Donne maltrattate…

Immagine

Ormai le notizie che riportano violenze e maltrattamenti sulle donne sono all’ordine del giorno. E’ di pochi giorni fa un episodio agghiacciante accaduto nella degradata periferia romana. Un trentacinquenne muratore con precedenti penali ha ridotto in fin di vita, a suon di calci e pugni, la sua compagna, una diciannovenne che ora lotta contro la morte in un letto di ospedale.

Sembra essere diventata una pericolosa e drammatica abitudine quella di esercitare volenza sul sesso debole. Debole, appunto, e ciò rende ancora più vile e deprecabile quell’uomo che si accanisce con chi, in realtà, non può nemmeno difendersi. Inoltre questa pratica assurda sembra essere lo specchio dei tempi in cui viviamo, tempi in cui è sufficiente un nonnulla per accendere gli animi per strada, negli uffici pubblici e, come vediamo, ahimè spesso anche all’interno dell’ambiente domestico.

Questi personaggi violenti, frustrati e penosi fanno leva, purtroppo, anche sul fatto che, in linea di massima, l’eventuale pena non è mai commisurata al reato commesso. Sarebbe davvero ora che l’ordinamneto giuridico prendesse provvedimenti in tal senso, mettendo a punto un sistema di pene che siano severe e certe considerando il fatto che la donna rappresenta sempre (o quasi) il centro della nostra socialità, della nostra società e delle nostre vite essendo in grado, spesso, di ricoprire ruoli fondamnetali come madre, moglie, lavoratrice e via dicendo.

Un altro discorso da approfondire è quello di cercare di capire e, soprattutto, di cambiare l’atteggiamento sminuente da parte delle forze dell’ordine ogniqualvolta che una donna si presenta in questura per far presente l’accaduto o per denunciarlo. Spesso si sente fare discorsi volti a minimizzare il tutto con il risultatao che, di fatto, viene appunto minimizzato preparando il terreno ad altre e, magari più violente, aggressioni.

Ovvio peraltro che è tutta una questione di cultura, di educazione, di come uno cresce o “decresce”. Oggi la società è quello che è, intrisa di ignoranza inciviltà e menefreghismo, dotata di valori errati che focalizzano l’attenzione sull’avere piuttosto che sull’essere. Basta fare un giro in qualsiasi parte di qualsiasi nostra città, oppure un semplice giro di canali televisivi per comprendere la pochezza di questa Italia popolata di sporcizia morale e spesso anche fisica che mal si accompagna al resto mondo dove la cultura del “fottere” viene rifiutata dalla stragrande maggionza delle persone…sarà forse per questo cghe ci ritroviamo così indietro rispetto agli altri paesi?

La donna viene sempre di più vista come un oggetto su cui sfogare le frustrazioni, senza rispetto e senza la benchè minima considerazione e, cosa più grave, le cose sembrano sempre peggiorare proprio come avviene in tutti gli altri campi nel nostro paese. Voglio dire che non si riesce a vedere la cosiddetta luce in fondo al tunnel, ogni giorno, ogni settimana, ogni mese che passa possiamo notare come le cose peggiorino tanto che saremmo contenti se solo rimassero stazionarie. Non si chiede che migliorino ma quanto meno che non peggiorino ed invece…

Spesso però, ad onor del vero, sono le stesse donne che, ommettendo la denuncia nella speranza che il manesco cambi, mettono se stesse in pericolo esponendosi a successivi episodi di violenza. E’ bene sapere e ricordare che se in casa vola uno schiaffo, anche per caso, questo non sarà altro che il primo di una lunga serie, non rimarrà mai un episodio isolato perchè è il frutto di una educazione e di una concezione sbagliata che non cambierà mai.

Quindi sarebbe opportuno che la donna che subisce anche solamente uno spintone si allontanasse subito dall’autore dello spintone stesso a si dirigesse verso un qualsiasi posto di polizia dove dovrebbe trovare persone comprensive e istruite a dovere al fine di bloccare sul nascere questi comportamenti.

