Truffe telefoniche…

Tutti noi possediamo uno o più telefoni cellulari, una o più sim-card. In Italia esistono vari gestori telefonici che si spartiscono un mercato di più di cinquanta milioni di clienti a suon di offerte dell’ultima ora.

I clienti, cioè noi, sembrano un tantino frastornati da cifre, scatti alla risposta e all inclusive. Da una parte questa spietata concorrenza ha fatto sì che i prezzi diminuissero molto e potessimo telefonare a prezzi decenti rispetto a tanti anni fa, agli anni in cui i telefoni cellulari si affacciavano timidamente nel nostro paese chiedendo cifre esorbitanti per un minutino di conversazione.

Ma, purtroppo, se ci facciamo caso, ci sono ancora situazioni ambigue e fino a poco tempo fa vi era in atto una vera e propria truffa telefonica che non è stata affatto punita. Una cosa assolutamente anomala è il cosiddetto “scatto alla risposta”. Non si capisce il motivo di questo balzello visto che ormai nemmeno più la rete fissa lo chiede. E’ solamente un modo per togliere credito al cliente che spesso spende più in scatti alla risposta che in minuti effettivi di conversazione.

E’ vero che esistono piani tariffari senza scatto alla risposta ma la maggior parte ancora lo richiede con buona pace dell’associazione dei consumatori che non si è mai mossa minimante per fare, quantomeno, un pò di chiarezza su questa vicenda.

Proseguendo con le anomalie telefoniche non possiamo fare a meno di parlare della tariffazione a scatto ogni 30 secondi…assurdo, parlare, ad esempio, 31 secondi e pagare un minuto!! Le compagnie così facendo intascano indebitamente soldi che, in realtà, non appartengono a loro ma che sottrraggono furbescamente all’utente. Anche qui la, a volte preziosa, associazione dei consumatori non ha ritenuto di dover intervenire.

Ma la fattispecie più assurda e truffaldina di tutte è quella che rigurda, o per fortuna riguardava, la tassa che ogni cliente era tenuto a pagare nel momento in cui provvedeva a ricaricare il credito telefonico. Su una ricarica, ad esempio, di 20 Euro la tassa ammaontava a 5 Euro. Ma per cosa? Per quale arcano motivo dovevamo pagare una ricarica 25 Euro ma solo venti erano utilizzabili? Ancora oggi nessuno lo ha mai spiegato, nè le compagnie telefoniche nè le varie associazioni nè le Istituzioni come, ad esempio, il Ministero delle Telecomunicazioni.

Un pò di anni fa il governo in carica decise di abolire queste tasse di ricarica con un’azione un pò demagocica ma sicuramente utile per tutti i fruitori di telefonia mobile. Questa tassa venne dichiarata illegittima e illegale anche dalla comunità Europea. Infatti sembra che questo tipo di tasse fosse presente solamente in Italia. Fu così che venne tolta in quanto illegale, ma ci si chiede il motivo per cui non vennero restituite le tasse di ricarica indebitamente pagate fino ad allora.

Se hanno deciso che fosse illegale allora lo era anche prima di questa decisone e le compagnie avrebbe dovuto essere costrette a restituire il maltolto. Probabilmente, anzi sicuramente, non lo hanno fatto perchè si trattava di una cifra abnorme, che avrebbe provocato il totale fallimento di tutte le compagnie telefoniche nazionali con conseguenze disastrose dal punto di vista dell’occupazione.

Diciamo che non se la sono sentita ma, di fatto, resta la furberia perpetrata per anni da gestori telefonici in combutta con qualche ramo delle Istituzioni. Ai clienti hanno dato lo zuccherino per assaporare il quale si sono dimenticati del maltolto in precedenza.

Forse non solo le compagnie telefoniche avrebbero dovuto restituire i costi di ricarica ma avrebbero anche dovuto essere, in qualche modo, processate visto e considerato il fatto che si è stabilito che fu commessa un’illegalità. Non si può dichiarare un’azione illegale e non punirla. Esiste l’obbligatorietà dell’azione penale che, in quaeto caso, pare aver fatto spazio ad una sorta di “ragion di Stato telefonica” per salvaguardare, fondamentalmente, i posti di lavoro.

Comportamento non proprio lineare ma sicuramente comprensibile, anche se sarebbe auspicabile una maggior tutela dei consumatori che, alla fine, sono quelli che muovono l’economia e che senza i quali tutto rischia di ristagnare pericolosamente anche le chiacchiere e i messaggini al telefonino.

…SOTTO A CHI TOCCA…

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