Prostituzione intellettuale…che pena!!

Unknown

Mi piacerebbe tornare su un argomento che ho sfiorato un paio di giorni fa in occasione del post avente per oggetto una frase di Steve Jobs. L’argomento, nel titolo, è molto attuale in questo paese ma non solo. La prostituzione intellettuale cioè la vendita al miglior offerente del proprio io, del proprio cervello, delle proprie convinzioni e dei propri sentimenti è un fatto grave che però, guardando un po’ tutti i campi della vita, ha preso piede e si è allargato a macchia d’olio.

In settori di vita come politica, sport, economia ed altri (quasi tutti) ciascuno vende le proprie idee per un nonnulla. In politica abbiamo assistito troppo spesso a personaggi che, per piccoli vantaggi, si sono venduti diventando banderuole e facendosi portavoce di messaggi che solo qualche tempo prima avrebbero aborrito. Un grande personaggio sportivo (nella foto in alto), qualche anno fa, disse davanti alle televisioni che avrebbe accettato tutto tranne la prostituzione intellettuale appunto dando prova che anche nello sport esiste questa pratica. Gli diedero dell’arrogante e borioso quando invece era solamente onesto e coerente con se stesso.

La prostituzione intellettuale è anche quella che abbiamo potuto notare in alcuni giornalisti (vedi Emilio Fede) che, da ottima “zoccola della tv” ha cambiato casacca, ha espresso negli anni opinioni diametralmente opposte tra loro cercando di indirizzare l’opinione pubblica verso quelle idee che, in un certo senso, gli pagavano il lauto stipendio e lo avevano fatto resuscitare da un sicuro oblio.

Essere intellettualmente prostituiti significa non essere se stesso, perdere la propria identità, essere dei morti viventi con la testa di un altro. Ringrazio la collega di ventoetempofermo.wordpress.com che mi ha ricordato che il famoso pediatra e psicoanalista inglese Donald Winnicott così parlava:

“… un “falso sè”, una personalità creata per rispondere alle aspettative degli altri, alle esigenze, un palsmarsi su quello che l’altro chiede ed esige, perdendo di vista quel che si è. Alle volte, perdendolo talmente tanto di vista da non riuscire a recuperarlo, da essere incapaciti di distinguere tra quel che si è e quel che ci si mostra di essere, fino ad arrivare alla vera e propria patologia.”

Il buon Donald ha centrato in pieno la questione. Si arriva piano piano ad un falso se stesso che vive solo in funzione degli altri e si perde di vista il nostro mondo solo per qualche piccolissimo vantaggio. Quante volte all’interno dei posti di lavoro abbiamo notato i cosiddetti “lecchini”? Quelli che, per fare un saltino in avanti sono talmente sleali che sarebbero capaci, non solo, di dichiarare il falso ma anche di dire ciò che non pensano e di pensare ciò che non dicono. Questi li possiamo riconoscere perché, solitamente, sono molto ambiziosi e, come tali, sleali. Lealtà e ambizione fanno a pugni da sempre.

Potremmo affermare che la prostituzione intellettuale è il nome gentile del lecchinaggio di c…, sia quello che avviene ad alti livelli sia quello bieco che esiste nei posti di lavoro dove persone insignificanti vendono se stessi e gli altri per pochi € in più al mese o per piccole posizioni di pseudo- privilegio. Comportamenti penosi e purtroppo molto diffusi. Le persone spesso si comportano male, malissimo in maniera del tutto gratuita e perdono di vista il significato della loro vita e, spesso, anche quello della vita altrui.

Se ci pensiamo bene, non c’è nulla di piu’ bello e gratificante di avere idee proprie, di rispettare quelle degli altri e di non prevaricare nulla e nessuno. Le idee, per carità, si possono cambiare, è segno di giovinezza intellettuale. Lo stesso Aristotele diceva che solamente le persone di animo e mente vecchi non cambiano mai idea ma non dovremmo mai vendere le nostre convinzioni per compiacere questo o quello, non dovremmo mai buttarci via dandoci al miglior offerente che poi, magari, non offre tutto sto granché.

La prostituzione intellettuale è molto pericolosa per tutti e, purtroppo, ben presente nelle società contemporanee. L’auspicio è che i giovani, la classe dirigente del futuro venga cresciuta ed incanalata verso un insegnamento opposto, fatto di lealtà coerenza e rispetto per se stessi. Difficle, difficilissimo ma non impossibile…

…SOTTO A CHI TOCCA…

 

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