…Pensiero stupendo… VI

 

La cattiveria ha il volto umano, non può appartenere a un cane…

 

Bellissima frase che questo blog vi regala oggi in occasione di un altro… “pensiero stupendo”.

Frase ricca di significato che spesso le persone dimenticano. Un cane non è mai cattivo, non può esserlo, gli appartiene la bontà d’animo e di comportamenti. E’ sempre l’essere umano che rovina ogni cosa anche una delle più belle come un cane…

Un grande pensatore del passato diceva che nessuno sa cosa vuol dire essere amato fino a quando non si possiede un cane e aggiungeva che la civiltà di una società è direttamente proporzionale all’amore e al rispetto che essa ha nei confronti dei cani…in Italia abbiamo ancora tanta strada da fare anche in questo campo…

…SOTTO A CHI TOCCA…

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Boldrini…ancora tu?

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La signora Boldrini oltre che inadeguata risulta spesso imbarazzante, ma sembra non accorgersene come del resto nessuno di quella combriccola di magliari di cui fa parte.

Parla di lesa democrazia riferendosi al presunto ostruzionismo in aula da parte dei “grillini” ma poi applica la ghigliottina per far passare un ennesimo decreto porcata. Cara signora Boldrini è questo il suo concetto di democrazia? impedire all’opposizione di parlare? opposizione che rappresenta circa dieci milioni di cittadini?!

Che sia stato ostruzionismo è una pura idea dietrologica e, a parte tutto, è un diritto di ogni rappresentante, all’interno del parlamento, avere il diritto di parola o no? evidentemente per la Boldrini questo non può e non deve accadere al fine di far approvare leggi “democratiche”…oh quanto sono democratiche…

Quanto alla sua stessa elezione sullo scranno della Camera dei deputati non è definibile democratica in quanto la signora è esponente di un partitino minuscolo che, senza i soliti magheggi, alleanze e sbarramenti vari non troverebbe posto anche se la nostra, a onor del vero, è una campionessa del riciclo.

Ha confermato altresì la sua inadeguatezza  approvando addirittura la scorta a Mr. Dambruoso, il magistrato dallo spintone facile lui sì altro e alto esempio di democrazia…oltretutto questo elemento ha aggredito una donna di mezzo metro più bassa di lui e questo si ricongiunge a quanto precedentemente scritto a proposito della violenza sulle donne.

Ci si chiede come possa esserci rispetto per le donne in particolare e per tutti in generale, se all’interno della istituzione stessa che rappresenta la società in cui viviamo esistono episodi del genere e personaggi che credono di fare ordine menando le mani…mah!

E dopo il danno la beffa, la scorta al violento, ignorante, incivile e indegno che, leggendo quà e là, fa addirittura la vittima sui social network. Se anche ricevesse insulti, prima di fare la vittima dovrebbe chiedersi il motivo e capire che forse certi comportamenti lo rendono, per così dire, inviso ai più se non a tutti.

E la Boldrini imperterrita continua a sbagliare e, cosa più grave per la collettività, continua a stare al suo posto e a vessare i contribuenti che ne hanno le tasche piene, anzi vuote, di lei e dei suoi compari. A proposito di compari, ma il Silvio con i tacchi e il parrucchino quando inizierà a scontare la sua pena definitiva, certa, indubbia??

Assistiamo quotidianamente ad arresti immediati di  persone normali che si rendono responsabili della commisione di qualsivoglia reato e lui che fa? non solo non sconta ma decide, riunisce, parla, contratta, giudica, attacca e accusa. Questo ottuagenario con il varicocele farebbe bene a ritirarsi e a pensare ad altro, pochi si offenderebbero se non pensasse più all’Italia e in molti festeggerebbero. Tranquillo Silvio in galera non ci vai, i tuoi simili lo impediranno.

Al di là di tutto ritengo che questo misero blog, per oggi, abbia parlato abbastanza sia di “bond girl” Boldrini sia di batman Berlusca. Quindi speriamo davvero che si tolgano di mezzo loro e tutti gli altri e lascino respirare questo paese con quella poca, pochissima aria che è rimasta in giro.

