L’importanza della…Libertà…

IMG_1381

Forse è la cosa più preziosa che abbiamo o che vorremmo avere ma spesso se ne dimentica l’importanza. La libertà è tutto, ci consente “semplicemente” di vivere e, a ben guardare, il più prezioso baluardo della libertà stessa resta ancora l’America a cui questo blog vuole dedicare una frase (un po’ più di una frase in realtà) che ne riassume l’anima e la vocazione. Si può essere d’accordo o meno ma resta il fatto che là, oltreoceano, tutto sembra, e di fatto è, possibile perché lei, la libertà, vige, domina e incanta. La si percepisce in ogni dove, la si respira, la si vive ed entra in noi stessi come una freccia acuminata che però non provoca dolore ma solo emozioni…emozioni a stelle e strisce!

*********************************************

L’America? È un’aquila (agile come una farfalla) E guida ancora il mondo E’ e resta la migliore possibile. Con tutti i suoi presunti difetti, raccontati nei dettagli in ogni angolo del pianeta: l’aspirazione al consumismo, l’atteggiamento da impero contemporaneo, l’arroganza militare. Ciascuno di questi peccati coincide con un’uguale e contraria virtù: il consumismo porta ricchezza globale, l’atteggiamento da impero nasconde la libertà dell’informazione e la trasparenza, l’arroganza militare è solo la controfaccia della sicurezza planetaria. Poi la più importante: poter dire che l’America ha delle mancanze è il suo più solenne pregio. Svela ancora una volta ciò che la rende un grande Paese: la libertà, semplicemente.(De Bellis)

Annunci

Perchè qui no…?? New York City docet…again!!

images

La questione è annosa e più volte dibattuta e riguarda l’utilizzo, ma soprattutto, il pagamento dei mezzi pubblici. E’ sotto gli occhi di tutti che i prezzi dei titoli di viaggio sono cresciuti a dismisura e in città, ad esempio, come Roma dove i mezzi di superficie sono perennemente bloccati e imbottigliati nel traffico e la “metropolitana” consta di appena due linee mal tenute e mal funzionanti ben si capisce che il biglietto a 1,50 € è davvero un furto.

Alcuni, faziosamente, giustificano l’aumento con il fatto che sono pochi i viaggiatori che effettivamente pagano il biglietto. E questo, effettivamente, accade molto spesso con espisodi grotteschi in cui persone, anzi personaggi, scavalcano i tornelli in metropolitana in una penosa imitazione dell’olio cuore oppure prendono fughe improbabili di fronte ai controllori che, ormai, a fermare un “portoghese” rischiano botte e insulti…

Una volta, circa trenta anni fa, esisteva la figura del bigliettaio che oltre a vendere i biglietti stessi si occupava di impedire l’accesso a chi ne era sprovvisto. Molti potrebbero obiettare che i tempi erano diversi e che ora sono cambiati non rendendo possibile, di fatto, la presenza del famoso bigliettaio sulle vetture. Ma così non sembra essere visto che, in una città come New York City, con un’ area metropiltana di 25 milioni di persone, un quartiere, ad esempio, come Brooklyn che ha, da solo, quasi lo stesso numero di abitanti di Roma il bigliettaio c’è eccome , se non si possiede biglietto non si sale a bordo e in metropolitana i tornelli non sono scavalcabili insomma sono a prova di…cittadino Italiano!

Certo negli Stati Uniti e, nella fattispecie a New York City, tutto è facilitato dal fatto che chi non ha biglietto semplicemente non sale, non ci prova nemmeno perchè, altrettanto semplicemente, non si fa. In italia? nooo si fa eccome,anzi, in certi casi si deve perchè altrimenti la natura italiota viene mortificata quindi via con le solite furbizie e illegalità.

Stiamo parlando, tra l’altro, di un servizio (quello Newyorkese) al top del settore con una rete di trasporti pubblici di superficie e non ampissima e che copre quasi ogni angolo della città, efficientissima e con un costo a tratta di circa 2€ che, rapportato ai nostri costi e, soprattutto, al servizio offerto mostra una disparità disarmante.

Resta comunque una questione di mentalità. La nostra (furbetta e violenta) non permette in effetti l’istituzione della figura del bigliettaio che diverrebbe ben presto inutile e che rischierebbe ancora prima la propria incolumità. Ma resta soprattutto una questione da imitare proprio come a New York City, con il conducente che funge da bigliettaio e controllore e con tanta ma tanta gente che si fa la propria bella fila per pagare e accomodarsi in vettura. E stiamo parlando di New York, una città molto ma molto ma molto più in movimento dei nostri piccoli borghi, taluni davvero di periferia anche se si travestono da metropoli.