Ancora più opportuno sarebbe avere un paese popolato da persone educate e civili ma, oggi come oggi, forse è più facile e auspicabile la repressioni di queste violenze schifose.

…SOTTO A CHI TOCCA…

 

Una vittoria per i cani e i loro amici…

20100827110047754_0001

Pochi giorni fa è, finalmente, arrivata una bella notizia per i cani, per chi li ama e per chi li possiede. Tutta la diatriba relativa alla presenza dei cani all’interno dei condomini è stata gettata via ed è stata sancita la assoluta legittimità di tenere cani in casa propria.

Questo fatto è sicuramente una vittoria di civiltà anche se, paese non tanto civile quale siamo, c’è voluta una battaglia decennale con miriadi di liti condominiali per assicurare una vita normale a chi vuole avere un cane in una casa inserita in un condominio.

Chi ha o ha avuto cani sa quanto era difficile la convivenza condominiale con vicini di casa e amministratori o, peggio, padroni di casa, poco impegnati nella vita da avere tanto ma tanto tempo per occuparsi dei cani nel condominio assillando i padroni con questioni da ignoranti e, spesso, pretestuose e senza una reale motivazione se non l’avversità verso gli animali che invece meritano il rispetto e il godimento dei loro diritti compreso quello di poter vivere dove gli pare.

Il discorso verte sul fatto che siccome la manutenzione del condominio e dei suoi spazi, cosiddetti spazi condominiali, viene pagata attraverso le spese che tutti, padroni di cani compresi, versano nelle casse del condominio, non è possibile escludere dal godimento degli stessi nessuno. Ne consegue che il padrone del cane può passare negli atri, può utilizzare le scale o l’ascensore ed tutto il resto in quanto contribuisce attivamente al mantenimento degli stessi.

Anche questa appare una cosa ovvia ma che ha richiesto battaglie infinite per poter arrivare ad una conclusione giusta ma, davvero in questo caso, possiamo dire…meglio tardi che mai! Ora aspettiamo una legge che possa consentire ai cani un più ampio accesso alle spiagge dei nostri litorali e che porti, intrinsecamente, con sé una diminuzione della schifosa pratica degli abbandoni. Più accessi per i cani ovunque vuol dire, forse, meno abbandoni e crudeltà!

Ovviamente però questa sentenza non deve significare che i cani e i loro padroni possano comportarsi come vogliono magari tenendo un comportamento irrispettoso e incivile (a volte accade) ma anzi bisogna sempre ricordare che il cane va educato e quindi i primi ad essere educati devono essere proprio i padroni. Siamo altresì sicuri che, data la sensibilità che caratterizza coloro che amano gli animali, il rispetto e l’educazione non mancherà.

Anche per questo post ho voluto utilizzare la foto di un esserino molto educato e rispettoso con cui in undici anni e mezzo ho “vinto tutto”!!…

Basta crudeltà…

E’ di pochi giorni fa la notizia secondo la quale un toreador spagnolo è stato incornato da un toro durante una corrida ed è ricoverato in gravi condizioni. forse sarebbe meglio che gli spagnoli e il mondo latino americano in generale dicessero basta a quella che solamente uno spettacolo penoso in cui la principale protagonista è la violenza contro gli animali.

Chi è riuscito a sopportare la visone di una corrida sicuramente ricorderà una crudeltà assolutamente gratuita nei confronti di un animale forte, vigoroso e, per certi versi, simpatico. E’ vero che la corrida in Spagna fa parte della stessa cultura nazionale ma, ci permettiamo di affermare, che si tratta di una cultura malata che, ancora una volta, non riesce a fare a meno di prendersela con gli animali.

Lo spettacolo che si presenta è una sfida impari che, a prima vista data la maestosità del toro sembrerebbe a favore dello stesso ma che in realtà vede quasi sempre soccombere l’animale in virtù di una legge non scritta secondo la quale il toreador vince sempre facendo capire quanto possa essere finta e artefatta codesta ignobile pratica. Un uomo non potrebbe mai avere la meglio su un toro di quella stazza se non con aiutini vari e sospetti.

