In ricordo di un grande uomo…

Questo “misero” blog desidera rendere omaggio ad un uomo unico, esempio per l’umanità…

Nelson Rolihlahla Mandela (Mvezo 18 Luglio 1918 – Johannesburg 5 Dicembre 2013)

R I P  MADIBA

Requiem Aeternam dona eis Domine, et lux perpetua luceat eis. Requiescant in pace.

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Berlusconi – Pascale…una coppia, due imbecilli (sine baculo)

Unknown

Al di là delle fazioni politiche, delle polemiche, delle ragioni e dei torti, delle motivazioni della sentenza di condanna e dei pareri personali ciò che i due soggetti hanno dichiarato nell’immediatezza e nei giorni dopo la sentenza stessa ha dello sconcertante e, ahimè, solo in questo paese, senza ormai più alcun baluardo di decenza e rispetto, può succedere.

Il Silvio, oltre che a ribadire la sua innocenza a cui peraltro forse non crede più nemmeno lui stesso, si è affrettato a dichiarare che la condanna è una vergogna per la democrazia!

E no caro ottuagenario pseudo trombante, le vergogne democratiche sono altre tipo: il recente disastro in Sardegna, le città martoriate dai terremoti e ancora in ginocchio, la sanità che uccide e che mette gli orari di apertura e chiusura ai pronto soccorso (????) come se gli “incidenti” dovessero avere un orario, i pensionati che dopo 100 anni di lavoro si ritrovano con nulla perché la pensione minima o più equivale al nulla, in generale la decadenza totale in cui versa un paese ormai morto e che il Silvio ha contribuito con tanti suoi compari ad uccidere.

Rispetti la legge e soprattutto le sentenze e ringrazi il cielo di avere la possibilità di scontare la pena ai servizi sociali perché in un paese normale sarebbe in galera da anni. Si renda utile a chi soffre aspettando i prossimi processi le relative certe condanne…si si lo sappiamo lui è un perseguitato, anzi la classe politica tutta è un covo di persone perbene inseguita dalla magistratura assassina. Ci si chiede come mai visto che sono tutti bravi e onesti nessuno, ma proprio nessuno ha più fiducia nel nostro paese…sarà persecuzione internazionale???

Detto questo, il colpo di classe, la calata dell’asso, il numero da fuoriclasse ci è stato fornito da Francesca “sciacquetta” Pascale. La vergine compagna del Silvio ha addirittura chiesto un’udienza da Papa Francesco affinché ascolti la…tragedia del suo compagno. Mai sentito nulla di più comico. Tragedia??? ah quanti italiani vorrebbero avere le tragedie di Berlusconi…le tragedie, cara Pascale, sono ben altre, sono quelle di cui si occupa Papa Francesco che ben sapendo quali siano ti negherà qualsiasi incontro perché conosce il senso della vergogna di cui tu e il tuo ottuagenario nemmeno conoscete l’odore. Non scomodare il Papa, per quel che mi riguarda nemmeno lo si dovrebbe nominare per queste cretenerie e poi, dai, ma la immaginate la Pascale col velo bianco da Papa Francesco?? Di questo passo chiederà udienza anche Cicciolina, Riina e…Fiorito, quest’ultimo con una tenda da circo al posto del velo per ovvi motivi di dimensioni…un po’ di ritegno!!

Ora aspettiamo le nuove prove a favore del Silvio con relativi nuovi testimoni ma ci chiediamo dove fossero prima…forse stavano mettendosi d’accordo…..

ricordiamo che in altri paesi se un politico copia una riga della sua laurea, si dimette non tanto per il giudizio degli elettori quanto per un intimo senso della vergogna che, ormai, nel nostro paese non esiste più. Eh già non c’è più nemmeno il senso della vergogna ma solo la voglia di farla franca , sempre e comunque, la voglia di “futtere” il prossimo sempre e comunque, la voglia di fare i furbi sempre e comunque perché la verità è che l’intelligenza non è più di questo posto ed è stata sostitutiva dal surrogato chiamato furbizia. Con la furbizia, senza intelligenza non si va lontano e i fatti sono lì a dimostrarlo.

Tornando alla vicenda dei due piccioncini, una buona notizia c’è: pare che la Pascale voglia portare via, lontano il suo “uomo” per proteggerlo…fosse vero!! La preghiamo di mettere in pratica il suo intento e, così facendo, di proteggerci da lui, da voi….

