Reati da punire…più severamente!!

Sappiamo bene che, nel nostro paese, la giustizia potrebbe funzionare meglio, ingolfata come è da una serie di processi, da iniziare o da finire, interminabile. Sta di fatto che, forse, sarebbe opportuna una riforma giuridica vera, profonda che consenta sia lo snellimento delle pratiche giudiziarie sia l’introduzione di misure più opportune relativamente a determinate tipologie di reati.

Il nostro è probabilmente il paese con il sistema giudiziario tra i più garantisti del mondo. Abbiamo tre gradi di giudizio dove, spesso all’ultimo grado viene completamente ribaltata la sentenza del primo grado lasciando anche dubbi sulla effettiva capacità investigativa di chi è preposto a tale scopo. Possibile che una persona condannata in primo grado venga, in Cassazione, del tutto assolta? Che razza di indagini sono state fatte? Che razza di investigatori sono questi che sbagliano tutto sin dall’inizio? Queste domande sorgono spontanee e, spesso e volentieri, non hanno risposta ma lasciano solo rabbia in chi chiede giustizia, una giustizia “giusta”.

Vi sono poi dei reati gravissimi, schifosi, che fanno rabbrividire e che il nostro sistema giudiziario si ostina, talvolta, a non tenere nella giusta considerazione e anzi a “garantire” un po’ troppo. Mi riferisco, ad esempio alla violenza sulle donne, ai sequestri di persona e, soprattutto, alla violenza sui bambini a quella che viene chiamata con una delle parole più aberranti del vocabolario: la pedofilia.

Ho già trattato, in passato, il tema sulla violenza sulle donne provocato da una concezione malata di alcuni uomini che pensano di averne la proprietà esclusiva e di poter disporre della propria femmina a proprio piacimento. Troppo spesso, anche ultimamente, accadono eventi tragici che hanno come vittime le donne, donne soggiogate che subiscono l’impossibile. Altro reato orrendo è, appunto, il sequestro di persona. Il privare una persona della cosa più importante che possa avere (la libertà) è una cosa agghiacciante contro cui tutti dovrebbero combattere per debellare la concezione stessa che si possa tenere una persona segregata allo scopo di avere un profitto, il riscatto. Ma, in una ipotetica quanto, mi rendo conto, squallida classifica di reati forse al poco invidiabile primo posto c’è appunto la pedofilia. Un reato e una “pratica” assurda, contro tutto e contro tutti, contro la natura, contro ogni senso e perpetrata da malati mentali che il nostro ordinamento, spesso , considera incapaci di intendere e di volere con buona pace dei genitori dei piccoli “violati”.

Il legislatore dovrebbe tenere più in considerazione il fatto che un bambino “offeso” in quel modo si porta dentro una ferita enorme che niente e nessuno riuscirà mai a rimarginare. La ferita è anche dei genitori quindi, direi che si tratta, quando accade, di una tragedia vera e propria che nessuna sentenza potrebbe mai mitigare pensando di poter offrire una giustizia equa.

Alcuni, in passato, avevano avanzato l’ipotesi di introdurre, per questo tipo di reati e anche per sequestro di persona e violenza sulle donne, l’istituto della pena di morte. Il nostro paese è davvero strano. La culla del diritto non sembra essere in grado di avere un senso di giustizia, sembra quasi dover scontare una  sorta di pena del contrappasso: coloro che hanno inventato il sistema giuridico con codici leggi ecc, nei tempi moderni non riescono ad avere un’applicazione di quei codici e di quelle leggi che un tempo erano considerate delle vere opere d’arte del settore.

Quelli che vorrebbero la pena di morte per questi reati avevano proposto una specie di referendum popolare, un sondaggio tra i cittadini per vedere chi e quanti fossero stati a favore o contro all’introduzione di questa maggiore “severità”, di questa “severità” estrema. Molti si sono detti o contrari sia alla pena di morte sia al cosiddetto sondaggio esplorativo ma forse più per paura che il risultato potesse essere a favore che per reale convinzione. Se, diciamo, vincesse il sì dovrebbero davvero riformare tutto e il nostro paese cambierebbe volto e natura.

Al di là di tutte le considerazioni personali di ciascuno, è evidente che la giustizia, in questi casi, deve essere più precisa, più severa e più sensibile alle conseguenze di questi schifosi reati. Pene più severe ma soprattutto pene certe e, perché no, in questi casi abolire il secondo e il terzo grado di giudizio. Sicuramente una provocazione difficile da attuare ma mi piacerebbe venisse fatto questo referendum e vederne i risultati. Potremmo forse avere una sorpresa “sorprendente”?

…SOTTO A CHI TOCCA…

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