Le confezioni…danno ecologico ed economico!

Unknown

Al giorno d’oggi dovremmo prestare molta attenzione all’economia e all’ecologia, due settori fondamentali nella vita di tutti noi. Eppure, a volte, sembra che si faccia di tutto, riuscendoci, per avere danni sia economici sia ecologici. Siamo abituati ad acquistare i beni a noi necessari dotati di una confezione, siano essi beni alimentari, beni di svago o di qualsiasi altra categoria senza pensare alle molte implicazioni che le confezioni, intese come vero e proprio imballaggio, portano con loro e dopo di loro.

E’ pur chiaro che esistono dei beni, soprattutto quelli alimentari che sono possono venire a contatto con batteri e germi, che devono gioco forza essere dotati di una confezione, ma esiste un’infinità di altri oggetti che proprio potrebbero fare tranquillamente a meno di essere confezionati. Nel primo caso possiamo riferirci, ad esempio, alla carne che senza confezione sarebbe esposta a contaminazione anche grave, nel secondo caso, invece, ci riferiamo a beni tipo boccette di profumo, generi di cancelleria o anche a qualche oggetto per il bricolage e il fai date. Che senso ha mettere un’involucro ad una boccetta di profumo o ad una penna o ad un martello o ad un cacciavite? Eppure accade spesso.

Le confezioni rappresentano un danno economico per chi acquista che deve pagare un “plus” relativo proprio al packaging ed anche un danno ecologico perché aumentano la quantità di rifiuti da smaltire e con la situazione “collassata” della raccolta dei rifiuti in Italia si dovrebbe stare più attenti a queste cose. Senza contare che, forse, a tutti è capitato di ricevere un regalo e gettare subito la confezione senza nemmeno guardarla a testimonianza che spesso esse sono davvero inutile e superflue.

Forse si potrebbe e si dovrebbe fare una sorta di inventario delle cose, degli oggetti e dei beni in generale che necessitano di essere confezionate o imballate e, parallelamente un altro inventario di tutto ciò che invece può essere venduto e acquistato “nudo”. Avremmo così un doppio vantaggio: da una parte il prezzo dei beni dovrebbe, per forza di cose, calare a vantaggio di noi consumatori, dall’altra faremmo un vero servizio all’ecologia contribuendo a rendere meno sporco sia il nostro paese sia, più in generale, il nostro pianeta.

Come sappiamo tutti nel nostro paese si sono avvicendati numerosi partiti ecologisti (non ultimo quello della sig.ra Boldrini) che però non hanno mai pensato a questa cosa né hanno mai proposto una regolamentazione in materia.La Boldrini preferisce occuparsi di… censurare la rete. Strano che nessuno degli addetti ai lavori, da un punto di vista istituzionale, non ci abbia mai pensato o meglio forse ci ha anche pensato ma di fronte agli interessi, economici e non, che gravitano attorno allo smaltimento dei rifiuti ha preferito fare “orecchie da mercante”.

Tuttavia, sono state messe a punto alcune iniziative importanti e innovative soprattutto dalle grandi catene di distribuzione. Mi riferisco ad Iper-mercati come Auchan o Carrefour che hanno predisposto, in alcuni punti vendita, un settore dove la vendita di prodotti alimentari come pasta, riso, cereali, dolciumi ed altro avviene tramite distributori automatici con peso calibrato e senza confezione alcuna. Questo, come dicevo, consente agli avventori di risparmiare notevolmente e, infatti, questo tipo di vendita ha avuto molto successo perché alla fine il lato che maggiormente interessa il consumatore è quello del proprio portafoglio più che quello ecologico che, comunque, rimane conseguente ed un fatto assolutamente positivo.

Un plauso quindi a questa lodevole iniziativa ed un invito a riflettere a coloro che si occupano dall’interno di ecologia affinché si facciano portavoce con chi di dovere per avere una regolamentazione che possa portare ad una limitazione di quella che è una vera e propria spazzatura. Se si limitasse l’immissione di rifiuti (di qualsiasi genere) nel nostro ambiente avremmo tutti da guadagnarci tenendo conto che le discariche non sono infinite e che la il nostro pianeta non tollererà all’infinito le nostre angherie. Discorso a parte, ma assimilabile a questo, è quello delle cicche e dei mozziconi di sigarette abbandonate per strada. Ma questa è un’altra storia…

…SOTTO A CHI TOCCA…

 

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5 thoughts on “Le confezioni…danno ecologico ed economico!

  1. Ciao, nel mio paese facciamo la differenziata porta a porta. In teoria potrei sentirmi a posto con la coscienza, perché ogni martedì (od ogni due martedì) la mia cassetta di cartone che prima conteneva 12 bottiglie di birra è zeppa di carta cartone e cartoncino, pesa circa 5 kg (di carta) e ho fatto il mio dovere. Ecco, quei 5 kg mi lasciano davvero perplesso: possibile che produciamo così tanti scarti?

  2. A volte, prima di trovare l’articolo acquistato, ci si trova a smontare una specie di matrioska tra buste di plastica, polistirolo espanso e cartoni…..e all’esterno delle reggette che tagliano le mani ma non si tagliano se non con forbici robuste….
    Qui a Firenze hanno messo i fontanelli – con l’acqua “buona” disribuita gatuitamente – basta portarsi dietro le bottiglie e si risparmia tanta plastica…..o qualche supermercato che ha messo i distributori di detersivi…ma non mi embra che vengano molto utilizzati. Ai fontanelli vedo quasi solo extracomunitari e i disributori li vedo sempre vuoti…….
    Dobbiamo ancora crescere…

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