L’europa unita chiede a tutti gli stati membri, chi più chi meno, di modificare i loro costumi siano essi economici, politici e culturali. Ci si chiede come mai non abbia mai chiesto alla Spagna (ma non solo) di abbandonare e abolire la corrida. Forse ci sono sotto degli interessi economici legati all’industria del turismo visto che, spesso e volentieri, ai turisti che si recano in Spagna vengono proposti pacchetti comprensivi di un ingresso per assistere alla mattanza.

Gli spagnoli vanno matti per questa pratica che prevede, tra l’altro, l’assurdità del taglio delle orecchie del toro da offrire in omaggio alle donne presenti alla plaza de toro…Una cosa raccapricciante e inutilmente crudele. In questa nazione che peraltro ha avuto e ha tanti pregi, dall’arte alla pittura alle letteratura e via dicendo pare che il toro la faccia da padrone: ricordiamo la corsa dei tori a San Firmino dove un’orda di gente, per lo più turisti in cerca di brividi, si fa rincorrere all’impazzata cercando di sfuggire alla furia (addomesticata)dei tori. A volte riescono ma altre volte, purtroppo per loro, vengono caricati e feriti facendo così diventare ancora più violenta una manifestazione che lo è già di per sé.

Certamente le associazioni animaliste stanno da anni battagliando per promuovere l’abolizione della corrida ma fino ad oggi con scarsi risultati, provocando in alcuni animalisti estremisti una rabbia talmente grande da far loro sperare che il toro abbia la meglio, dimenticandosi che in entrambi i casi siamo di fronte a vittime più o meno innocenti. Peraltro pare che anche qualora il toro “vinca” (se così si può dire) finisce sempre e comunque al creatore in virtù di non si sa quale regola che evidenzia anche la poca onorabilità della corrida. Sarebbe come se, in un incontro di pugilato ad esempio, il vincitore fosse preso comunque a pugni…Nella corrida accade questo, un mero spettacolo assurdo e penoso a cui bisogna dire basta per fermare la già lunghissima scia di sangue che esce dai corpi e dalle anime degli animali.

L’uomo, come già detto in altre innumerevoli occasioni, deve imparare a vivere senza far del male agli animali, senza sfruttarli e senza considerarli essere inferiori e non degni di rispetto. Non si tratta di essere animalisti o meno bensì di essere intelligenti e sufficientemente sensibili da arrivare a capire queste regole elementari di convivenza su questo nostro pianeta abitato, non solo da noi umani, ma anche e soprattutto da loro animali.

Si spera, in ultima analisi, che la corrida diventi solamente un lontano ricordo per nostalgici violenti e che chi di dovere tocchi i tasti giusti per arrivare a questo risultato evitando così sangue animale e umano con buona pace della cultura spagnola che, ricca com’è, saprebbe senza dubbio sopravvivere anche senza la mattanza dei toreador.

…SOTTO A CHI TOCCA…

 

Investire e… scappare

Se dovessimo fare un elenco dei comportamenti sbagliati, a tratti aberranti, di noi italiani forse sarebbe un elenco davvero troppo lungo per essere stilato. Ce ne sono per tutti i gusti, peraltro, già esposti in qualche post di questo mio blog ma, di recente, si è riaffacciata la moda abominevole di fuggire dopo aver investito un passante.

In passato è successo innumerevoli volte, dal nord al centro al sud era diventata una ennesima pessima consuetudine del popolo italiano. Poi, per un pò di tempo non se ne è più sentito parlare ma più per omissione di informazione che per effettiva assenza del fenomeno. Da poco però l’italiano si è ricordato che il DNA è DNA ed ha deciso di non deludere più se stesso e gli altri che…NON credono in lui. Si è ricordato del passato e ha ripreso come prima più di prima ad investire per poi scappare sperando, come sempre nello stivale, di farla franca e vivere tranquillamente come se nulla fosse successo.