…SOTTO A CHI TOCCA…

L’importanza della…Libertà…

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Forse è la cosa più preziosa che abbiamo o che vorremmo avere ma spesso se ne dimentica l’importanza. La libertà è tutto, ci consente “semplicemente” di vivere e, a ben guardare, il più prezioso baluardo della libertà stessa resta ancora l’America a cui questo blog vuole dedicare una frase (un po’ più di una frase in realtà) che ne riassume l’anima e la vocazione. Si può essere d’accordo o meno ma resta il fatto che là, oltreoceano, tutto sembra, e di fatto è, possibile perché lei, la libertà, vige, domina e incanta. La si percepisce in ogni dove, la si respira, la si vive ed entra in noi stessi come una freccia acuminata che però non provoca dolore ma solo emozioni…emozioni a stelle e strisce!

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L’America? È un’aquila (agile come una farfalla) E guida ancora il mondo E’ e resta la migliore possibile. Con tutti i suoi presunti difetti, raccontati nei dettagli in ogni angolo del pianeta: l’aspirazione al consumismo, l’atteggiamento da impero contemporaneo, l’arroganza militare. Ciascuno di questi peccati coincide con un’uguale e contraria virtù: il consumismo porta ricchezza globale, l’atteggiamento da impero nasconde la libertà dell’informazione e la trasparenza, l’arroganza militare è solo la controfaccia della sicurezza planetaria. Poi la più importante: poter dire che l’America ha delle mancanze è il suo più solenne pregio. Svela ancora una volta ciò che la rende un grande Paese: la libertà, semplicemente.(De Bellis)

Perchè qui no…?? New York City docet…again!!

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La questione è annosa e più volte dibattuta e riguarda l’utilizzo, ma soprattutto, il pagamento dei mezzi pubblici. E’ sotto gli occhi di tutti che i prezzi dei titoli di viaggio sono cresciuti a dismisura e in città, ad esempio, come Roma dove i mezzi di superficie sono perennemente bloccati e imbottigliati nel traffico e la “metropolitana” consta di appena due linee mal tenute e mal funzionanti ben si capisce che il biglietto a 1,50 € è davvero un furto.

Alcuni, faziosamente, giustificano l’aumento con il fatto che sono pochi i viaggiatori che effettivamente pagano il biglietto. E questo, effettivamente, accade molto spesso con espisodi grotteschi in cui persone, anzi personaggi, scavalcano i tornelli in metropolitana in una penosa imitazione dell’olio cuore oppure prendono fughe improbabili di fronte ai controllori che, ormai, a fermare un “portoghese” rischiano botte e insulti…

Una volta, circa trenta anni fa, esisteva la figura del bigliettaio che oltre a vendere i biglietti stessi si occupava di impedire l’accesso a chi ne era sprovvisto. Molti potrebbero obiettare che i tempi erano diversi e che ora sono cambiati non rendendo possibile, di fatto, la presenza del famoso bigliettaio sulle vetture. Ma così non sembra essere visto che, in una città come New York City, con un’ area metropiltana di 25 milioni di persone, un quartiere, ad esempio, come Brooklyn che ha, da solo, quasi lo stesso numero di abitanti di Roma il bigliettaio c’è eccome , se non si possiede biglietto non si sale a bordo e in metropolitana i tornelli non sono scavalcabili insomma sono a prova di…cittadino Italiano!

Certo negli Stati Uniti e, nella fattispecie a New York City, tutto è facilitato dal fatto che chi non ha biglietto semplicemente non sale, non ci prova nemmeno perchè, altrettanto semplicemente, non si fa. In italia? nooo si fa eccome,anzi, in certi casi si deve perchè altrimenti la natura italiota viene mortificata quindi via con le solite furbizie e illegalità.

Stiamo parlando, tra l’altro, di un servizio (quello Newyorkese) al top del settore con una rete di trasporti pubblici di superficie e non ampissima e che copre quasi ogni angolo della città, efficientissima e con un costo a tratta di circa 2€ che, rapportato ai nostri costi e, soprattutto, al servizio offerto mostra una disparità disarmante.

Resta comunque una questione di mentalità. La nostra (furbetta e violenta) non permette in effetti l’istituzione della figura del bigliettaio che diverrebbe ben presto inutile e che rischierebbe ancora prima la propria incolumità. Ma resta soprattutto una questione da imitare proprio come a New York City, con il conducente che funge da bigliettaio e controllore e con tanta ma tanta gente che si fa la propria bella fila per pagare e accomodarsi in vettura. E stiamo parlando di New York, una città molto ma molto ma molto più in movimento dei nostri piccoli borghi, taluni davvero di periferia anche se si travestono da metropoli.