Ci si chiede perchè da noi alcune cose, tra cui questa di cui abbiamo scritto, non siano possibili. Ci si chiede se e quando potranno essere possibili ma poi, cercando una risposta, ci si racconta che da noi è un’utopia, è inutile sperarci perchè davvero sembra che le cose, oltre a non cambiare mai, vadano sempre peggio.

…SOTTO A CHI TOCCA…

Meraviglioso esempio di riqualificazione urbana…

IMG_1238

…Quel ramo di verde di una antica linea ferroviaria in disuso, tra una catena non interrotta di grattacieli che volge da sud a nord di un bellissimo quartiere della capitale del mondo…”

Così, parafrasando un famoso romanzo di un mio ben più illustre concittadino, si potrebbe definire la High Line della grande mela.

Una mattina di sole, dopo aver percorso un breve tratto con la subway più antica, famosa ed efficente del mondo, arriviamo a Chelsea dove possiamo incontrare un’oasi di pace, rilassante e sorprendente.

Si tratta di un vecchio tratto ferroviario che è stato ripristinato, ristrutturato e trasformato con maestria in un originalissimo parco cittadino proprio nella parte di Lower Manhattan. Vi si accede da scale o ascensori opportunamente segnalati e, una volta “saliti” si apre un mondo che non si pensava possibile nella città che, come da definizione, non dorme mai.

I vecchi binari sono stati adibiti a sedi di sdraio che si muovono lungo la linea dei binari stessi. Tavolini e panchine sono sparsi ovunque circondati da una vegetazione low cost. Alcuni tratti sono davvero suggestivi con scorci unici che solamente New York City poteva essere in grado di offrire.

camminando lungo la High Line è possibile notare, tra le altre cose, anche numerose sculture la più famosa delle quali riproduce il Gen. Colin Powell nell’atto di mostrare all’assemblea generale delle nazione Unite, un pezzo di arma chimica, ritrovato in Iraq. Inoltre durante tutto il percorso sono state previsti alcuni punti di sosta con tanto di tribune dotate di posti a sedere da cui osservare il brulicare della città dalle luci accecanti. Infatti ancora più suggestiva è la visita alla High Line nelle ore notturne dove persone di ogni tipo si ritrovano per bere o mangiare qualcosa lungo uno dei chioschi presenti sulla High Line stessa.

Alternativa ai chioschi è sicuramente una visita al vicino Chelsea Market in cui è possibile trovare ogni ben di Dio da gustare sia sul posto sia camminando sulla High LIne. Famossimo per la sua cucina e per la sua idea di approntare un “Pic-Nic” appositamente studiato per i visitatori della linea è Amy’s Bread, un delizioso negozietto all’interno di un altro esempio di splendida ristrutturazione cioè il Chelsea Market. Ai visitatori che ne fanno richiesta viene fornito un pranzo completo e a prezzi molto onesti e competitivi.

La High Line rappresenta un’oasi fruibile da tutti in ogni periodo nell’anno e una validissima alternativa al già leggendario e visitatissimo Central Park.

Rappresenta altresì un esempio che tutti i paesi dovrebbero seguire per ristrutturare vecchi siti ormai in disuso o dismessi che diventano, spesso, ricettacoli di sporcizia e delinquenza. Nel nostro paese in particolare, tra aree dismesse e aree incomplete a causa dei soliti vizietti italioti, ci sarebbe davvero tanto materiale da rimodellare ma c’e’, in effetti, un problema di fondo che non è da trascurare.

Nella fattispecie a New York City, ma, più in generale, anche nelle altri città straniere esiste una civiltà e una educazione che permette a tutti di mantenere in uno stato ottimale un’opera simile. Nessuno si sogna di imbrattare, rompere o, peggio, prelevare indebitamente pezzi di “res pubblica” come invece avviene regolarmente dalle nostre parti. La High Line viene fruita e visitata da milioni di persone nessuna delle quali si permette di rovinarla, sporcarla o altro…

Onore quindi alla municipalità Newyorkese per aver saputo riorganizzare in maniera ottimale tutta la situazione relativa alla ferrovia in disuso ma onore anche e soprattutto ai New Yorkers stessi che sono stati in grado, e lo sono quotidianamente, di valorizzare e tenere da conto il gioiello che hanno, forse inaspettatamente, ricevuto in eredità.