…SOTTO A CHI TOCCA…

Ateismo e contraddizioni…

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Partendo dal sacrosanto presupposto che tutte le idee devono essere rispettate, a volte esistono delle contraddizioni sia nelle idee stesse sia nei comportamenti di coloro che sostengono determinate idee.

Parlando di religione, una delle questioni più annose, da sempre, è quella dell’ateismo. Essere atei non significa non credere in Dio, bensì credere che Dio proprio non esista. L’etimologia del vocabolo, infatti, ci dice che essa è composta da un’alfa privativa e la parola Dio appunto. Quindi significa che Dio non c’è e che coloro che si dichiarano atei pensano che Dio non esista.

Sembra però che gli atei siano un tantino contradditori nei loro discorsi e, soprattutto, nei loro comportamenti. Spesso e volentieri parlano di Dio, sembrano quasi ossessionati dall’idea di convincere gli altri che Dio non esista. Ma, se una persona pensa che una cosa non esista perchè ne dovrebbe parlare? Per gli atei Dio non esiste punto e basta. Non dovrebbero nemmeno avere l’idea stessa di Dio. Come si fa a parlare di una cosa che non c’è? Questa è una grande contaddizione che spesso viene ignorata.

Un’altra cosa strana e, un pò sgradevole per chi crede, è che molto spesso e altrettanto volentieri gli atei hanno l’abitudine di bestemmiare , di nominare il nome di Dio invano e di insultarlo ritenendolo la causa dei loro mali e delle loro sfortune. Ma, ci si chiede ancora, come puo essere la causa dei mali e delle sfortune degli atei un’entità che, loro stessi per primi, credono inesistente??? E’ un atteggiamento totalmente illogico.

Coloro che invece credono in Dio e, sono ad esempio cristiano-cattolici, non si sognano nemmeno di parlare o nominare, ad esempio, Maometto o Budda perchè, magari, non credono che esista e la cosa vale anche al contrario con i mussulmani e i buddisti con  il ” nostro” Dio a cui non credono.

Gli atei no, fanno parte di un gruppo che nega l’esistenza di qualsivoglia divinità ma ne parlano sempre e molto spesso a sproposito. Dare la colpa delle nostre sfortune ad una cosa che non esiste è davvero una cosa assurda, inconcepibile.

Queste persone, forse, farebbero bene a pregare un pò affinchè le suddette sfortune possano diminuire e, magari, scomparire. Forse si potrebbero ricredere e riconsiderare i loro comportamenti.

Si da troppo spesso e troppo facilmente a Dio la colpa delle nostre disgrazie dimenticando che l’uomo ha, sempre e comunque, il libero arbitrio con cui diviene artefice del proprio destino sia nel bene sia nel male. Chi crede sa che Dio può indicare la strada maestra o giusta che dir si voglia ma poi è l’uomo stesso che decide e che ha la famosa ultima parola. Non è solamente una mera questione religiosa ma è, soprattutto, una questione di vita pratica in cui la religione, sempre per chi crede, può aiutare a scegliere per il meglio.

Si dovrebbe, nel limite del possibile, sempre prendere una posizione dando così un segnale di maturità intellettuale ed evitare, in alcuni casi, la diplomazia che sta con tutti e con nessuno dando invece un segnale di debolezza e di poca voglia di mettersi in discussione.

Al di là di tutto ogni opinione va rispettata anche se differente dalla nostra e come diceva VoltaireIo combatto la tua idea, che è diversa dalla mia, ma sono pronto a battermi fino al prezzo della mia vita perchè tu, la tua idea, possa esprimerla liberamente…

Anche se gli atei restano sempre illogici e contraddittori con se stessi!

…SOTTO A CHI TOCCA…

Grandi parole di un grande uomo!!!

“Se una notte di inverno, qui vicino in via Ottaviano, per esempio, muore una persona, quella non è notizia. Se in tante parti del mondo ci sono bambini che non hanno da mangiare, quella non è notizia, sembra normale. Non può essere così !
Al contrario, un abbassamento di dieci punti nelle borse di alcune città, costituisce una tragedia. Uno che muore non è una notizia, ma se si abbassano di dieci punti le borse è una tragedia! Così le persone vengono scartate, come se fossero rifiuti.”

(Papa Francesco all’Udienza Generale 05/06/13)

Coerenza religiosa…

La coerenza, si sa, è una virtù che non tutti hanno e che spesso ci risulta difficile da raggiungere. Spesso si cambia idea con molta facilità e a seconda di ciò che più ci conviene. E’ anche vero che lo stesso Aristotele diceva che solo la mente “vecchia” non cambia mai idea o comportamento.

