Mini cars…maxi danni!

Nel nostro paese, ma anche in molti altri, accadono tante cose strane, ingiuste, assurde che ci fanno venire la voglia di andarcene e lasciar perdere tutto. Da un po’ di tempo ormai nelle nostre strade possiamo notare un fenomeno che potremmo definire strano ma soprattutto pericoloso. Accanto a noi, alle nostre automobili “normali” circolano le cosiddette mini cars, veri e propri pericoli pubblici affidati a ragazzini senza la minima esperienza o preparazione per poter condurre un veicolo a quattro ruote.

Il nostro ordinamento, le nostre Istituzione e i nostri “governanti”, da una parte, inaspriscono le pene e le sanzioni per chi infrange il codice della strada, rendono più difficili e più lunghi gli esami da sostenere per ottenere la patente, aggiungono alle multe (già di per sé salate) anche il decurtamento dei punti sulla patente, aumentano bolli auto e assicurazioni ma poi consentono a CHIUNQUE, anche minorenni, di guidare un mezzo a quattro ruote aggiungendo un pericolo sulla strada a quelli che già esistono.

Evidentemente, anche in questo caso, esistono delle potenti lobbies che impongono al legislatore un maggior grado di permissivismo in tema di accesso alla guida e di vendita di mezzi locomozione. Peccato che tutto ciò vada a discapito dei soliti noti, di quelli che la patente e l’automobile se la sono sudata e che pagano ogni loro errore molto profumatamente.

La contraddizione del sistema è palese: si consente a chiunque di vagare per strada in automobile senza avere una preparazione adatta, senza conoscere nemmeno i più elementari cartelli stradali salvo poi rendere molto arduo, sia da un punto di vista pratico sia da un punto di vista economico, il percoso di chi vuole patentarsi in modo corretto e normale. Questa è l’ennesima assurdità del sistema ma, forse, è ormai solo con le assurdità che il sistema stesso va avanti e sbaglia chi si stupisce.

Il fatto che i conducenti di queste mini cars non abbiano la benché minima idea di cosa vuol dire guidare appare evidente ogniqulavolta se ne incontra una sulle nostre strade. Niente precedenze, nessun rispetto della segnaletica stradale, spesso e volentieri eccessi di velocità e parcheggi molto “liberi”, ma d’altronde chi le guida è, quasi sempre, un ragazzino di 14/15 anni a cui la famigliola benestante ha deciso di regalare questo mezzo, peraltro molto costoso, per far sentire il ragazzino già grande e responsabile ma senza pensare ai danni e ai pericoli che questa situazione può provocare a loro e, soprattutto, agli altri.

Basta recarsi in un qualsiasi week end, in un qualsiasi locale di qualsiasi grande città per poter notare la diffusione che questi mezzi di trasporto assurdi hanno raggiunto. Ce ne sono ormai tantissimi di tutti i tipi, di tutti i colori e tutti guidati da persone che, forse, non sono in grado nemmeno di condurre una bicicletta. Chi ha acconsentito a questa situazione ha, pericolosamente e colpevolmente, sottovalutato i rischi che essa porta con sé ed ha offerto un’immagine di un paese, anche in questo caso, allo sbando e in mano a lobbies di potere che in nome del Dio denaro passa sopra a tutto e a tutti.

Addirittura queste automobiline possono essere usate anche da persone invalide che non avrebbero mai la possibilità di ottenere il permesso di guidare una macchina “normale” per evidenti limiti psicofisici. Ma ci si chiede se il risultato non sia lo stesso…Se lo Stato non consente a minorenni e/o invalidi di guidare un’automobile normale perché reputa la situazione pericolosa e le persone incapaci di essere responsabili o capaci, perché allora consente l’accesso a questi mezzi che, a parte le dimensioni, equivalgono in tutto e per tutto a quelle stesse macchine che vengono loro vietate?? Proprio non si riesce a capire il nesso, si riesce solo a capire che si tratta di una situazione molto sbagliata e che rischia di portare scompiglio e pericolo nelle nostre strade.

