Apple avanza…

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Oggi a Roma è stato inaugurato il terzo Apple store della città in un grande centro commerciale. E’ stata una festa (come al solito) iniziata fin dalle prime ore del mattino quando una folla un po’ assonnata si è messa in fila ordinatamente per avere accesso, per primi, al locale della mela più amata del mondo. Come di consuetudine ai primi 1000 visitatori è stata regalata la T-shirt commemorativa dell’evento. Lo store è molto ampio, luminoso e arredato come tutti gli altri con i colori e i materiali scelti in prima persona proprio dal suo fondatore, il compianto Steve Jobs.

Gli Appleiani avranno quindi un nuovo punto di riferimento, una nuova “mecca” della mela dove, oltre ad acquistare gli amati dispositivi, potranno scambiare opinioni, imparare e perfezionare la loro conoscenza del mondo Apple. Caratteristiche principali di questo nuovo store sembrano essere sia la mancanza di porte all’ingresso, cioè sembra essere un tutt’uno con lo spazio esterno che lo “precede” sia la nuova e rivoluzionaria sistemazione del Genius Bar. Il nuovo bar dove gli Apple-nauti si ritrovano, quasi abitualmente, per consigli e domande ai vari Genius è, in questo nuovo store, progettato diversamente rispetto a tutti gli altri fino ad ora. Non è più infatti collocato in fondo al locale, attaccato al muro bensì si trova in una specie di isola in cui sarà il cliente ad essere al centro mentre il Genius, accanto a lui, vigilerà sul da farsi.

Idea geniale questa in perfetta sintonia con lo stile della mela di Cupertino che resta sempre e comunque all’avanguardia in tutto rispetto alle cosiddette concorrenti che poi tanto concorrenti non sono essendo più che altro ladri di idee, quelli che a scuola venivano chiamati copioni…

Parlando di innovazione di cui Apple è la massima rappresentante nel suo campo e non solo, è di pochi giorni fa la notizia che in Olanda è stata aperta la prima scuola Appleiana intitolata al suo genio. Si chiama infatti Steve Jobs School e, anche in questo caso, l’innovazione la fa da padrone. Dalla scuola sono banditi tutti i libri cartacei e tutto ciò che risulta obsoleto e inutile in quanto sostituibile con soluzioni più comode e moderne. Gli studenti che, in questo caso, sono anche di piccola età studieranno esclusivamente su dispositivi Apple come Ipad in primis ma anche IMac e Iphone imparando sin da piccoli l’uso e le potenzialità di questi strumenti.

Oltre ad essere molto utile per un loro futuro, gli alunni si vedranno inoltre preservata la loro schiena potendo evitare di sobbarcarsi chili e chili di libri che spesso nemmeno vengono aperti durante l’anno. Molti si ricorderanno che ai tempi della scuola veniva richiesto l’acquisto di determinati tomi che poi rimanevano a casa impolverati e, a fine anno, ci si chiedeva sempre il motivo dell’acquisto di essi. Allora ben vengano i libri all’interno di un Ipad o gli Ebook, questo sembra essere davvero il futuro prossimo con buona pace di quelle riforme scolastiche che poco hanno a che vedere con i tempi odierni, ancora strutturate su vecchi schemi con una lentezza di adattamento degna di un bradipo…vero sig.ra Gelmini? Ma non voglio sporcare il post con certi nomi impresentabili…

Apple si estende a vista d’occhio e i suoi fans anche, in attesa delle novità che, come sempre, accompagnano il periodo che va da Settembre a Natale. Staremo a vedere ma siamo sicuri che ci sarà, come sempre, da stupirsi e da gioire…Intanto Steve da lassù gongola!!

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La maleducazione che fa…risparmiare!

Si sa che, al giorno d’oggi, tutti, chi più chi meno, tendono a risparmiare il più possibile a causa di una crisi economica che sembra non avere fine. Anche lo Stato dovrebbe risparmiare magari però non come sta facendo cioè sui servizi alle persone ma mirando maggiormente a tagliare gli sprechi e i costi della politica.