Traslando il discorso alla religione, spesso ci accorgiamo che non tutti quelli che sono credenti e praticanti sono coesenti con gli insegnamenti della Chiesa che poi sono quelli di Gesu’ Cristo.

Al giorno d’oggi la gente pensa di poter andare a messa e poi tranquillamente fare il proprio comodo. Per alcuni sembra quasi che la funzione religiosa sia ridotta ad un semplice happening. Basta recarsi a piazza S.Pietro per una qualsiasi udienza generale del Papa o per l’Angelus domenicale per rendersi conto che la gente, a volte, vi assiste solo per poter dire il famoso “io c’ero” infischiandosene del rito stesso.

Si recano dal Papa che predica fratellanza, amore, tolleranza e poi magari nella vita di tutti i giorni sono protagonisti di ciò che di più lontano vi è dai precetti cristiano cattolici. Vi sono personaggi che, durante le funzioni religiose, se la chiacchierano amabilmente del più e del meno mostrando, tra l’altro, un’assoluta mancanza di rispetto per chi invece desidera ascoltare in pace una messa o una predica.

Questo è molto triste anche se, comunque, vale solamente per una minoranza. Per fortuna c’è ancora tanta gente che sente e attua quei principi di positività e gioia di cui si parla nelle funzioni religiose.

Coloro i quali invece si comportano come se fossero in discoteca invece che in Chiesa hanno il solito problema della maleducazione e dell’ignoranza che ormai impera indisturbata in ogni angolo della società. Il problema è sempre quello, se ci fosse meno ignoranza ci sarebbe più educazione e certe cose non succederebbero. E questo vale non solo per fatti “religiosi” ma anche per tutti gli altri.

Spesso a piazza San pietro possiamo assistere addiruttura a litigi verbali, tra persone che dovrebbero essere credenti e praticanti, per accaparrarsi un posto in prima fila vicino alle transenne al fine di poter vedere il Papa da vicino in occasione del suo consueto giro sulla Papa-mobile per salutare i fedeli…alla faccia della fratellanza!

La gente spesso sembra dimenticarsi i precetti base che poi sono quelli che lostesso Papa e in qualsiasi Chiesa vengono ribaditi quotidianamente. Si comportano così anche perchè hanno, inoltre, una visone doistorta di ciò che è la confessione. Non si può commettere ogni tipo di azione e pensare che tanto poi ci si va a confessare e tutto passa. Va bene la confessione ma andrebbe ancora meglio un atteggiamento non lesivo dell’altui dignità e rispetto, e non ci sarebbe nemmeno bisogno della confessione stessa.

Tutto questo è per dire che spesso non vi è coerenza tra ciò che si va ad ascoltare in Chiesa e ciò che poi in effetti viene fatto nella vita di tutti i giorni. Pensiamo, ad esempio, che la quasi totalità delle famiglie mafiose è profondamente credente e praticante a conferma del fatto che molti pensano di poter fare il proprio comodo e poi andare in Chiesa a chiedere perdono…

Non è così che funziona, il perdono e la misericordia esistono solamente in funzione di un vero pentimento e, soprattutto, in funzione dell’impegno a non ripetere più quei comportamenti che, proprio per il fatto che si chiede perdono, noi stessi reputiamo sbagliati. Gli antichi Romani, tanto saggiamente dicevano: errare humanum est, perseverare autem diabolicum…

Si potrebbe aggiungere che sbagliare è umano, perdonare divino ma perseverare è da idioti…

…SOTTO A CHI TOCCA…

Preti che valgono oro…

Non bisognerebbe mai fare di tutta un’erba un fascio, anche se spesso siamo portati a farlo in ogni campo della nostra vita. Soprattutto nella religione e, in particolare, nella chiesa e nella sua storia non andrebbe fatto ma bisognerebbe saper valutare le varie situazioni e i vari personaggi che ne fanno parte.

Anzitutto dobbiamo ben distinguere tra Gesù Cristo e la chiesa. Gesù, per chi crede, è il figlio di Dio, essere perfetto creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili ed invisibili…mentre la chiesa si assume la responsabilità di rappresentare la casa di Gesù e di diffondere i suoi insegnamenti. La chiesa è fatta di uomini in carne ed ossa e come tali possono essere fallaci o meno, possono essere buoni o cattivi come in qualsiasi “organizzazione umana”, c’è del bene ma, ahimè, anche del male. Non dimentichiamoci che il Vaticano è un vero e proprio Stato con il suo capo e i suoi ministri e servitori: qualcuno conosce uno Stato senza difetti? A partire dal nostro, direi che gli esempi si sprecano.

