Gli esaltati della musica…

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La situazione della musica, italiana e non, è, tranne qualche rara eccezione, ristagnante e non molto edificante. Accanto ai cosiddetti mostri sacri, infatti, non vi è alcun motivo per stare allegri visto che non sembra più possibile trovare  “nuove leve” degne di destare l’attenzione di chi ascolta, di chi produce e degli addetti ai lavori in generale.

I motivi di questa pochezza di vena artistica e di valide novità sono forse da ricercare nel fatto che non si suona più nella cantine, nei locali con musica originale ma si preferisce affidarsi, da una parte, a questi talent-show che in realtà altro non sono che spettacoli nazional- popolari che hanno come unico obiettivo l’odiens e il ritorno economico tramite la pubblicità e, dall’altra, chi fa musica, chi cioè suona nel locali, decide di essere solamente una cover band e replica, spesso malamente, la musica di altri senza dedicarsi a comporre e ad inventare qualcosa di nuovo.

In questo modo, anche chi risulta musicalmente valido, perde molto della sua “arte” impigrendosi ed ostinandosi a copiare gli altri senza avere il coraggio di esporsi per rischiare e mostrare il proprio intimo di artista. Quanto ai talent-show, sono diventati ormai una moda che continua da anni, con  alcuni programmi (X-Factor e Amici per fare due esempi) che sono arrivati alle decima se non alla dodicesima edizione. La cosa che sorprende più di tutto in questo tipo di programmi e nei personaggi che si propongono per diventare professionisti della musica è la poca, pochissima umiltà accompagnata da un’arroganza e una esaltazione assurda e fuori luogo.

Questi ragazzi, con poca esperienza (se non qualche anno di studio) non sembrano essere in grado di voler partire dal basso con tanta umiltà, ma si sentono già arrivati nell’olimpo della musica quando invece sono dei semplicissimi “signori nessuno”. Spesso li abbiamo visti fuori da locali pretendere l’ingresso in virtù del fatto che hanno partecipato a questo o a quel reality o talent, senza nessuna cognizione di ciò che voglia dire essere musicisti veri. Mi chiedo se mai si sono chiesti cosa possano essi rappresentare nella musica al cospetto di gente come, per fare solo qualche esempio, Peter Gabriel o John Lennon o Jimmy Page. Credo che neppure sappiano chi sono questi signori e, comunque, non avendo nessuna umiltà ma solo esaltazione e boria non arrivano nemmeno a chiederselo.

Poi vanno a San Remo, vincono e chi li sente più?! Sembrano Rock-star vere e proprie, menestrelli della musica mondiale ma, in realtà, non incidono affatto sulle sette note e, spesso, durano da Natale a Santo Stefano. Che fine ha fatto Antonino Spadaccino, vincitore di Amici di qualche anno fa e di cui si prediceva un futuro brillantissimo? Credo che sia tornato al suo paese a fare qualche serata in qualche sagra paesana. Per carità non c’è nulla di male, bisogna solo essere umili e stare con i piedi per terra e laddove questo non avvenga allora sì, qualcosa che non va c’è.

Stesso discorso vale per le cover-band che, quasi sempre, sono degli esaltati senza pari che frequentano locali dove, alla fine della serata, sembra che abbiano suonato in uno stadio da 80.000 persone. Aspettano la riverenza di chi si è fatto una birra in loro compagnia, insomma se la tirano come pochi diventando, molto spesso, anche un tantino ridicoli. Un mondo, quello delle cover-band e dei relativi locali che li ospitano, marcio da dentro in cui vige, purtroppo, la cultura mafiosa sia da parte dei locali sia da parte di chi suona. Sarebbe ora che tutti, ma soprattutto i “musicisti” delle cover-band, scendessero dal pero e capissero che davvero non sono nessuno, rappresentano il nulla nell’universo musicale. A volte, per assistere ad una serata di cover, si arriva a spendere (perchè richiesti) anche 20€ al netto delle consumazioni…ma si può spendere 20€ per questi signori nessuno e, magari, per assistere ad un concerto dei Depeche Mode “solo” 40€? C’e evidentemente qualcosa che proprio non va!!