Fermo restando che, purtroppo, può capitare a tutti di investire una persona in modo involontario, non si capisce perché una persona normale, sobria, assicurata e dotata di una media intelligenza e sensibilità dovrebbe scappare di fronte ad un incidente di questo tipo. Esistono le assicurazioni che, in questi casi ed in tutti gli altri, provvedono a risarcire, quanto meno economicamente, la vittima e, se chi investe non si ferma, allora viene da pensare, oltre a tanti epiteti,anche  che non sia assicurato e che non ottemperi a quello che non è una facoltà bensì un obbligo, cioè assicurarsi.

Poi esiste anche quella che può essere definita una sorta di carità cristiana che dovrebbe imporre di aiutare chi è in difficoltà ma, anche in questo caso, sembra che in giro ce ne sia davvero poca. Pensandoci bene fuggire dopo un investimento è realmente una cosa che nulla ha a che vedere con l’umanità anzi, forse visto ciò che succede nel mondo è diventato l’esempio tipico di ciò che l’uomo. Spesso si dice di alcuni atteggiamenti abominevoli che essi sono tipici del mondo animale…Nulla di più falso!! Gli animali non si comportano come noi, è solo l’essere umano che, spesso e volentieri, fa schifo e che dal comportamento degli animali avrebbe solo che da imparare.

Certo, a volte accade che ad investire sia una persona sotto effetto di alcool o altro e allora è ancora più grave perché il rispetto per gli altri proprio non esiste. Questa moda aberrante ha potuto prendere piede anche e soprattutto perché le Istituzioni, nel loro comportamento lassivo e latitante, hanno fatto intendere che, se anche una persona fugge, non succede poi nemmeno tanto, magari un processino con una condanna ridicola (da ordinamento italiano) scontata magari ai servizi sociali ed interrotta con la buona condotta. Quindi ancora un grazie alle nostre meravigliose Istituzioni che amplificano i nostri già enormi difetti facendoci andare oltre il fondo già abbondantemente grattato.

Finchè questo paese non capirà che la sicurezza del singolo, e quindi della collettività, deriva in primis da un ordinamento giuridico che abbia il pugno duro con chi attua certi gravi comportamenti delittuosi e, soprattutto, la certezza della pena, non andrà da nessuna parte e la situazione si aggraverà sempre più. Pare che il paese non lo capisca visto che c’è sempre quella ombra di cronico garantismo che è quasi diventato un marchio di fabbrica del nostro ordinamento.

Tornando ai nostri investitori ci si augura che questi incidenti diminuiscano sempre di più insieme alla velocità media dei veicoli che circolano nelle nostre strade e che diminuisca anche il numero di vigliacchi che conoscono solo la fuga dalle loro responsabilità incuranti degli altri.

Dall’altra parte l’auspicio ancora più grande e importante è che il legislatore intervenga a regolamentare le pene previste che oggi sono troppo leggere. Non si può tollerare che chi si è reso responsabile di un reato simile, aggravato dall’omissione di soccorso, dopo qualche anno di purgatorio abbia di nuovo in tasca la patente e possa circolare come se nulla fosse tornando ad essere un pericolo per tutti soprattutto per quello che NON ha nel cuore. Ahimè in questo, per certi versi penoso, paese è già successo anche questo con buona pace delle vittime e dei parenti di chi ha subito un danno simile con beffa annessa…

…SOTTO A CHI TOCCA…

Ma cosa stiamo diventando!?…

mm36_Acido-muriatico

Sarà la crisi, la mancanza di lavoro e di soldi, le difficoltà quotidiane o semplicemente la decadenza della natura umana ma ultimamente stanno succedendo delle cose assurde e inaccettabili.

I media ci hanno già aggiornato su episodi di cronaca agghiaccianti che riguardano, tanto per cambiare, le donne ma non solo. E’ di pochi giorni fa la notizia che un uomo abbandonato dalla fidanzata ha pensato bene di darle fuoco. Ci si chiede dove finirà questa spirale di violenza e, soprattutto se finirà.