Sarebbe forse opportuno un passo indietro da parte di tutti e, soprattutto, da parte di chi deve decidere per tutti. Non si chiede di vietare tout court queste mini cars ma magari di regolamentarne meglio l’accesso affinché chi le guida non rappresenti un pericolo come accade oggi e questa fase si ottiene solo richiedendo a chi le usa una minima preparazione, non nel garage di casa, ma in autoscuola riconosciuta che sappia fornire, magari attraverso dei corsi brevi, un adeguato Know How.

…SOTTO A CHI TOCCA…

 

 

 

 

Ateismo e contraddizioni…

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Partendo dal sacrosanto presupposto che tutte le idee devono essere rispettate, a volte esistono delle contraddizioni sia nelle idee stesse sia nei comportamenti di coloro che sostengono determinate idee.

Parlando di religione, una delle questioni più annose, da sempre, è quella dell’ateismo. Essere atei non significa non credere in Dio, bensì credere che Dio proprio non esista. L’etimologia del vocabolo, infatti, ci dice che essa è composta da un’alfa privativa e la parola Dio appunto. Quindi significa che Dio non c’è e che coloro che si dichiarano atei pensano che Dio non esista.

Sembra però che gli atei siano un tantino contradditori nei loro discorsi e, soprattutto, nei loro comportamenti. Spesso e volentieri parlano di Dio, sembrano quasi ossessionati dall’idea di convincere gli altri che Dio non esista. Ma, se una persona pensa che una cosa non esista perchè ne dovrebbe parlare? Per gli atei Dio non esiste punto e basta. Non dovrebbero nemmeno avere l’idea stessa di Dio. Come si fa a parlare di una cosa che non c’è? Questa è una grande contaddizione che spesso viene ignorata.

Un’altra cosa strana e, un pò sgradevole per chi crede, è che molto spesso e altrettanto volentieri gli atei hanno l’abitudine di bestemmiare , di nominare il nome di Dio invano e di insultarlo ritenendolo la causa dei loro mali e delle loro sfortune. Ma, ci si chiede ancora, come puo essere la causa dei mali e delle sfortune degli atei un’entità che, loro stessi per primi, credono inesistente??? E’ un atteggiamento totalmente illogico.

Coloro che invece credono in Dio e, sono ad esempio cristiano-cattolici, non si sognano nemmeno di parlare o nominare, ad esempio, Maometto o Budda perchè, magari, non credono che esista e la cosa vale anche al contrario con i mussulmani e i buddisti con  il ” nostro” Dio a cui non credono.

Gli atei no, fanno parte di un gruppo che nega l’esistenza di qualsivoglia divinità ma ne parlano sempre e molto spesso a sproposito. Dare la colpa delle nostre sfortune ad una cosa che non esiste è davvero una cosa assurda, inconcepibile.

Queste persone, forse, farebbero bene a pregare un pò affinchè le suddette sfortune possano diminuire e, magari, scomparire. Forse si potrebbero ricredere e riconsiderare i loro comportamenti.

Si da troppo spesso e troppo facilmente a Dio la colpa delle nostre disgrazie dimenticando che l’uomo ha, sempre e comunque, il libero arbitrio con cui diviene artefice del proprio destino sia nel bene sia nel male. Chi crede sa che Dio può indicare la strada maestra o giusta che dir si voglia ma poi è l’uomo stesso che decide e che ha la famosa ultima parola. Non è solamente una mera questione religiosa ma è, soprattutto, una questione di vita pratica in cui la religione, sempre per chi crede, può aiutare a scegliere per il meglio.

Si dovrebbe, nel limite del possibile, sempre prendere una posizione dando così un segnale di maturità intellettuale ed evitare, in alcuni casi, la diplomazia che sta con tutti e con nessuno dando invece un segnale di debolezza e di poca voglia di mettersi in discussione.

Al di là di tutto ogni opinione va rispettata anche se differente dalla nostra e come diceva VoltaireIo combatto la tua idea, che è diversa dalla mia, ma sono pronto a battermi fino al prezzo della mia vita perchè tu, la tua idea, possa esprimerla liberamente…

Anche se gli atei restano sempre illogici e contraddittori con se stessi!

…SOTTO A CHI TOCCA…