Viste le cifre che vengono richieste da cover e, conseguentemente, dai gestori dei locali forse sarebbe meglio lasciare i locali vuoti e spendere i propri soldi per assistere a concerti veri o magari comprarsi un bel cd ORIGINALE e, soprattutto, sarebbe auspicabile un po’ più di umiltà da parte di chi crede di far parte di un mondo, quello della musica, come protagonista ma che in realtà non è nemmeno una comparsa. L’umiltà è un sintomo di intelligenza che, come tale, purtroppo non tutti hanno ma di cui ci sarebbe molto bisogno non solo nella musica ma anche in tantissimi altri campi…

…SOTTO A CHI TOCCA…

 

 

 

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6 thoughts on “Gli esaltati della musica…

  1. Anch’io, come te, non amo affatto le cover band. Per questo non vado mai a sentirle, anche quando suonano pezzi di gruppi che adoro. Lo scimmiottamento tipico di queste band mi mette sempre un po’ di tristezza e non capisco il motivo per cui non passino il tempo a creare uno stile tutto loro, anche non originale ma loro.. Riguardo all’assenza di novità nel panorama musicale, invece, mi sento di non essere d’accordo con te. Certo, forse bisogna “cambiare canale” ma, cercando bene, si trovano in giro cose meravigliose

  2. Spendere da 15 anni i miei piccoli risparmi extra per cd originali, edizioni booklet speciali, edizioni limitate di raccolte dei tuoi artisti preferiti: FATTO.
    Godersi uno/due concerti di quelli seri all’anno (quando gli artisti che ascolti sono entro i 500km da te): FATTO.
    Aver consumato già le vacanze 2013 pur di fare una scappatella all’estero per ascoltare un live unico e irripetibile del proprio gruppo preferito: FATTO.
    Essere così appassionati di un certo tipo di musica tanto da volerci provare a 30 anni iscrivendosi ad un coro polifonico: FATTO.

    Devo aggiungere altro? ah..mi spiace ma non guardo San Remo 😉 ammetto di aver seguito le prime edizioni di x factor. Ma non mi sono mai appassionata a quel modo di fare musica…;-)

  3. Uhm…uhm…manca un pezzo al tuo pezzo…la musica italiana è piena di artisti piccoli e indipendenti validi, originali e pieni di talento…ma la musica, come tutta la cultura, è sottoposta a regole di mercato rigide e monopoliste…se tu continui ad ascoltare alla radio Vasco Rossi non è perchè non ci sia niente di meglio di Vasco Rossi, semplicemente chi decide i palinsesti e decide cosa è radiofonico e cosa no è legato agli interessi delle case discografiche… Ed è qui che tutto ristagna…ed è per questo che si fa fatica a sentire qualcosa di nuovo, ed è per questo che sembra che solo il formato del talent show televisivo possa dare spazio a nuove proposte (che però sono tutte omologate per il pubblico medio della televisione)…Fidati che talento e artisti ce ne sono eccome ma finchè la gente ascolta radio deejay e 105 fidati che continueranno a rimanere chicche per pochi intenditori…

  4. Hey there! I could have sworn I’ve been to this blog before but after checking through some of the post I realized it’s new to me.
    Nonetheless, I’m definitely glad I found it and I’ll be bookmarking and checking back frequently!

  5. Molti di questi ragazzi che cantano non valgono niente, qualcuno si salva!
    Saper ben interpretare è cosa giusta, ma il vero artista è un creativo nei suoni e nelle parole, bisogna saper ben incrociare tra di loro 7 note ed avere una particolare sensibilità per cogliere le mille sfumature del cuore umano, tutto il resto è marketing!
    Per piacere risparmiami i Beatles… … …!?

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