Ormai sembra cambiata anche la natura stessa dei reati. Non esiste più nemmeno il rispetto di quelle che erano le “regole non scritte della delinquenza”, quelle a cui ha sempre obbedito, ad esempio Renato Vallanzasca criminale violento ma coerente con se stesso. Ma questa è un’altra storia.

Oggi vi è una voglia di infierire e di compiere azioni tremende. Si arriva a fare e a compiere azioni di una violenza terribile senza rispetto per la vita di nessuno quasi nemmeno di quella dei bambini. Cosa spinge un uomo a dare fuoco alla sua ex moglie o fidanzata proprio non si riesce a capire. La considerazione di cui godono le donne in generale è, purtroppo, molto bassa, relegate a meri oggetti di proprietà da poter gestire a proprio piacimento.

In queste condotte più che una natura delinquenziale si percepisce una natura folle, che andrebbe gestita e curata in modo sostanziale e deciso. Si potrebbe anche forse prendere in considerazione l’idea di riaprire i manicomi perchè queste persone possano essere curate e, soprattutto non siano in grado di nuocere la prossimo. Ma anche qui le Istituzioni latitano clamorosamente e noi ci abituiamo a questi orrori.

Altro fatto di cronaca nera recente è quello che riguarda le sfigurazioni con acido muriatico. Ormai non ci limita più a denunciare o, al limite, anche percuotere chi ci ha fatto un torto, ma lo si vuole sfiguarare, lo si vuole rovinare per sempre facendolo anche soffrire. Queste notizie, inoltre, hanno anche la pessima caratteristica che portano a pericolosissime emulazioni da parte delle tante menti folli che, ahimè, popolano la società in cui viviamo.

Tutto diventa pericoloso, ci si scalda e ci si altera con un nonnulla e si tende a trascendere con tanta, troppa facilità. Diventa pericoloso anche solamente clacsonare in macchina, c’è il rischio che qualcuno scenda non più per dare uno schiaffone ma piuttosto per sfigurare o, peggio, per sparare. E’ una società davvero marcia che ha perso la bussola ormai da tempo e che, soprattutto, sembra non poter e non voler ritrovare la strada della normalità.

Si dovrebbe avere molto più rispetto per il prossimo e per la vita, nostra e altrui. Quelli che non sanno controllarsi e che attuano comportamenti simili a quelli di cui ho scritto qualche riga fa dovrebbero farsi, forse, un giro nei reparti ospedalieri in cui c’è davvero chi lotta per vivere o anche solo per sopravvivere. Potrebbe aiutarli a capire tante cose e a comportarsi secondo le regole della buona convivenza, dell’educazione e del rispetto. Certo, per qualche caso, anche questa pratica risulterebbe inutile data la naturale propensione di certa gente all’ ignoranza e alla violenza più bieche.

Quanto a quegli schifosi reati che vengono posti in essere da menti folli, andrebbero puniti molto severamnete, non si può nemmeno pensare di bruciare o sfigurare una persona. Qualunque cosa possa essere accaduta, non è una cosa concepibile ma, visto che la madre dei cretini è sempre incinta, occorrerebbe che le Istituzioni prendessero provvedimenti seri per prevenire e punire chi si rende responsabile di queste porcherie. Ci riusciranno?? Mah…forse la Boldrini o la Finocchiaro se si impegnano riescono a capire almeno di cosa si tratta…

A parte tutto, sarebbe auspicabile anche in questo caso un passo indietro, una regolata morale anche perchè di questo passo non capisce dove si possa andare a finire. Occorre uno sforzo comune affinchè la follia di alcuni faccia posto alla bontà di molti, della maggior parte delle persone!

…SOTTO A CHI TOCCA…

 

 

 

Un omaggio a…Enzo Tortora!!

Enzo_Tortora1987

In questo periodo, anzi, in questa era di una giustizia non sempre efficiente, mi sembra quasi doveroso parlare un pò di quello che è stato il più grande e uno dei più devastanti errori giudiziari degli ultimi cinquanta anni. Il caso di Enzo Tortora ha calamitato l’attenzione di tutti per molto tempo e, ancora oggi, molti non lo hanno dimenticato…per fortuna.