Se sin dall’infanzia decidiamo di frequentare la chiesa, possiamo essere fortunati o meno. Siamo fortunati se troviamo dei preti o comunque esponenti del clero che dimostrano qualità umane come benevolenza, misericordia, comprensione e, soprattutto, non troppo fanatismo per la religione, un po’ meno o per nulla fortunati se incontriamo “talebani” della religione, intolleranza e bigottismo. Quanti persone omosessuali o divorziate o che hanno dovuto subire un aborto si sono sentite mal giudicate o, peggio, cacciate o non accolte dalla chiesa e per questi motivi si sono ovviamente allontanati? Tantissime, forse troppe ma questo è un errore inevitabile  della chiesa. Sbagliamo anche noi se pretendiamo che alcuni dogmi religiosi vengano disattesi, perché essi fanno parte della natura clericale, sono principi che non possono essere modificati, sarebbe come chiedere ad Obama un elogio del comunismo…impossibile!

Vi sono però alcuni esempi di preti eccezionali, che hanno fatto della loro vita una battaglia a favore dei poveri, degli emarginati, dei più deboli a partire dall’ex vescovo di Buenos Aires e ora Papa Francesco che ha sempre mostrato un amore verso tutti senza distinzione pur conservando, ovviamente, il rispetto per le dottrine della Chiesa.

Ricordiamo preti come Don Peppino Puglisi che ha lottato un avita per far sì che i giovani non abbracciassero la cultura mafiosa ma solo quella di Dio e, per il successo che riscuoteva e la paura che facevano le sue parole, ha pagato con la vita, assassinato per mano mafiosa non prima di aver sorriso al suo assassino ed aver detto: ” lo sapevo, ti aspettavo…”.

E poi ancora l’amatissimo e da poco scomparso Don Gallo che con le sue opinioni, per certi versi eretiche, era adorato da tutti. Era a favore di tutto ciò che la Chiesa combatteva, a favore dell’uso del preservativo, a favore dell’aborto, a favore delle coppie di fatto e delle coppie omosessuali insomma un prete d’avanguardia che guardava la realtà quotidiana e la amava per quella che era senza volerla modificare.

Non dimentichiamo il palermitano Don Paolo prete sentinella contro la mafia in una città difficile, Padre Turoldo eccezionale esempio di coraggio e carità, e ancora i vari Don Mazzi, Don Rigoldi che non hanno certo bisogno di presentazioni. E in ultimo, ma non per importanza, tutti gli esponenti della Chiesa impegnati nelle missioni, i Salesiani, i Gesuiti, le suore che, ad esempio, nell’Africa più profonda, aiutano le donne a partorire e crescere i loro figli, tutti quelli che fanno un lavoro enorme prima che come religiosi come uomini e rappresentano un vero e proprio punto di riferimento per chi chiede aiuto.

Tutto questo è per dire che non è giusto generalizzare e considerare la Chiesa un nemico a priori solamente perché al suo interno abbiamo assistito ad episodi sgradevoli ed alcuni, come la pedofilia, davvero schifosi e che meriterebbero una pena durissima. Come in tutte le famiglie ci sono le mele marce che vanno isolate e combattute, ma anche molte entità positive e che con il loro lavoro nobilitano se stessi e gli altri. Non è che a causa di alcuni presti pedofili dobbiamo credere che lo siano tutti. Sta a noi saper distinguere e sapersi rivolgere alle persone giuste senza scappare od offendere a causa, appunto, di una mela marcia che possiamo aver incontrato sul nostro cammino.

Questi discorsi valgono soprattutto per chi crede ma, sicuramente, bisogna rispettare chi non crede per questo o quel motivo. Ideale sarebbe prendere ciò che di buono c’è nella Chiesa e riuscire a riconsiderare le situazioni negative senza per questo demonizzare un intero sistema. A volte risulta davvero difficile ma non è impossibile se usiamo intelligenza e sensibilità.

…SOTTO A CHI TOCCA…

 

 

 

L’unico che vale la pena di ascoltare…

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Negli ultimi mesi avremmo dovuto assistere ad uno spettacolo nuovo. Dopo le elezioni del 24 Febbraio scorso, il popolo aveva espresso una voglia di cambiamento e di rinnovamento. Invece, da buoni italiani trafficoni, chi di dovere ha fatto tanto, troppo per…far rimanere le cose come erano prima eludendo e, soprattutto deludendo, chi dovrebbe “comandarli”.