Ci si chiede perchè da noi alcune cose, tra cui questa di cui abbiamo scritto, non siano possibili. Ci si chiede se e quando potranno essere possibili ma poi, cercando una risposta, ci si racconta che da noi è un’utopia, è inutile sperarci perchè davvero sembra che le cose, oltre a non cambiare mai, vadano sempre peggio.

…SOTTO A CHI TOCCA…

Meraviglioso esempio di riqualificazione urbana…

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…Quel ramo di verde di una antica linea ferroviaria in disuso, tra una catena non interrotta di grattacieli che volge da sud a nord di un bellissimo quartiere della capitale del mondo…”

Così, parafrasando un famoso romanzo di un mio ben più illustre concittadino, si potrebbe definire la High Line della grande mela.

Una mattina di sole, dopo aver percorso un breve tratto con la subway più antica, famosa ed efficente del mondo, arriviamo a Chelsea dove possiamo incontrare un’oasi di pace, rilassante e sorprendente.

Si tratta di un vecchio tratto ferroviario che è stato ripristinato, ristrutturato e trasformato con maestria in un originalissimo parco cittadino proprio nella parte di Lower Manhattan. Vi si accede da scale o ascensori opportunamente segnalati e, una volta “saliti” si apre un mondo che non si pensava possibile nella città che, come da definizione, non dorme mai.

I vecchi binari sono stati adibiti a sedi di sdraio che si muovono lungo la linea dei binari stessi. Tavolini e panchine sono sparsi ovunque circondati da una vegetazione low cost. Alcuni tratti sono davvero suggestivi con scorci unici che solamente New York City poteva essere in grado di offrire.

camminando lungo la High Line è possibile notare, tra le altre cose, anche numerose sculture la più famosa delle quali riproduce il Gen. Colin Powell nell’atto di mostrare all’assemblea generale delle nazione Unite, un pezzo di arma chimica, ritrovato in Iraq. Inoltre durante tutto il percorso sono state previsti alcuni punti di sosta con tanto di tribune dotate di posti a sedere da cui osservare il brulicare della città dalle luci accecanti. Infatti ancora più suggestiva è la visita alla High Line nelle ore notturne dove persone di ogni tipo si ritrovano per bere o mangiare qualcosa lungo uno dei chioschi presenti sulla High Line stessa.

Alternativa ai chioschi è sicuramente una visita al vicino Chelsea Market in cui è possibile trovare ogni ben di Dio da gustare sia sul posto sia camminando sulla High LIne. Famossimo per la sua cucina e per la sua idea di approntare un “Pic-Nic” appositamente studiato per i visitatori della linea è Amy’s Bread, un delizioso negozietto all’interno di un altro esempio di splendida ristrutturazione cioè il Chelsea Market. Ai visitatori che ne fanno richiesta viene fornito un pranzo completo e a prezzi molto onesti e competitivi.

La High Line rappresenta un’oasi fruibile da tutti in ogni periodo nell’anno e una validissima alternativa al già leggendario e visitatissimo Central Park.

Rappresenta altresì un esempio che tutti i paesi dovrebbero seguire per ristrutturare vecchi siti ormai in disuso o dismessi che diventano, spesso, ricettacoli di sporcizia e delinquenza. Nel nostro paese in particolare, tra aree dismesse e aree incomplete a causa dei soliti vizietti italioti, ci sarebbe davvero tanto materiale da rimodellare ma c’e’, in effetti, un problema di fondo che non è da trascurare.

Nella fattispecie a New York City, ma, più in generale, anche nelle altri città straniere esiste una civiltà e una educazione che permette a tutti di mantenere in uno stato ottimale un’opera simile. Nessuno si sogna di imbrattare, rompere o, peggio, prelevare indebitamente pezzi di “res pubblica” come invece avviene regolarmente dalle nostre parti. La High Line viene fruita e visitata da milioni di persone nessuna delle quali si permette di rovinarla, sporcarla o altro…

Onore quindi alla municipalità Newyorkese per aver saputo riorganizzare in maniera ottimale tutta la situazione relativa alla ferrovia in disuso ma onore anche e soprattutto ai New Yorkers stessi che sono stati in grado, e lo sono quotidianamente, di valorizzare e tenere da conto il gioiello che hanno, forse inaspettatamente, ricevuto in eredità.