Dalle nostre parti tutto questo discorso sarebbe, ahimè, oltre che inutile anche improponibile visto che manca una base culturale di educazione civica che sia in grado di far apprezzare e mantenere in buone condizioni una cosa simile. Quindi, cinicamente ma realisticamente, risparmiamo soldi e accontentiamoci di quei pochi metri quadri di verde a testa, sporco e mal tenuto…questo è purtroppo quello che la nostra mentalità merita.

…SOTTO A CHI TOCCA…

Ennesimo esempio di civiltà…

L’Italia sembra essere davvero essere il regno dell’inciviltà dove la furbizia e, soprattutto l’inefficienza del sistema, sembrano farla da padrone. Allo stato attuale delle cose non sembra possibile una inversione di rotta ma, cosa più grave, ci stiamo sempre di più allontanando da quei paesi che fanno della civiltà e dell’efficienza una loro peculiarità seppur con qualche naturale punto debole.

Pensando, ad esempio, alle calamità naturali come terremoti e alluvioni possiamo notare come nel nostro paese chi, per sua sfortuna, si ritrova coinvolto in simili eventi resti del tutto abbandonato a se stesso con uno Stato assolutamente latitante a partire dal governo, passando per le regioni e per finire ai comuni. Nessuno è mai stato in grado di risolvere i problemi degli sventurati, nemmeno quei problemi di ordinaria quotidianità.

Facendo un parallelismo con quanto accade negli Stati Uniti d’America balzano subito agli occhi alcune profonde differenze. Tutti ricordiamo gli uragani, ad esempio Sandy, che hanno colpito l’America e, in particolare la città di New York. Eventi naturali di una violenza inaudita, capaci di sradicare tutto ciò che incontrano sulla loro strada. Ebbene in questi casi l’amministrazione comunale Newyokese ha mostrato grande organizzazione, solidarietà ed efficienza non facendo mai sentire soli i cittadini resi inermi da cotanto sfacelo.

Gli aiuti sono stati tempestivi sia nell’immediatezza dell’evento, peraltro previsto, sia nella ricostruzione di ciò che è andato distrutto, tanto è vero che chi si dovesse recare ora nelle zone colpite da Sandy non noterebbe alcun disagio o disordine. Poco prima dell’evento erano già stati diramati bollettini informativi su come comportarsi e a chi rivolgersi in caso di emergenza e, poco dopo, sono iniziati subìto le operazioni di soccorso e ricostruzione.

Da noi questo sarebbe, e di fatto è, impossibile visto che abbiamo ancora, ad esempio, L’Aquila da ricostruire nelle sue aree più essenziali ma l’elenco del lassismo e della mancanza di organizzazione potrebbe essere davvero lungo. Ciò accade perché, forse, in Italia si cerca di speculare su tutto anche sul dolore e sulle disgrazie della povera gente dando ragione a coloro i quali ritengono che il nostro paese sia il regno dell’illegalità e, per di più, impunita.

Nei giorni successivi all’uragano Sandy, a New York si è verificato un evento molto particolare. A causa della mancanza di corrente elettrica, milioni di persone, oltre a rimanere al buio totale, sono rimasti senza la possibilità di usare telefoni fissi, telefoni cellulari, tablet e pc, non potendo quindi avere né la possibilità di contattare parenti e amici né quella di tenersi a contatto col mondo esterno, ad esempio, attraverso la rete.

L’amministrazione comunale del sindaco Michael Bloomberg non si è affatto disinteressata di questa esigenza ma anzi ne ha fatto tesoro e, trascorse alcune settimane dall’uragano si è immediatamente messa in moto per approntare delle postazioni di “ricarica” ad energia solare in tutta la città. Così ora a New York City possiamo trovare delle postazioni che potremmo definire una sorta di “benzinaio tecnologico” dove, qualora si dovesse ripresentare l’eventualità, i cittadini potranno per lo meno avere il cellulare o il tablet carico in modo da poter comunicare. Sono addirittura divisi in zone, per iOS e per Android accontentando così sia Appleiani sia fans dell’altro sistema operativo.

Inutile dire che la “ricarica” è assolutamente gratuita e ciò dipende dal fatto elementare secondo cui le tasse vanno pagate (e in America non si sfugge)in cambio di servizi e non come in Italia dove ormai tutti ci siamo abituati all’idea che le tasse vanno pagate e basta, perché sì senza nemmeno più pretendere nulla in cambio.

