano si è ricordato che il DNA è DNA ed ha deciso di non deludere più se stesso e gli altri che…NON credono in lui. Si è ricordato del passato e ha ripreso come prima più di prima ad investire per poi scappare sperando, come sempre nello stivale, di farla franca e vivere tranquillamente come se nulla fosse successo.

Fermo restando che, purtroppo, può capitare a tutti di investire una persona in modo involontario, non si capisce perché una persona normale, sobria, assicurata e dotata di una media intelligenza e sensibilità dovrebbe scappare di fronte ad un incidente di questo tipo. Esistono le assicurazioni che, in questi casi ed in tutti gli altri, provvedono a risarcire, quanto meno economicamente, la vittima e, se chi investe non si ferma, allora viene da pensare, oltre a tanti epiteti,anche  che non sia assicurato e che non ottemperi a quello che non è una facoltà bensì un obbligo, cioè assicurarsi.

Poi esiste anche quella che può essere definita una sorta di carità cristiana che dovrebbe imporre di aiutare chi è in difficoltà ma, anche in questo caso, sembra che in giro ce ne sia davvero poca. Pensandoci bene fuggire dopo un investimento è realmente una cosa che nulla ha a che vedere con l’umanità anzi, forse visto ciò che succede nel mondo è diventato l’esempio tipico di ciò che l’uomo. Spesso si dice di alcuni atteggiamenti abominevoli che essi sono tipici del mondo animale…Nulla di più falso!! Gli animali non si comportano come noi, è solo l’essere umano che, spesso e volentieri, fa schifo e che dal comportamento degli animali avrebbe solo che da imparare.

Certo, a volte accade che ad investire sia una persona sotto effetto di alcool o altro e allora è ancora più grave perché il rispetto per gli altri proprio non esiste. Questa moda aberrante ha potuto prendere piede anche e soprattutto perché le Istituzioni, nel loro comportamento lassivo e latitante, hanno fatto intendere che, se anche una persona fugge, non succede poi nemmeno tanto, magari un processino con una condanna ridicola (da ordinamento italiano) scontata magari ai servizi sociali ed interrotta con la buona condotta. Quindi ancora un grazie alle nostre meravigliose Istituzioni che amplificano i nostri già enormi difetti facendoci andare oltre il fondo già abbondantemente grattato.

Finchè questo paese non capirà che la sicurezza del singolo, e quindi della collettività, deriva in primis da un ordinamento giuridico che abbia il pugno duro con chi attua certi gravi comportamenti delittuosi e, soprattutto, la certezza della pena, non andrà da nessuna parte e la situazione si aggraverà sempre più. Pare che il paese non lo capisca visto che c’è sempre quella ombra di cronico garantismo che è quasi diventato un marchio di fabbrica del nostro ordinamento.

Tornando ai nostri investitori ci si augura che questi incidenti diminuiscano sempre di più insieme alla velocità media dei veicoli che circolano nelle nostre strade e che diminuisca anche il numero di vigliacchi che conoscono solo la fuga dalle loro responsabilità incuranti degli altri.

Dall’altra parte l’auspicio ancora più grande e importante è che il legislatore intervenga a regolamentare le pene previste che oggi sono troppo leggere. Non si può tollerare che chi si è reso responsabile di un reato simile, aggravato dall’omissione di soccorso, dopo qualche anno di purgatorio abbia di nuovo in tasca la patente e possa circolare come se nulla fosse tornando ad essere un pericolo per tutti soprattutto per quello che NON ha nel cuore. Ahimè in questo, per certi versi penoso, paese è già successo anche questo con buona pace delle vittime e dei parenti di chi ha subito un danno simile con beffa annessa…

…SOTTO A CHI TOCCA…

Truffe telefoniche…

Tutti noi possediamo uno o più telefoni cellulari, una o più sim-card. In Italia esistono vari gestori telefonici che si spartiscono un mercato di più di cinquanta milioni di clienti a suon di offerte dell’ultima ora.