Dalle nostre parti tutto questo discorso sarebbe, ahimè, oltre che inutile anche improponibile visto che manca una base culturale di educazione civica che sia in grado di far apprezzare e mantenere in buone condizioni una cosa simile. Quindi, cinicamente ma realisticamente, risparmiamo soldi e accontentiamoci di quei pochi metri quadri di verde a testa, sporco e mal tenuto…questo è purtroppo quello che la nostra mentalità merita.

…SOTTO A CHI TOCCA…

Apple avanza…

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Oggi a Roma è stato inaugurato il terzo Apple store della città in un grande centro commerciale. E’ stata una festa (come al solito) iniziata fin dalle prime ore del mattino quando una folla un po’ assonnata si è messa in fila ordinatamente per avere accesso, per primi, al locale della mela più amata del mondo. Come di consuetudine ai primi 1000 visitatori è stata regalata la T-shirt commemorativa dell’evento. Lo store è molto ampio, luminoso e arredato come tutti gli altri con i colori e i materiali scelti in prima persona proprio dal suo fondatore, il compianto Steve Jobs.

Gli Appleiani avranno quindi un nuovo punto di riferimento, una nuova “mecca” della mela dove, oltre ad acquistare gli amati dispositivi, potranno scambiare opinioni, imparare e perfezionare la loro conoscenza del mondo Apple. Caratteristiche principali di questo nuovo store sembrano essere sia la mancanza di porte all’ingresso, cioè sembra essere un tutt’uno con lo spazio esterno che lo “precede” sia la nuova e rivoluzionaria sistemazione del Genius Bar. Il nuovo bar dove gli Apple-nauti si ritrovano, quasi abitualmente, per consigli e domande ai vari Genius è, in questo nuovo store, progettato diversamente rispetto a tutti gli altri fino ad ora. Non è più infatti collocato in fondo al locale, attaccato al muro bensì si trova in una specie di isola in cui sarà il cliente ad essere al centro mentre il Genius, accanto a lui, vigilerà sul da farsi.

Idea geniale questa in perfetta sintonia con lo stile della mela di Cupertino che resta sempre e comunque all’avanguardia in tutto rispetto alle cosiddette concorrenti che poi tanto concorrenti non sono essendo più che altro ladri di idee, quelli che a scuola venivano chiamati copioni…

Parlando di innovazione di cui Apple è la massima rappresentante nel suo campo e non solo, è di pochi giorni fa la notizia che in Olanda è stata aperta la prima scuola Appleiana intitolata al suo genio. Si chiama infatti Steve Jobs School e, anche in questo caso, l’innovazione la fa da padrone. Dalla scuola sono banditi tutti i libri cartacei e tutto ciò che risulta obsoleto e inutile in quanto sostituibile con soluzioni più comode e moderne. Gli studenti che, in questo caso, sono anche di piccola età studieranno esclusivamente su dispositivi Apple come Ipad in primis ma anche IMac e Iphone imparando sin da piccoli l’uso e le potenzialità di questi strumenti.

Oltre ad essere molto utile per un loro futuro, gli alunni si vedranno inoltre preservata la loro schiena potendo evitare di sobbarcarsi chili e chili di libri che spesso nemmeno vengono aperti durante l’anno. Molti si ricorderanno che ai tempi della scuola veniva richiesto l’acquisto di determinati tomi che poi rimanevano a casa impolverati e, a fine anno, ci si chiedeva sempre il motivo dell’acquisto di essi. Allora ben vengano i libri all’interno di un Ipad o gli Ebook, questo sembra essere davvero il futuro prossimo con buona pace di quelle riforme scolastiche che poco hanno a che vedere con i tempi odierni, ancora strutturate su vecchi schemi con una lentezza di adattamento degna di un bradipo…vero sig.ra Gelmini? Ma non voglio sporcare il post con certi nomi impresentabili…

Apple si estende a vista d’occhio e i suoi fans anche, in attesa delle novità che, come sempre, accompagnano il periodo che va da Settembre a Natale. Staremo a vedere ma siamo sicuri che ci sarà, come sempre, da stupirsi e da gioire…Intanto Steve da lassù gongola!!

…SOTTO A CHI TOCCA…

Recensione di ” Oceano mare ” di Alessandro Baricco

Oggi è con grande piacere che ospito sulle pagine di questo mio blog una recensione di un libro, letto per se stessa e…per noi da una persona a me cara e che ha deciso di regalarmi un pò della sua penna. Una penna che, chi vorrà, potrà conoscere ancora meglio leggendo il suo libro, un libro scritto come si dovrebbe e che supera, in molti casi, la qualità dei manoscritti di autori affermati.