Anche in avvenimenti tragici l’Italia si mostra claudicante e dovrebbe assolutamente invertire la rotta, imparando da paesi che, seppur con tanti problemi e contraddizioni, si mostrano sempre più civili del nostro e ci distanziano sempre più nella corsa al miglioramento sociale e, di conseguenza, economico.

…SOTTO A CHI TOCCA…

 

Un gioiello a New York City…

images

Chi visita New York, ovviamente, viene rapito dalle numerosissime attrazioni presenti in questa fantasmagorica città e tralascia, magari, di visitare alcuni posti che non godono di molta considerazione nelle guide turistiche che preferiscono dirottare il viaggiatore verso mete più popolari, famose e affollate.

Un esempio di queste attrazioni “minori” è la New York Pubblic Library che, forse, non tutti quelli che si sono recati nella Grande Mela hanno visitato non tanto per pigrizia quanto per mancanza di informazioni a riguardo.

Si tratta di un posto fantastico per la sua imponenza e per la sua bellezza. E’ situata a Manhattan, nella parte bassa di Midtown vicinissima a quel Bryant Park tanto famoso nel bene e nel male.

Questo parco era, fino a pochi anni fa, un luogo abitato e dominato dalla droga e dai suoi spacciatori che qui si davano appuntamento per organizzare i loro traffici ma, oggi, è stato trasformato in un’oasi, in un posto tanto rilassante quanto piacevole da visitare sia d’estate con i suoi chioschi e con la gente che si ferma per una sosta sdraiati sul prato, sia d’inverno quando il prato si trasforma in una delle tante piste di pattinaggio della città dove newyorchesi e non si dilatano pattinando sulle musiche natalizie con un’atmosfera unica che solo New York sa e può offrire.

Tornando alla nostra biblioteca, appena entrati si percepisce subito la sua maestosità data da un atrio molto grande e luminoso ma ancor prima guardando dall’esterno la facciata stessa incastonata da due cariatidi che rappresentano due leoni tanto belli che sembrano veri. Una scalinata con, alla fine, tre archi enormi vi accompagna all’interno di quella che è una delle biblioteche più grandi al mondo.

Nei suoi sotterranei sono presenti scaffalature antiche da record lunghe più di 150 km e con milioni e milioni di titoli. Qui si possono trovare libri di ogni tipo e anche il pezzo più raro e introvabile qui lo si trova. Se pensiamo che mettendo uno accanto all’altro questi scaffali si può quasi coprire la distanza tra Roma e Napoli, possiamo intendere l’enormità di questo monumento vero e proprio.

All’interno dopo i saloni iniziali vi sono le sale di letture vere e proprie dove il silenzio regna sovrano. Centinaia di persone si danno alla lettura in un ambiente dagli arredi antichi e sotto a splendidi lampadari che danno al tutto una luce particolare coadiuvati anche da grandi finestre ad arco. Questi saloni sono inoltre impreziositi da meravigliosi affreschi su soffitti a cassonetto che nulla hanno da invidiare agli altrettanto splendidi soffitti presenti nel nostro vecchio continente.

Personale gentilissimo e disponibilissimo offre agli avventori un’assistenza nella ricerca del tomo preferito. Questa cortesia e gentilezza è, per chi non è tanto abituato alla cortesia negli uffici pubblici…, è un fatto che colpisce sempre e a cui dovrebbero ispirarsi i nostri dipendenti pubblici ma questo è un’altra storia…

Si tratta quindi, davvero, di un posto magico al cui interno peraltro sono stati girati molti films come, ad esempio, alcune scene di Sex and The City in cui, peraltro, si vede perfettamente anche la strada adiacente che da su Bryant Park.

Il consiglio è di visitare assolutamente questo posto che darà una grande emozione a chiunque deciderà di recarsi in questo luogo. D’inverno è possibile farsi prima una bella pattinata tra newyorchesi doc, d’estate una bella sosta sorseggiando una bibita all’ombra dei grattacieli più belli al mondo e poi a pochi passi si entrerà in un mondo a se stante.

Non dimenticate però tra Bryant Park e la New York Pubblic Library una visita, o meglio, una sosta per dare un saluto al busto di Gertrude Stein, grande scrittrice e poetessa statunitense, ritratta da Picasso in un famoso quadro considerato il prototipo del cubismo e che potete ammirare al… Metropolitan Museum sempre di New York! Una foto accanto al busto di questa donna che amava tanto la Grande Mela dovrebbere essere un must.