I clienti, cioè noi, sembrano un tantino frastornati da cifre, scatti alla risposta e all inclusive. Da una parte questa spietata concorrenza ha fatto sì che i prezzi diminuissero molto e potessimo telefonare a prezzi decenti rispetto a tanti anni fa, agli anni in cui i telefoni cellulari si affacciavano timidamente nel nostro paese chiedendo cifre esorbitanti per un minutino di conversazione.

Ma, purtroppo, se ci facciamo caso, ci sono ancora situazioni ambigue e fino a poco tempo fa vi era in atto una vera e propria truffa telefonica che non è stata affatto punita. Una cosa assolutamente anomala è il cosiddetto “scatto alla risposta”. Non si capisce il motivo di questo balzello visto che ormai nemmeno più la rete fissa lo chiede. E’ solamente un modo per togliere credito al cliente che spesso spende più in scatti alla risposta che in minuti effettivi di conversazione.

E’ vero che esistono piani tariffari senza scatto alla risposta ma la maggior parte ancora lo richiede con buona pace dell’associazione dei consumatori che non si è mai mossa minimante per fare, quantomeno, un pò di chiarezza su questa vicenda.

Proseguendo con le anomalie telefoniche non possiamo fare a meno di parlare della tariffazione a scatto ogni 30 secondi…assurdo, parlare, ad esempio, 31 secondi e pagare un minuto!! Le compagnie così facendo intascano indebitamente soldi che, in realtà, non appartengono a loro ma che sottrraggono furbescamente all’utente. Anche qui la, a volte preziosa, associazione dei consumatori non ha ritenuto di dover intervenire.

Ma la fattispecie più assurda e truffaldina di tutte è quella che rigurda, o per fortuna riguardava, la tassa che ogni cliente era tenuto a pagare nel momento in cui provvedeva a ricaricare il credito telefonico. Su una ricarica, ad esempio, di 20 Euro la tassa ammaontava a 5 Euro. Ma per cosa? Per quale arcano motivo dovevamo pagare una ricarica 25 Euro ma solo venti erano utilizzabili? Ancora oggi nessuno lo ha mai spiegato, nè le compagnie telefoniche nè le varie associazioni nè le Istituzioni come, ad esempio, il Ministero delle Telecomunicazioni.

Un pò di anni fa il governo in carica decise di abolire queste tasse di ricarica con un’azione un pò demagocica ma sicuramente utile per tutti i fruitori di telefonia mobile. Questa tassa venne dichiarata illegittima e illegale anche dalla comunità Europea. Infatti sembra che questo tipo di tasse fosse presente solamente in Italia. Fu così che venne tolta in quanto illegale, ma ci si chiede il motivo per cui non vennero restituite le tasse di ricarica indebitamente pagate fino ad allora.

Se hanno deciso che fosse illegale allora lo era anche prima di questa decisone e le compagnie avrebbe dovuto essere costrette a restituire il maltolto. Probabilmente, anzi sicuramente, non lo hanno fatto perchè si trattava di una cifra abnorme, che avrebbe provocato il totale fallimento di tutte le compagnie telefoniche nazionali con conseguenze disastrose dal punto di vista dell’occupazione.

Diciamo che non se la sono sentita ma, di fatto, resta la furberia perpetrata per anni da gestori telefonici in combutta con qualche ramo delle Istituzioni. Ai clienti hanno dato lo zuccherino per assaporare il quale si sono dimenticati del maltolto in precedenza.

Forse non solo le compagnie telefoniche avrebbero dovuto restituire i costi di ricarica ma avrebbero anche dovuto essere, in qualche modo, processate visto e considerato il fatto che si è stabilito che fu commessa un’illegalità. Non si può dichiarare un’azione illegale e non punirla. Esiste l’obbligatorietà dell’azione penale che, in quaeto caso, pare aver fatto spazio ad una sorta di “ragion di Stato telefonica” per salvaguardare, fondamentalmente, i posti di lavoro.

Comportamento non proprio lineare ma sicuramente comprensibile, anche se sarebbe auspicabile una maggior tutela dei consumatori che, alla fine, sono quelli che muovono l’economia e che senza i quali tutto rischia di ristagnare pericolosamente anche le chiacchiere e i messaggini al telefonino.

…SOTTO A CHI TOCCA…