I tagli e quindi i risparmi potrebbero essere individuati in campi a cui magari prima non si era mai pensato e che derivano dalla nostra ormai proverbiale maleducazione e ignoranza che, come Italiani, ci ha reso famosi in quasi ogni parte del globo. Uno dei “settori” dove la cafonaggine e la nostra refrattarietà alle regole emerge limpida, alta e fiera è quello automobilistico e delle regole ad esso connesse.

Basta farsi un giro in una qualsiasi città, da nord al centro al sud, per capire come in strada tra automobilisti e pedoni non esista alcuna regola. Tutti fanno come vogliono, le precedenze sono diventate ormai un optional così come gli stop, le strisce pedonali e quanto altro vi può essere nel menù stradale. Gente che passa ovunque, col rosso che spesso è un verde travestito, parcheggi che definire selvaggi è un eufemismo e, cosa più fastidiosa, la doppia fila come stile di vita. Nemmeno ci si spreca più a trovare parcheggio tanto la doppia fila ci salva sempre.

Se a tutto questo sciame di ignoranza aggiungiamo che chi dovrebbe controllare è, a dir poco, latitante possiamo ben intuire come la situazione sia davvero da terzo mondo. Il primo e il secondo mondo sono già per noi irraggiungibili dato che, in questo campo, nei paesi civili vige il quasi assoluto rispetto delle regole e, soprattutto, vigono pene severe per chi trasgredisce.

Allora, paradossalmente, visto che le regole stradali e quelle del rispetto del prossimo, dell’educazione e della convivenza civile sono sempre quotidianamente disattese, ci si potrebbe chiedere a che serve spendere tanti e tanti quattrini per approntare la segnaletica stradale sia verticale sia orizzontale. Che senso ha che l’erario spenda soldi per mettere cartelli, ad esempio, di divieto di sosta quando poi, non solo ognuno fa come vuole ma spesso non nemmeno la cominata alcuna sanzione?

Risparmiamo soldi in questo campo ed investiamoli in altri che sono stati magari pesantemente tagliati e che sono più essenziali alla vita quotidiana come, ad esempio, sanità, scuola o pensioni. Tanto noi siamo fatti così, illegali dentro e, cosa tristissima, fieri di esserlo. Questo orgoglio, esclusivamente tipico italiano, di essere mafiosetti, impicciaroli, furbetti, contenti di fregare il prossimo e, prima ancora, di non rispettarlo sta facendo dell’Italia e dei suoi abitanti una barzelletta mondiale e tutti noi, quasi senza accorgercene, stiamo diventando (e per certi versi già lo siamo) il terzo se non quarto mondo…

Sempre rimanendo “in strada” ci si potrebbe chiedere che senso ha che una amministrazione comunale spenda soldi per comprare, ad esempio, panchine in un parco, giochi per bambini o allestire amene fermate di autobus quando poi, nel giro di pochi giorni, vengono imbrattate, sporcate ed infine distrutte. Basta andare in qualsiasi altro paese cosiddetto civile per rendersi conto della differenza di civiltà e di educazione. Questo accade perché gli altri popoli considerano ciò che è pubblico di tutti, mentre noi lo consideriamo di nessuno e qui la scuola ha grande responsabilità perché non insegna queste cose agli studenti già dalle elementari.

Ovviamente sarebbe auspicabile un’inversione di rotta ma, da ciò che si vede in giro, la cosa sembra davvero un’utopia più che un desiderio. Il menefreghismo è pressoché totale e anche chi cerca di restare nei limiti del civile fa davvero fatica a rapportarsi con la marmaglia di ignoranza e maleducazione che si incontra quasi ovunque.

Ovviamente la proposta relativa alla segnaletica rappresenta un paradosso che però non si discosta molto dalla realtà, realtà poco edificante che spinge molti ad abbandonare questo bel paese per lidi più civili e meglio organizzati…Povera Italia!

…SOTTO A CHI TOCCA…

 

 

www. mai senza la rete!!

