Mal costumi “italioti”…

Nel nostro paese ormai il malcostume la fa da padrone quasi in ogni ambito, quasi in ogni città senza che nessuno, o quasi, faccia qualcosa per disabituare la gente ad essere protagonista di azioni che nuocciono a tutti. C’è un menefreghismo totale anche da parte di coloro che dovrebbero in qualche modo fungere da controllori delle situazioni sociali sgradevoli.

E’ sufficiente farsi un giro in una qualsiasi delle nostre città per notare come l’inciviltà ormai regni ovunque e come tutti o quasi si siano abituati a sopportare o, peggio, a considerare normali talune situazioni che di normale hanno ben poco.

Nessun automobilista si ferma più prima delle strisce pedonali anche in presenza di anziani o bambini che desiderano attraversare la strada. Dovrebbero forse cambiare le regole del codice stradale e imporre al pedone di dare la precedenza al veicolo!? Questa consuetudine ormai è rimasta totalmente tipica di noi Italiani che siamo tra gli automobilisti più maleducati e reticenti alle regole al mondo. All’estero il pedone è sempre considerato “sacro” e, quand’anche non lo fosse, si tratta di sporadici casi in cui, peraltro, il trasgressore di questa regola stradale e di civiltà viene sempre stigmatizzato. E’ sicuramente una questione di educazione sia stradale sia civica sia scolastica, quella educazione che in Italia non sembra più trovare spazio.

A tutti è capitato di doversi recare ad un bagno pubblico per espletare questa o quella funzione fisiologica. Ebbene le condizioni della stragrande maggioranza dei wc pubblici italiani sono inaccettabili non tanto perché non vengono puliti quanto perché l’Italiano di turno che lo utilizza non solo tende a non mantenerlo pulito ma, spesso, per dispetto verso non si sa chi lo sporca di proposito come, del resto, sporca le strade e i marciapiedi pubblici gettando, con un gesto che ormai è divenuto naturale ogni genere di effetto per terra senza nemmeno farci più caso. Anche qui è sempre questione di educazione, soprattutto educazione civica, quella che andrebbe insegnata nelle scuole ma di cui pochissimi hanno sentito parlare.

Proseguendo con i “nostri” mal costumi possiamo citare i famosi guanti al supermercato che dovrebbero servire a rispettare le più elementari norme igieniche e di educazione nel momento in cui vogliamo acquistare frutta o verdura. Sono pochissime le persone che li usano e, spesso, si vedono persone che tastano senza ordine questo frutto o quella verdura con mani sporche o addirittura (è capitato) leggermente ferite e purulente. In questo caso nemmeno chi dovrebbe vigilare fa nulla, non si azzarda né ad istruire né a redarguire le persone infiaschiandosene nel miglior stile italiano. La cosa è grave perché poi i generi alimentari che vengono “contaminati”, per così dire, sono poi quelli che mangiamo e che diamo ai nostri figli.

Il comportamento in cui l’Italiano è, e sempre sarà, l’incontrastato campione olimpico resta quello che riguarda le file negli uffici pubblici o in qualsiasi sito dove sia richiesto di seguire una normale fila. In tutto il mondo la fila è “verticale” e composta da singoli elementi o gruppi mentre in Italia è da sempre orizzontale, non si capisce mai chi sia il primo ma nemmeno l’ultimo, si avanza tra spintoni e furberie di cui siamo gli esponenti più titolati al mondo. Spesso negli Stati Uniti, ad esempio, vi sono eventi che richiamano moltissime persone in fila per accaparrarsi un biglietto e si possono notare file interminabili che girano anche intorno ai palazzi… uno per uno. Questa cosa, in Italia, non solo non riusciremmo a metterla in pratica ma nemmeno riusciremmo ad immaginarla sempre perché siamo sprovvisti di educazione e rispetto per gli altri.

Potremmo continuare analizzando, ad esempio, di nuovo gli Italiani al volante, furbetti, cafoni, inclini al turpiloquio ed al gesticolare offensivo come non accade da nessuna altra parte. Ultimamente poi guai a scendere dall’auto per protestare o discutere pena una probabilissima rissa anche con oggetti contundenti. Ci si chiede dove andremo a finire di questo passo se tutti non si danno una profonda regolata.

Questi che ho citato sono solamente una piccola parte dei mal costumi di cui noi Italiani ci rendiamo quotidianamente protagonisti, purtroppo, anche di fronte ai tanti stranieri che visitano la nostra penisola e che poi tornano a casa con un ricordo non solo delle bellezze italiche ma anche della grande maleducazione che incontrano troppo spesso qui da noi. Questo dovrebbe farci pensare molto…

Ribadisco che, forse, è un vero e proprio problema sociale in cui la maleducazione e le nostre peggiori consuetudini sembrano avere toccato un punto che è, se possibile, al di sotto del cosiddetto fondo. Servirebbe uno sforzo collettivo per il bene del singolo e di tutti ma, a giudicare da quello che si vede in giro, al momento sembra davvero un’utopia. Possiamo però sperare che le nuove generazioni facciano dell’educazione e del rispetto del prossimo una regola di vita…altra utopia?!?!

…SOTTO A CHI TOCCA…

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8 thoughts on “Mal costumi “italioti”…

  1. Viviamo in un tempo dove regana il caos.. non solo qui in Italia, ma in tutto il mondo (nella parte dove vive l’uomo civilisato) .. i popoli aborigini che vivano ancora molto lontano dalla nostra società .. non hanno questi problemi.. Pif 😉

  2. Sono d’accordo con tutto quello che hai scritto e potrei aggiungere anche l’uso sparito di parole come “grazie, prego, per piacere ecc..”.
    Ma le nuove generazioni riusciranno a cambiare senza che nessuno li educhi in tal senso?
    Magari di parole e consigli gliene diamo tanti ma quello che vedono fare è più forte delle parole!

  3. Stranamente mi viene alla mente di quando ero piccolo e i vecchi mormoravano: Se stava meio sotto Checco Beppe (traduzione: si stava meglio quando facevamo parte dell’Impero Austro-Ungarico) Non avrei mai detto di ricordarmi quella frase.
    A parte gli scherzi, purtroppo l’educazione fa molta fatica ad avanzare e le colpe potrebbero anche essere dei nostri potenti siano essi politici e/o detentori dei poteri mediatici.
    L’unica arma è tentare di dare il buon esempio.
    ciao
    Franco

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