…pensiero stupendo… II°

“Il nostro tempo è limitato, per cui non lo dobbiamo sprecare vivendo la vita di qualcun altro. Non facciamoci intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciamo che il rumore delle opinioni altrui offuschi la nostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, dobbiamo avere il coraggio di seguire il nostro cuore e la nostra intuizione. In qualche modo, essi sanno che cosa vogliamo realmente diventare. Tutto il resto è secondario.”  ( Steve Jobs )

 

La frase di un genio che, forse, riassume il senso della nostra vita terrena. Certo, non è facile da seguire e da attuare. Lui ha sempre avuto il coraggio di seguire ciò che il cuore gli suggeriva ed ha avuto quelle intuizioni che solo una mente superiore può avere. Se ci riflettiamo, spesso, molti di noi vivono la vita di qualcun altro, si fanno bloccare dal pensiero di altre persone sia per convenienza sia per pigrizia. Nel primo caso si ha quella “prostituzione intellettuale” che ci rende morti pur essendo fisicamente vivi, nel secondo caso si ha quella grande ignoranza che ci rende anonimi e ininfluenti sia nella nostra vita sia in quella degli altri, di quelli che amiamo e la cui sorte ci sta più a cuore.

Questa frase quindi dovrebbe essere presa come un insegnamento che ci permette di crescere, di migliorare, di amare, di gioire e di soffrire ma, soprattutto, di…vivere!!

…SOTTO A CHI TOCCA…

 

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6 thoughts on “…pensiero stupendo… II°

  1. Ci vuole un gran coraggio, a volte, ad andare oltre quello che gli altri si aspettano da noi. La soluzione comoda è quella di certo di non alzare troppo la cresta, dire di si quando si sente dentro che è no…ma alla lunga ciò non può che portare ad una immensa frustrazione…
    Non possiamo essere tutti Jobs, non possiamo fare tutti le ‘capre’.
    Dura, eh?!?

  2. Winnicott parlava di un “falso sè”, una personalità creata per rispondere alle aspettative degli altri, alle esigenze, un palsmarsi su quello che l’altro chiede ed esige, perdendo di vista quel che si è. Alle volte, perdendolo talmente tanto di vista da non riuscire a recuperarlo, da essere incapaciti di distinguere tra quel che si è e quel che ci si mostra di essere, fino ad arrivare alla vera e propria patologia. Ci vuole coraggio sì, coraggio e onestà, con se stessi e con gli altri. Ma penso ci voglia anche coerenza, capire dove finiscono le proprie possibilità. Buona serata.

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