Credo che la rete, con tutti i suoi annessi e connessi possa essere tranquillamente considerata tra le invenzioni più importanti degli ultimi cento anni, anzi, forse la più importante. Essa ci consente di restare in contatto con il mondo da casa con dei semplici clic. In origine era una tecnologia in uso al Pentagono ed era utilizzata solo per esigenze interne ad esso. Poi, piano piano, ha sempre preso più piede fino a diventare una presenza fissa in tutte le case o quasi.

Pensiamo ai vantaggi che la rete ha portato alla nostra società. Possiamo fare acquisti tranquillamente da casa, possiamo leggere i nostri giornali preferiti, prenotare vacanze, prenotare cinema e teatri insomma possiamo fare di tutto e comunque cose che solo fino a dieci anni fa erano impensabili.

L’utilizzo di internet potrebbe e dovrebbe forse essere esteso anche, ad esempio, nelle scuole con i libri magari sostituiti con tablet all’interno dei quali si potrebbero caricare ebook o qualsiasi altro materiale didattico. Sarebbe davvero una soluzione ideale anche per sgravare le povere schiene degli studenti che, oggi, sono costretti a sobbarcarsi il peso di decine di libri con gravi danni per la salute delle loro colonne vertebrali.Inoltre anche i costi dei libri che sopportano le famiglie diminuirebbero di molto e, in questi tempi di crisi, non sarebbe cosa di poco conto. Certo è chiaro che l’attuazione di questo specifico progetto comporterebbe dei costi che, in questo particolare momento storico, non sembrano essere sopportabili dalla scuola pubblica per l’ormai cronica mancanza di fondi.

Un problema che riguarda tutti gli internauti è quello relativo ai costi di connessione con, di fatto, un piccolo monopolio delle attuali compagnie telefoniche che, a mio modo di vedere, hanno costituito un cartello al fine di controllare e determinare i costi stessi delle connessioni. Approvo la posizione di alcune forze politiche, in particolare il Movimento 5 Stelle, che nel loro programma hanno inserito la gratuità della connessione internet in quanto intesa come fonte di lavoro, di istruzione e, cosa più importante, di informazione. So che in alcuni paesi, Europei e non solo, questo già succede o comunque hanno una rete Wi-fi molto efficiente a cui chiunque può collegarsi e navigare tranquillamente. Forse molti di coloro che mi leggeranno si sono già accorti che, nel nostro paese, le poche reti Wi-fi esistenti funzionano male o non funzionano affatto e questo è, per un paese che si definisce civile, una cosa inaccettabile anche da parte dei molti turisti che ogni anno affollano le nostre bellissime città e che, magari, hanno bisogno di connettersi per avere informazioni di vario tipo. Sarebbe auspicabile uno sforzo da parte delle amministrazioni comunali al fine di rendere efficienti le reti Wi-fi esistenti o al fine di crearne di nuove.

D’altro canto, comunque, l’utilizzo della rete, dovrebbe essere accessibile a tutti, anziani e persone non avvezze all’uso della rete compresi. A tal fine credo sarebbe opportuno da parte delle istituzioni avviare una sorta di alfabetizzazione digitale attraverso la quale poter insegnare l’uso della rete a tutti quelli che ne facessero richiesta rendendo così davvero universale l’accesso alla connessione e contribuendo comunque a far crescere il paese e la società che lo compone. Lo Stato dovrebbe provvedere a questa alfabetizzazione digitale anche perché pretende anche da questa fascia di cittadinanza (gli anziani) di fare i conti con la rete. Un esempio eclatante è quello dell’INPS che da quest’anno non spedirà più i CUD a casa ai pensionati ma dovranno essere scaricati dal sito dell’Istituto non prima però di aver richiesto il PIN abilitativo. Lo Stato pensa davvero che i nostri nonni siano in grado di gestire tutto online senza difficoltà e senza avere almeno un’infarinatura? Come spesso accade lo Stato pensa male, molto male!

Da parte mia posso affermare che internet mi è assolutamente indispensabile, non riuscirei più a vivere senza anche e soprattutto per continuare a tenere questo mio amato blog!

…SOTTO A CHI TOCCA…