Enzo Tortora, genovese di nascita ma milanese di adozione era (ed è ancora) uno dei personaggi più amati della storia della televisione italiana. Conduttore prima radiofonico poi televisivo, laureato in giurisprudenza e soprattutto uomo di saldi principi morali. All’apice del suo successo, il 17 Giugno del 1983,  venne arrestato su “consiglio” di un pentito. Venne arrestato perché questo pentito, che oggi tutti manteniamo e di cui non faccio il nome per rispetto alla moralità, era forse un po’ invidioso o semplicemente il nome di Tortora fu quello che per primo gli venne in mente, così a caso, tanto per fare qualcosa.

Detto fatto: il pubblico ministero di allora e i suoi colleghi che conducevano le indagini, non si presero nemmeno la briga di fare le minime ma necessarie verifiche di ciò che fu loro detto. Per esempio, alla fine delle indagini si scoprì che il nome scritto nella agendina del pentito non “Tortora” bensì “Tortona”. Il pubblico ministero Diego Marmo (stavolta il nome lo faccio affinché sia quest’uomo esempio di ciò che NON va fatto) aveva forse fame di notorietà e individuò in Enzo Tortora l’uomo che questa notorietà poteva offrirgliela.

Il giorno in cui lo arrestarono, portandolo a Regina Coeli, lo fecero scendere cento metri prima dell’entrata del carcere, con tanto di manette, per darlo così in pasto a fotografi e televisioni. E nessun rappresentante delle Istituzioni si scandalizzò né protestò come fecero, ad esempio, quando uno di loro (il Sig. Carra) venne arrestato e fotografato in occasione di Mani Pulite nel 1992. Lo schifo continuò senza pietà imbastendo un castello di accuse, a dir poco, stravaganti e ridicole. Tortora venne più volte trasferito da un carcere all’altro dimostrando, da parte degli organi istituzionali, una mancanza di rispetto per un uomo che, a causa loro, si era ormai gravemente ammalato. Continuò comunque la sua attività per difendersi da una delle più grandi porcherie giudiziarie che purtroppo aveva “scelto” lui.

Quando venne eletto al parlamento europeo da subito rinunciò all’immunità convinto come era di poter essere in grado di dimostrare la sua estraneità ai fatti contestatigli che, per la cronaca, erano detenzione e spaccio di droga. Malgrado la sua forte attività difensiva, non riuscì ad evitare una condanna a dieci anni di carcere. Dopo infinite vicissitudini giudiziarie e infinite umiliazioni venne, nel 1987, definitivamente assolto dalle accuse. Peccato che, nel frattempo, si era ammalato in modo gravissimo e, purtroppo per tutti (ma proprio tutti), si spense nel 1988 ucciso dallo Stato, ucciso da una magistratura indegna, collusa, corrotta e soprattutto incapace.

Ha lasciato, oltre che una moglie e due figlie, un segno indelebile nella storia del nostro paese tanto grande quanto è grande  la vergogna che i suoi carnefici devono provare, ma dubito che gente così sia capace di provare un sentimento come la vergogna. Ne dubito perché, solo per parlare di uno di questi, l’ex Pubblico ministero Diego Marmo ha continuato la sua penosa carriera da magistrato, ottenendo dallo Stato varie promozioni che lo hanno portato a ricoprire il ruolo di presidente di sezione della Corte di Cassazione e, ora, forse si sta godendo una pensione dorata alle spalle nostre e con la toga insanguinata del sangue di Enzo Tortora. Lo schifo a volte può essere infinito anche e soprattutto perché la gente, purtroppo, dimentica. Ma non tutti…

Sarebbe opportuno non dimenticare questo caso e parlarne nelle scuole e nelle facoltà di giurisprudenza di tutto il paese portandolo ad esempio di ciò che un giurista non dovrebbe essere mai.