Destra, sinisitra, centro, sopra e sotto hanno dato uno spettacolo penoso, tutti intenti ad incollarsi sempre più alla pelle delle poltrone dei palazzi. Abbiamo avuto  i dieci saggi (con la Boldrini undici!), Berlusconi che “governa” il governo minacciando comportamenti eversivi in caso di violazione dei SUOI interessi, una sinistra sfasciata, ridicola e ridicolizzata con i suoi esponenti “di spicco” che non ne hanno azzeccata una. Ricordiamo che il popolo della sinistra, la base aveva scelto (nelle primarie) Bersani su Renzi ma si è ritrovata Letta…

Non solo le elezioni nazionali hanno dimostrato che il risultato, anche quando palese, non sempre viene rispettato ma anche le primarie del PD dimostrano, togliendo 2€ ad ogni elettore (cosa assurda!), che poi fanno come vogliono. Non stupiscono  i voti dati a questa parte della politica dalle persone anziane che sono ancorate ad idee che difficilmente possono essere sradicate o modificate, ma non si capisce come un giovane possa votare la vecchia politica anche se poi non si capisce bene, in effetti, il nuovo dove sia.

Abbiamo assistito alle solite chiacchiere degne del miglior CAF (Craxi, Andreotti e Forlani) di ormai due decenni fa. Parole di parte, faziose da far impallidire una curva da stadio, che non hanno mai pensato al bene comune ma solamente a piccoli, a volte piccolissimi, interessi di bottegucce da strapazzo. Abbiamo assistito ad esponenti di governo incompetenti che non conoscono nemmeno la differenza tra Equitalia e Agenzia delle Entrate (vero sig, Fassina?), ad un primo ministro che, dall’alto della sua onestà intellettuale, si è affrettato a dichiarare che il governo andrà in “ritiro” cioè in vacanza a spese proprie…ci mancherebbe altro sig. Letta?? Ma dove vivete lei e i suoi prescelti? dimostrano ogni giorno di più la loro lontananza dalla realtà, dal popolo che, caso mai non l’avessero ancora capito, non li sopporta più con sconfinamenti nell’odio politico e, talvolta, personale.

I responsabili di alcuni degli ultimi disordini sono proprio loro e, cosa gravissima, non lo capiscono affatto. Forse si comportano così in onore del loro maestro da poco scomparso. Il Divo Giulio li ha ispirati da sempre e continuerà a farlo da lassù o meglio, per chi ci crede, da laggiù…

E pensare che stavolta era davvero facile, le urne hanno detto chiaramente chi ha vinto, chi ha perso e chi ha stra-perso. Bastava rispettare il verdetto ma ci voleva coraggio perché il cambiamento sarebbe stato epocale e totale. Ma il coraggio non è una virtù di cui siano colmi persone come, in primis, Napolitano bissato Presidente della Repubblica dopo che pochi giorni prima dell’elezione aveva definito ridicola un’ipotesi secondo mandato…complimenti al nostro presidente ottuagenario!!

In tutto questo marasma, in tutto questo squallore emerge, ancora una volta una luce splendente che splende più che mai, quella di Papa Francesco. L’ex cardinale Bergoglio sembra davvero essere rimasto l’unico faro dell’umanità intera e, nella nostra fattispecie, di noi Italiani. L’unica voce che vale la pena di ascoltare e l’unico personaggio che vale la pena di seguire. Ho già parlato spesso in questo mio blog del Papa e, più passano i giorni, più resto convinto della sua bontà. La chiesa è stata capace di quel cambiamento che le era richiesto e ha scelto una persona unica e di reale riformismo. La nostra politica non è stata capace, o meglio non ha voluto esserlo, di imitare per migliorare.

Se proprio dobbiamo ascoltare qualche capo di Stato, allora forse, dovremmo proprio ascoltare il Papa, questo Papa che è l’unico che vale la pena di ascoltare con le sue idee, i suoi comportamenti e le sue azioni veramente riformiste, coraggiose e tenere al tempo stesso. La gente lo ama non solo perché è il Capo della Chiesa Cattolica ma anche e soprattutto perché si percepisce il suo amore per la gente di cui ama sentirsi parte, la sua semplicità e la sua dolcezza. La sua attenzione per i giovani è tanto grande e presente in lui quanto nulla e totalmente assente in Letta, Napolitano e compagni…la gente lo vede e lo nota e, speriamo, sappia trarre le dovute conclusioni e  conseguenze. Evviva il Papa, evviva questo Papa!!

…SOTTO A CHI TOCCA…