Mariangela ha voluto recensire un libro di Alessandro Baricco e io, onorato, pubblico il suo testo sicuro che possa essere utile a tutti.

Quanto a lei ha 31 anni, è appassionata del XIX secolo e di tutte le sue espressioni artistiche (pittura, scrittura, musica, moda), le piace leggere e fare escursioni in montagna. Un giorno, per caso, incitata da una sua amica alla quale aveva confidato di voler scrivere un romanzo, ha iniziato a scrivere per gioco la prima pagina di “Emma, Emma”. Dopo un mese ne aveva scritte quasi 300! E così è nato il suo primo libro. Essendo diventata moglie da poco, desidero farle da qui, dal mio blog un augurio di immensa felicità…Mery, che tutto vi sorrida sempre!! . Infine mi permetto, contro la sua volontà, di fare un pò di sana pubblicità al suo lavoro. Se vi piacciono i libri scritti con passione e in cui potreste riconoscervi leggete ” Emma, Emma”…rimarrete affascinati dallo stile e dalla storia.

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Di Mariangela Gigli:

Oceano Mare – Alessandro Baricco

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Sabbia a perdita d’occhio, tra le ultime colline e il mare – il mare – nell’aria fredda di un pomeriggio quasi passato, e benedetto dal vento che sempre soffia da nord. La spiaggia. E il mare.”

“Oceano Mare” di Alessandro Baricco è senza dubbio uno dei suoi libri più conosciuti e apprezzati. A mio parere, uno dei più bei romanzi che abbia letto. È uno di quei libri che si fanno leggere più e più volte, perché la loro bellezza e forza non sono nella trama, ma nelle emozioni e sensazioni che suscitano nel lettore.

La trama, appunto, non è lineare e ben definita, è un continuo intreccio di storie di personaggi molto diversi tra loro, che si ritrovano a condividere pensieri, paure e desideri presso la Locanda Almayer, una pensione gestita da strani e misteriosi bambini, più saggi degli adulti e quasi onniscienti.

Nulla in questo romanzo viene descritto dettagliatamente, tutto è rarefatto e indefinito e lasciato ad interpretazione del lettore, a cominciare dal tempo e dal luogo. Quello che sappiamo è che la locanda si trova sulla spiaggia.

Il mare, l’Oceano Mare, è il vero protagonista della storia, la forza motrice che genera e dà vita ai personaggi. Ognuno di loro si trova lì perché ha bisogno del mare: Plasson, un pittore ritrattista che dopo aver deciso di smettere di ritrarre volti perché “stufo della pornografia”, si trasferisce alla locanda per dipingere il mare, ma finisce per passare le sue giornate sulla riva a fissare l’oceano con una tela vuota davanti, perso nella ricerca dell’inizio del mare; il Prof. Bartleboom, scienziato che si trova lì per studiare invece dove finisce il mare, per poter concludere la sua ingegnosa “Enciclopedia dei limiti”, anche lui bloccato nella sua impresa dal fatto che il mare sembri non avere una fine; Elisewin, un’esile e delicata ragazza che soffre di attacchi di panico, a cui è stata consigliata la cura dei bagni di mare, ma che guarirà grazie all’amore; Padre Pluche, accompagnatore di Elisewin, uno strambo sacerdote perennemente in dubbio sulla sua vocazione e dedito alla composizione di lunghissime poesie; Madame Deverià, bellissima donna fedifraga mandata lì dal marito affinché “guarisca” dall’adulterio; Thomas, un marinaio scampato al naufragio dell’Alliance, ospite alla locanda sotto falso nome (Adam) per vendicarsi dell’uomo che ritiene colpevole della morte della sua amata avvenuta sulla zattera che portò loro e gli altri superstiti alla deriva per giorni e giorni in balia dell’oceano.

Il tema del mare emerge così sotto diverse sfaccettature, dal lato poetico a quello più terribile ed attraverso questi indimenticabili personaggi osiamo porci delle domande che forse mai ci saremmo posti: dove comincia il mare? E se ha un inizio, ha anche una fine? La forza del mare è taumaturgica o letale?

Il tutto nell’inconfondibile e tanto criticato stile di Baricco, eccentrico, contorto, fiabesco, unico nel suo genere.”

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Ancora grazie, Mariangela!!

Per chi fosse interessato, ecco il link del libro di Mariangela Gigli

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http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=779380&ref=profile