Coerenza religiosa…

La coerenza, si sa, è una virtù che non tutti hanno e che spesso ci risulta difficile da raggiungere. Spesso si cambia idea con molta facilità e a seconda di ciò che più ci conviene. E’ anche vero che lo stesso Aristotele diceva che solo la mente “vecchia” non cambia mai idea o comportamento.

Traslando il discorso alla religione, spesso ci accorgiamo che non tutti quelli che sono credenti e praticanti sono coesenti con gli insegnamenti della Chiesa che poi sono quelli di Gesu’ Cristo.

Al giorno d’oggi la gente pensa di poter andare a messa e poi tranquillamente fare il proprio comodo. Per alcuni sembra quasi che la funzione religiosa sia ridotta ad un semplice happening. Basta recarsi a piazza S.Pietro per una qualsiasi udienza generale del Papa o per l’Angelus domenicale per rendersi conto che la gente, a volte, vi assiste solo per poter dire il famoso “io c’ero” infischiandosene del rito stesso.

Si recano dal Papa che predica fratellanza, amore, tolleranza e poi magari nella vita di tutti i giorni sono protagonisti di ciò che di più lontano vi è dai precetti cristiano cattolici. Vi sono personaggi che, durante le funzioni religiose, se la chiacchierano amabilmente del più e del meno mostrando, tra l’altro, un’assoluta mancanza di rispetto per chi invece desidera ascoltare in pace una messa o una predica.

Questo è molto triste anche se, comunque, vale solamente per una minoranza. Per fortuna c’è ancora tanta gente che sente e attua quei principi di positività e gioia di cui si parla nelle funzioni religiose.

Coloro i quali invece si comportano come se fossero in discoteca invece che in Chiesa hanno il solito problema della maleducazione e dell’ignoranza che ormai impera indisturbata in ogni angolo della società. Il problema è sempre quello, se ci fosse meno ignoranza ci sarebbe più educazione e certe cose non succederebbero. E questo vale non solo per fatti “religiosi” ma anche per tutti gli altri.

Spesso a piazza San pietro possiamo assistere addiruttura a litigi verbali, tra persone che dovrebbero essere credenti e praticanti, per accaparrarsi un posto in prima fila vicino alle transenne al fine di poter vedere il Papa da vicino in occasione del suo consueto giro sulla Papa-mobile per salutare i fedeli…alla faccia della fratellanza!

La gente spesso sembra dimenticarsi i precetti base che poi sono quelli che lostesso Papa e in qualsiasi Chiesa vengono ribaditi quotidianamente. Si comportano così anche perchè hanno, inoltre, una visone doistorta di ciò che è la confessione. Non si può commettere ogni tipo di azione e pensare che tanto poi ci si va a confessare e tutto passa. Va bene la confessione ma andrebbe ancora meglio un atteggiamento non lesivo dell’altui dignità e rispetto, e non ci sarebbe nemmeno bisogno della confessione stessa.

Tutto questo è per dire che spesso non vi è coerenza tra ciò che si va ad ascoltare in Chiesa e ciò che poi in effetti viene fatto nella vita di tutti i giorni. Pensiamo, ad esempio, che la quasi totalità delle famiglie mafiose è profondamente credente e praticante a conferma del fatto che molti pensano di poter fare il proprio comodo e poi andare in Chiesa a chiedere perdono…

Non è così che funziona, il perdono e la misericordia esistono solamente in funzione di un vero pentimento e, soprattutto, in funzione dell’impegno a non ripetere più quei comportamenti che, proprio per il fatto che si chiede perdono, noi stessi reputiamo sbagliati. Gli antichi Romani, tanto saggiamente dicevano: errare humanum est, perseverare autem diabolicum…

Si potrebbe aggiungere che sbagliare è umano, perdonare divino ma perseverare è da idioti…

…SOTTO A CHI TOCCA…

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Preti che valgono oro…

Non bisognerebbe mai fare di tutta un’erba un fascio, anche se spesso siamo portati a farlo in ogni campo della nostra vita. Soprattutto nella religione e, in particolare, nella chiesa e nella sua storia non andrebbe fatto ma bisognerebbe saper valutare le varie situazioni e i vari personaggi che ne fanno parte.