Alla fine del suo processo, Enzo Tortora fece una dichiarazione spontanea daventi alla corte, disse:

“Sono innocente”. Lo grido da tre anni, lo gridano le carte, lo gridano i fatti che sono emersi da questo dibattimento! Io sono innocente, spero dal profondo del cuore che lo siate anche voi.» »

Lui lo era, era il più innocente di tutti…la corte no!!! Vergogna, Vergogna, Vergogna!!

…SOTTO A CHI TOCCA…

Grosso guaio a…Korea Town!

Siamo di fronte, purtroppo, ad una ennesima escalation di tensione tra le due Coree, con il Nord che minaccia pesantemente il Sud e indirettamente anche gli Stati Uniti D’America. Il regime di Pyongyang sembra avere perso definitivamente quel poco di sale in zucca che gli era rimasto. Con l’avvento al potere del trentenne figlio del grande “zar”, definito “Caro Leader”, tutto sembra essere precipitato in una spirale di odio senza ritorno verso i concittadini del Sud. Già, concittadini, perché non dimentichiamoci che fanno parte dello stesso paese anche se da anni hanno dovuto e voluto dividersi.

La situazione è molto grave anche e soprattutto perché il Nord sta da anni portando avanti un programma di armamenti nucleari che possono essere devastanti, come immaginabile, se usati. Inoltre è risaputo che la Corea del Nord è il secondo paese più militarizzato del mondo avendo preferito da sempre la corsa agli armamenti piuttosto che sfamare un popolo ridotto ai minimi termini. La Corea del Sud, dal canto suo, è sicuramente più civile, più occidentale e, in questo momento per sua fortuna, alleato degli Stati Uniti che, vuoi per questo o quell’interesse, comunque accorrono sempre in difesa degli alleati “bisognosi”. Stati Uniti che sono stati fatti oggetto di minacce da parte di Pyongyang relativamente alle basi USA in Giappone e che, per questo, prendono molto seriamente tutta la questione.

Si aspetta una ferma presa di posizione da parte delle Nazioni Unite ma, forse, sarebbe meglio che questa presa di posizione riguardasse non tanto l’escalation della tensione quanto una sorta di divieto di possedere armi nucleari da parte di paesi cosiddetti pericolosi in mano ai quali le armi nucleari rappresentano un pericolo per tutta l’umanità. Mi vengono in mente nazioni tipo la Corea del Nord appunto ma anche l’Iran che già in passato ha rappresentato un pericolo con le deliranti visioni del popolo e del suo leader Maximo o la Siria che quotidianamente minaccia di usare armi chimiche e di distruzione di massa.

Questo tipo di armi non andrebbero né usate né “coltivate” mai. Ma se proprio qualche nazione non può farne a meno sarebbe opportuno che ci fosse un serio controllo su chi le vuole e su chi le ha. Sono armi molto difficili da tenere e, come tali, non per tutti. Ai paesi orientali andrebbero forse precluse a causa dell’alto grado di esaltazione religiosa e sociale che essi hanno connaturato, andrebbero loro precluse a causa del vero e proprio odio che essi nutrono per tutto l’occidente in modo particolare verso gli Stati Uniti che, come sappiamo sono, per così dire, invisi da quelle parti. Credo che, da occidentali, dovremmo stare dalla parte di chi la pensa come noi, di chi ha uno “stile” di vita simile al nostro, di chi ha a cuore la democrazia e aborrisce le dittature che soggiogano interi popoli.

Tornando alla delicata situazione Coreana sarebbe opportuno, da parte di tutti, un passo indietro anche se sappiamo che sarà molto difficile forse perché, come dicevo ieri nel post di questo blog, nessuno mette da parte l’orgoglio, nessuno chiede scusa e nessuno perdona. Certo sotto ci sono motivazioni molto forti e, per alcuni molto serie, ma la guerra è quasi sempre un errore e, soprattutto, raramente risolve le asperità ma spesso le acuisce. Che quel poco di sale in zucca possa tornare nella testa dei nord coreani e di tutti i coinvolti in questa pericolosissima vicenda.

…SOTTO A CHI TOCCA…