…SOTTO A CHI TOCCA…

 

 

New York City subway…

Come parlare di un mito? Che dire a proposito di una cosa che resta nelle mente e nel cuore (insieme a tutto il resto) di chi visita per la prima volta o ritorna nella Grande Mela? La metropolitana newyokese è una delle più antiche (1904) e estese al mondo con un tracciato di quasi 400 chilometri, quasi 1400 chilometri di binari, 468 stazioni e con ben 5 milioni di persone che ogni giorno affollano le stazioni ed i treni della MTA.

Chi si reca a New York capisce subito, sin dai primi minuti di permanenza, che la metropolitana è il mezzo più utilizzato e più comodo per visitare la città. Ideale sia per il turista sia per i newyorkers in quanto serve ogni parte della città a qualsiasi ora del giorno e della notte e con una frequenza che negli altri paesi si può solo sognare cercando di imitarla. Negli ultimi anni l’amministrazione della città ha speso molta fatica e molte risorse economiche per migliorare la sicurezza di quella New York che solo fino a qualche anno fa era una delle città più pericolose al mondo. Ebbene, questi sforzi si vedono tutti. E’ una città sicura presidiata giorno e notte da forze dell’ordine (peraltro disponibilissimi e gentilissimi), una città in cui molti si sentono quasi come a casa (ogni riferimento a me è puramente casuale).

E anche all’interno delle stazioni della metropolitana e sui treni sono finiti i tempi dei “Guerrieri della Notte” dove un viaggio dal Bronx al Coney Island sembrava interminabile e costellato da mille insidie magari ispirate alla realtà di allora. Al giorno d’oggi tutto è tranquillo e si può godere la città in lungo e in largo di giorno e soprattutto di notte con centinaia di locali notturni per tutti i gusti. Nelle giornate e nelle notatte newyorchesi ci si sente davvero al centro del mondo perchè New York è relamente il centro del mondo, il luogo dove tutto nasce e tutto muore, il luogo più vivo, vivace ed energetico del globo.

In metropolitana si respira un clima che è antico e moderno allo steso tempo. Antico perché le stazioni stesse profumano di antico con panchine in legno e piastrelle ai muri che danno un che di art decò. Moderno perché l’efficenza, la puntualità e la frequenza appunto collocano la metropolitana della Grande Mela ai primi posti come servizio alla cittadinanza. Molto piacevoli i chioschetti all’interno delle stazioni dove si può trovare di tutto e dove ci si può sentire un po’ come in un film, dove un protagonista viaggia in metropolitana, mangia e beve in questi luoghi di ristoro, veri e propri punti di riferimento per i viaggiatori abituali tutti presi dai loro giornali e dalle loro bibite energetiche dai mille colori.

Quanti films ambientati a New York! Un vero e proprio set a cielo aperto dove la metro occupa uno spazio importante. Pensiamo a “I Guerrieri della Notte“, a cui già abbiamo accennato, “La Febbre del Sabato Sera” con l’ultimo viaggio di John Travolta in un vagone deserto di notte o “Mr Crocodile Dundee” con Paul Hogan che nella metropolitana di Columbus Circle si dichiara alla sua amata o ancora il remake di “Pelham 123” dove ancora Travolta semina terrore sotto la metropolitana, per finire con “Mimic” dove Mira Sorvino e il nostro Giancarlo Giannini combattono contro un virus con battaglia finale all’interno del tunnel della stazione di Delancey Street.

Bellissima esperienza per gli appassionati di cinema è il tour guidato sui luoghi dei set cinematografici. Vedere dove state girate le scene più famose del cinema mondiale è davvero emozionante e ci fa tornare per un attimo nel passato facendoci sentire attori per un minuto.

Insomma anche la metropolitana a New York è una leggenda che rimane nei ricordi dei visitatori come una qualsiasi altra delle decine di attrazioni che questa magica città possiede e che vi faranno sognare ad occhi aperti.

…SOTTO A CHI TOCCA…

La Grande Mela

Immagine

Oggi, come preannunciato nella sezione “about”, parlerò di argomenti più leggeri.

Vorrei parlarvi di una mia grande, grandissima passione, un amore sconfinato…NEW YORK CITY!

