Perchè qui no…?? New York City docet…again!!

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La questione è annosa e più volte dibattuta e riguarda l’utilizzo, ma soprattutto, il pagamento dei mezzi pubblici. E’ sotto gli occhi di tutti che i prezzi dei titoli di viaggio sono cresciuti a dismisura e in città, ad esempio, come Roma dove i mezzi di superficie sono perennemente bloccati e imbottigliati nel traffico e la “metropolitana” consta di appena due linee mal tenute e mal funzionanti ben si capisce che il biglietto a 1,50 € è davvero un furto.

Alcuni, faziosamente, giustificano l’aumento con il fatto che sono pochi i viaggiatori che effettivamente pagano il biglietto. E questo, effettivamente, accade molto spesso con espisodi grotteschi in cui persone, anzi personaggi, scavalcano i tornelli in metropolitana in una penosa imitazione dell’olio cuore oppure prendono fughe improbabili di fronte ai controllori che, ormai, a fermare un “portoghese” rischiano botte e insulti…

Una volta, circa trenta anni fa, esisteva la figura del bigliettaio che oltre a vendere i biglietti stessi si occupava di impedire l’accesso a chi ne era sprovvisto. Molti potrebbero obiettare che i tempi erano diversi e che ora sono cambiati non rendendo possibile, di fatto, la presenza del famoso bigliettaio sulle vetture. Ma così non sembra essere visto che, in una città come New York City, con un’ area metropiltana di 25 milioni di persone, un quartiere, ad esempio, come Brooklyn che ha, da solo, quasi lo stesso numero di abitanti di Roma il bigliettaio c’è eccome , se non si possiede biglietto non si sale a bordo e in metropolitana i tornelli non sono scavalcabili insomma sono a prova di…cittadino Italiano!

Certo negli Stati Uniti e, nella fattispecie a New York City, tutto è facilitato dal fatto che chi non ha biglietto semplicemente non sale, non ci prova nemmeno perchè, altrettanto semplicemente, non si fa. In italia? nooo si fa eccome,anzi, in certi casi si deve perchè altrimenti la natura italiota viene mortificata quindi via con le solite furbizie e illegalità.

Stiamo parlando, tra l’altro, di un servizio (quello Newyorkese) al top del settore con una rete di trasporti pubblici di superficie e non ampissima e che copre quasi ogni angolo della città, efficientissima e con un costo a tratta di circa 2€ che, rapportato ai nostri costi e, soprattutto, al servizio offerto mostra una disparità disarmante.

Resta comunque una questione di mentalità. La nostra (furbetta e violenta) non permette in effetti l’istituzione della figura del bigliettaio che diverrebbe ben presto inutile e che rischierebbe ancora prima la propria incolumità. Ma resta soprattutto una questione da imitare proprio come a New York City, con il conducente che funge da bigliettaio e controllore e con tanta ma tanta gente che si fa la propria bella fila per pagare e accomodarsi in vettura. E stiamo parlando di New York, una città molto ma molto ma molto più in movimento dei nostri piccoli borghi, taluni davvero di periferia anche se si travestono da metropoli.

Ci si chiede perchè da noi alcune cose, tra cui questa di cui abbiamo scritto, non siano possibili. Ci si chiede se e quando potranno essere possibili ma poi, cercando una risposta, ci si racconta che da noi è un’utopia, è inutile sperarci perchè davvero sembra che le cose, oltre a non cambiare mai, vadano sempre peggio.

…SOTTO A CHI TOCCA…

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Grosso guaio a…Korea Town!

Siamo di fronte, purtroppo, ad una ennesima escalation di tensione tra le due Coree, con il Nord che minaccia pesantemente il Sud e indirettamente anche gli Stati Uniti D’America. Il regime di Pyongyang sembra avere perso definitivamente quel poco di sale in zucca che gli era rimasto. Con l’avvento al potere del trentenne figlio del grande “zar”, definito “Caro Leader”, tutto sembra essere precipitato in una spirale di odio senza ritorno verso i concittadini del Sud. Già, concittadini, perché non dimentichiamoci che fanno parte dello stesso paese anche se da anni hanno dovuto e voluto dividersi.

La situazione è molto grave anche e soprattutto perché il Nord sta da anni portando avanti un programma di armamenti nucleari che possono essere devastanti, come immaginabile, se usati. Inoltre è risaputo che la Corea del Nord è il secondo paese più militarizzato del mondo avendo preferito da sempre la corsa agli armamenti piuttosto che sfamare un popolo ridotto ai minimi termini. La Corea del Sud, dal canto suo, è sicuramente più civile, più occidentale e, in questo momento per sua fortuna, alleato degli Stati Uniti che, vuoi per questo o quell’interesse, comunque accorrono sempre in difesa degli alleati “bisognosi”. Stati Uniti che sono stati fatti oggetto di minacce da parte di Pyongyang relativamente alle basi USA in Giappone e che, per questo, prendono molto seriamente tutta la questione.

Si aspetta una ferma presa di posizione da parte delle Nazioni Unite ma, forse, sarebbe meglio che questa presa di posizione riguardasse non tanto l’escalation della tensione quanto una sorta di divieto di possedere armi nucleari da parte di paesi cosiddetti pericolosi in mano ai quali le armi nucleari rappresentano un pericolo per tutta l’umanità. Mi vengono in mente nazioni tipo la Corea del Nord appunto ma anche l’Iran che già in passato ha rappresentato un pericolo con le deliranti visioni del popolo e del suo leader Maximo o la Siria che quotidianamente minaccia di usare armi chimiche e di distruzione di massa.

Questo tipo di armi non andrebbero né usate né “coltivate” mai. Ma se proprio qualche nazione non può farne a meno sarebbe opportuno che ci fosse un serio controllo su chi le vuole e su chi le ha. Sono armi molto difficili da tenere e, come tali, non per tutti. Ai paesi orientali andrebbero forse precluse a causa dell’alto grado di esaltazione religiosa e sociale che essi hanno connaturato, andrebbero loro precluse a causa del vero e proprio odio che essi nutrono per tutto l’occidente in modo particolare verso gli Stati Uniti che, come sappiamo sono, per così dire, invisi da quelle parti. Credo che, da occidentali, dovremmo stare dalla parte di chi la pensa come noi, di chi ha uno “stile” di vita simile al nostro, di chi ha a cuore la democrazia e aborrisce le dittature che soggiogano interi popoli.

Tornando alla delicata situazione Coreana sarebbe opportuno, da parte di tutti, un passo indietro anche se sappiamo che sarà molto difficile forse perché, come dicevo ieri nel post di questo blog, nessuno mette da parte l’orgoglio, nessuno chiede scusa e nessuno perdona. Certo sotto ci sono motivazioni molto forti e, per alcuni molto serie, ma la guerra è quasi sempre un errore e, soprattutto, raramente risolve le asperità ma spesso le acuisce. Che quel poco di sale in zucca possa tornare nella testa dei nord coreani e di tutti i coinvolti in questa pericolosissima vicenda.

…SOTTO A CHI TOCCA…