Anzitutto dobbiamo ben distinguere tra Gesù Cristo e la chiesa. Gesù, per chi crede, è il figlio di Dio, essere perfetto creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili ed invisibili…mentre la chiesa si assume la responsabilità di rappresentare la casa di Gesù e di diffondere i suoi insegnamenti. La chiesa è fatta di uomini in carne ed ossa e come tali possono essere fallaci o meno, possono essere buoni o cattivi come in qualsiasi “organizzazione umana”, c’è del bene ma, ahimè, anche del male. Non dimentichiamoci che il Vaticano è un vero e proprio Stato con il suo capo e i suoi ministri e servitori: qualcuno conosce uno Stato senza difetti? A partire dal nostro, direi che gli esempi si sprecano.

Se sin dall’infanzia decidiamo di frequentare la chiesa, possiamo essere fortunati o meno. Siamo fortunati se troviamo dei preti o comunque esponenti del clero che dimostrano qualità umane come benevolenza, misericordia, comprensione e, soprattutto, non troppo fanatismo per la religione, un po’ meno o per nulla fortunati se incontriamo “talebani” della religione, intolleranza e bigottismo. Quanti persone omosessuali o divorziate o che hanno dovuto subire un aborto si sono sentite mal giudicate o, peggio, cacciate o non accolte dalla chiesa e per questi motivi si sono ovviamente allontanati? Tantissime, forse troppe ma questo è un errore inevitabile  della chiesa. Sbagliamo anche noi se pretendiamo che alcuni dogmi religiosi vengano disattesi, perché essi fanno parte della natura clericale, sono principi che non possono essere modificati, sarebbe come chiedere ad Obama un elogio del comunismo…impossibile!

Vi sono però alcuni esempi di preti eccezionali, che hanno fatto della loro vita una battaglia a favore dei poveri, degli emarginati, dei più deboli a partire dall’ex vescovo di Buenos Aires e ora Papa Francesco che ha sempre mostrato un amore verso tutti senza distinzione pur conservando, ovviamente, il rispetto per le dottrine della Chiesa.

Ricordiamo preti come Don Peppino Puglisi che ha lottato un avita per far sì che i giovani non abbracciassero la cultura mafiosa ma solo quella di Dio e, per il successo che riscuoteva e la paura che facevano le sue parole, ha pagato con la vita, assassinato per mano mafiosa non prima di aver sorriso al suo assassino ed aver detto: ” lo sapevo, ti aspettavo…”.

E poi ancora l’amatissimo e da poco scomparso Don Gallo che con le sue opinioni, per certi versi eretiche, era adorato da tutti. Era a favore di tutto ciò che la Chiesa combatteva, a favore dell’uso del preservativo, a favore dell’aborto, a favore delle coppie di fatto e delle coppie omosessuali insomma un prete d’avanguardia che guardava la realtà quotidiana e la amava per quella che era senza volerla modificare.

Non dimentichiamo il palermitano Don Paolo prete sentinella contro la mafia in una città difficile, Padre Turoldo eccezionale esempio di coraggio e carità, e ancora i vari Don Mazzi, Don Rigoldi che non hanno certo bisogno di presentazioni. E in ultimo, ma non per importanza, tutti gli esponenti della Chiesa impegnati nelle missioni, i Salesiani, i Gesuiti, le suore che, ad esempio, nell’Africa più profonda, aiutano le donne a partorire e crescere i loro figli, tutti quelli che fanno un lavoro enorme prima che come religiosi come uomini e rappresentano un vero e proprio punto di riferimento per chi chiede aiuto.

Tutto questo è per dire che non è giusto generalizzare e considerare la Chiesa un nemico a priori solamente perché al suo interno abbiamo assistito ad episodi sgradevoli ed alcuni, come la pedofilia, davvero schifosi e che meriterebbero una pena durissima. Come in tutte le famiglie ci sono le mele marce che vanno isolate e combattute, ma anche molte entità positive e che con il loro lavoro nobilitano se stessi e gli altri. Non è che a causa di alcuni presti pedofili dobbiamo credere che lo siano tutti. Sta a noi saper distinguere e sapersi rivolgere alle persone giuste senza scappare od offendere a causa, appunto, di una mela marcia che possiamo aver incontrato sul nostro cammino.

Questi discorsi valgono soprattutto per chi crede ma, sicuramente, bisogna rispettare chi non crede per questo o quel motivo. Ideale sarebbe prendere ciò che di buono c’è nella Chiesa e riuscire a riconsiderare le situazioni negative senza per questo demonizzare un intero sistema. A volte risulta davvero difficile ma non è impossibile se usiamo intelligenza e sensibilità.

…SOTTO A CHI TOCCA…