Ho conosciuto l’amore mio in età adulta ed è stato un vero e proprio colpo di fulmine, amore a prima vista. Ricordo che ci eravamo dati appuntamento fuori dalla stazione della metropolitana della 53th street per intenderci di fronte al MOMA. Ci eravamo conosciuti su internet e dopo qualche mese di conversazioni in rete avevamo deciso finalmente di incontrarci. Decisi di andare io da lei in quanto avevo qualche giorno di vacanza quindi presi l’aereo e dopo più di nove ore atterrai al leggendario JFK. Ricordo che durante il volo ero assalito da mille domande: “Mi piacerà? Le piacerò? Dove mi porterà? Cosa faremo?” e via di seguito. Ero anche molto emozionato per questo appuntamento al buio e per un secondo pensai di essere stato troppo azzardato… una donna straniera che abita così lontano, pensai, speriamo bene!

Tutti i miei dubbi iniziarono a dissiparsi un po’ nel momento in cui dall’interno dell’aereo la vidi là, in lontananza che mi aspettava con un mazzo di fiori in mano. Pensai subito: “Questa me la sposo!!”. Come detto l’appuntamento vero e proprio fu in centro e, appena arrivai, lei era già là dritta in piedi, bella, alta, elegante, energetica, luminosissima nel suo splendore. Ebbi subito netta l’impressione che mi stesse aspettando da sempre e mi sentii stupido ad aver sprecato tanto tempo ad inseguire amori non corrisposti del tutto… se solo l’avessi saputo prima!!

Rimasi con lei per un totale di due settimane nelle quali ci amammo in ogni luogo, mi fece scoprire le sue cose più evidenti ed esteriori ma anche quelle più nascoste e che pochi avevano avuto il privilegio di conoscere. Fu un periodo meraviglioso in cui venni completamente catturato dal suo fascino e la cosa che mi faceva particolarmente piacere era che anche io avevo fatto breccia nel suo cuore, c’era un feeling evidente che ci avrebbe portato ad amarci per sempre. Venne purtroppo il tempo in cui avrei dovuto ripartire e non vederla per un pò. Le lacrime scesero copiose e lei, nella sua dolcezza infinita, mi diceva: “Dai, stai tranquillo, tanto ci vediamo presto e poi ci sentiamo su internet no?”. Mi tranquillizzava il fatto che non l’avrei persa mai più e che l’avrei rivista presto tanto che, sul volo di ritorno, già pensavo a come organizzarmi per rivederla di nuovo al più presto.

Tanta era la mancanza di lei che decisi di volerla rivedere di nuovo. Le dissi tutto una sera durante una conversazione in rete. Lei fu felicissima e io ero al settimo cielo. Andai ancora io da lei, non volevo si stancasse per il viaggio (è sempre tanto impegnata con tantissima gente) e poi, pensai, magari stavolta mi fa conoscere i suoi parenti…

Mi ritrovai di nuovo in volo senza nemmeno accorgermene e anche in questa occasione ero emozionantissimo. Arrivai, la vidi ancora là dritta in piedi, bellissima, profumatissima insomma: l’amore mio. Avevo ragione, questa volta mi fece conoscere lati reconditi del suo carattere e della sua vita, i luoghi dove era cresciuta, quelli che più amava e quelli che più detestava. Mi fece innamorare sempre di più e decisi di non tradirla mai e un domani, chissà, avremmo potuto anche sposarci.

Certo è una relazione a distanza (molta distanza) ma siamo entrambi determinati a portarla avanti per sempre anche se tra un po’ di difficolta logistiche.

Comunque è proprio vero l’amore non ha età e si può incontrare quando uno meno se lo aspetta in qualsiasi momento, dipende solo da noi. Io personalmente l’ho trovato ed è il più bello del mondo, il migliore che mi potesse capitare!!

Presto rivedrò la mia donna adorata, amata e le canterò la nostra canzone che più o meno fa così..

Start spreading the news, I’m leaving today
I wanna be a part of it, New York, New York.
These vagabond shoes are longing to stray
and step around the heart of it, New York, New York
I wanna wake up in the city, that doesn’t sleep,
to find I’m king of the hill, top of the heap.
My little town blues are melting away
I’ll make a brand new start of it, in old New York
if I can make it there, I’d make it anywhere 
it’s up to you, New York, New York 

New York, New York
I wanna wake up, in the city that doesn’t sleep,
to find I’m king of the hill, head of the list
cream of the crop at the top of the heap
My little town blues are melting away
I’ll make a brand new start of it, in old New York
if I can make it there, I’d make it anywhere 
come on, come through New York, New York

…SOTTO A CHI TOCCA…