Drums, Drums, Drums…!!

Un po’ di tempo fa conoscevo un ragazzino, un amico fidato che aveva una grande passione per la musica. Sin dai primi anni di vita gli piaceva ascoltare la musica, sorrideva ogni qual volta suo nonno veniva a trovarlo e metteva sul piatto del giradischi un po’ di musica. Mi raccontava che tutti avevano da subito notato in lui un grande senso della musica e soprattutto un gran senso del ritmo. Passavano gli anni e il ragazzino ascoltava tanta musica fino a che un giorno decise che lui stesso voleva fare un po’ di musica. Voleva suonare qualcosa, qualche strumento qualsiasi strumento perché  sentiva un impulso irrefrenabile verso questa attività, verso questa arte.

Ben presto si rese conto che, in realtà, questo impulso era diretto ad uno strumento in particolare: la batteria! Forse a causa del suo senso del ritmo di cui abbiamo accennato sopra. Mentre mi raccontava queste cose, mi diceva anche che i suoi genitori erano un po’ preoccupati e anche un po’ incazzati. Con tutti i bellissimi strumenti che ci sono proprio la batteria, dicevano, ma che roba è? ma lui niente, imperterrito, vedeva i tamburi come un uomo innamorato vede la sua donna. Mi confessava che era un po’ timido e non sapeva se sarebbe stato in grado di suonare gli strumenti che mettevano il musicista “davanti” su un eventuale palco dove tutti lo potevano vedere e mettere in imbarazzo. Preferiva stare dietro, un po’ nascosto ma comunque , diceva, sarebbe stato lui a dare il tempo, il ritmo,  insomma mi diceva che lui con la sua batteria sarebbe stato fondamentale.

Una mattina a scuola lo vidi imbronciato e gli chiesi subito cosa fosse successo. Mi rispose che niente, i genitori non ci sentivano, la batteria non era da considerare uno strumento ma solo come un dispensatore di rumore e, secondo loro, anche di perdizione. Avevano un concetto di batterista molto sbagliato ma questa era lo loro inappellabile decisone: se voleva imparare a suonare lo avrebbero iscritto ad un corso di…chitarra! Lui, pur di suonare e stare a contatto con la musica, accettò e malvolentieri iniziò a frequentare le prime lezioni durante le quali si rese ancora di più conto di quanto noiosi erano gli altri strumenti rispetto alla batteria.

Mi diceva che non si divertiva e che aveva deciso di parlare con suo fratello maggiore per trovare una scappatoia e magari convincere i genitori a tornare sui loro passi. Suo fratello non prese minimamente in considerazione l’ipotesi di parlare con mamma e papà, diceva che non avrebbero capito ma propose al mio amico di fare una magia. Siccome il fratello già lavorava gli disse che gli avrebbe pagato lui un l’iscrizione ad una scuola di musica dove avrebbe seguito un corso di batteria. L’importante era che fosse contento e che facesse ciò che più amava.

Non gli sembrava vero e iniziò questa avventura fantastica. Mi diceva che non voleva deludere i genitori e quindi, ogni tanto, andava a chitarra ma erano molte le volte in cui marinava le lezioni di chitarra per andare dalla sua amata batteria. Iniziò a prendere confidenza con tom, gran cassa, charleston, bacchette, piatti, pedali, cuffie ecc e sembrava come alice nel paese delle meraviglie. Ogni volta che parlava del suo strumento gli si illuminavano gli occhi ed era bello vedere questo entusiasmo.

Dimostrò subito un buon talento e spesso voleva che il fratello “mecenate” andasse a vederlo suonare, a vederlo imparare a suonare. Il fratello ovviamente andava ad assistere alle lezioni di nascosto dai genitori che credevano il mio amico alla lezione settimanale di chitarra. Illusi!

Finì  i corsi e andò poi per la sua strada formando dei gruppi per suonare nei locali, per divertirsi e per vivere un po’ di musica. Inutile dire che lo andavo a sentire spesso ed era davvero bravo. Era sempre nascosto visivamente al pubblico ma si faceva molto sentire picchiando sui suoi tamburi. Sembrava non fare la minima fatica anzi sembrava prendere energia da quello strumento così rumoroso e scintillante. Veniva spesso anche il fratello nei cui occhi si poteva notare una luce di orgoglio. Si considerava forse l’artefice della felicità musicale del “fratellino”. Anche i genitori si rassegnarono e, un giorno, assistendo ad una serata del figlio rimasero quasi a bocca aperta chiedendosi dove avesse imparato a fare certe cose…

Ci perdemmo di vista a causa delle cose della vita ma un giorno, grazie ad un social network, ci ritrovammo e decidemmo di vederci. Era sempre il solito, non faceva il musicista per vivere ma la passione e l’amore per la musica e per i suoi tamburi era immutata. Era ancora innamorato come il primo giorno. La batteria, diceva, è come una bellissima donna. Bisogna saperla trattare bene, bisogna saperla toccare, accarezzare perché solo toccandola e amandola in un certo modo a seconda delle situazioni, da il meglio di sé e ti fa sentire importante. Una dichiarazione d’amore in piena regola con cui, credo e spero,  molte persone possano essere d’accordo.

Un mondo senza musica (e batteria) non si può neanche immaginare e una vita senza musica (e batteria) è una vita sbagliata.

Wherever there is a beat there is always a drums!! / ovunque ci sia un battito c’è sempre una batteria!!

…SOTTO A CHI TOCCA…

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One thought on “Drums, Drums, Drums…!!

  1. Non sono daccordo, ma daccordissimo… la musica è la cornice dorata della nostra esistenza… non si può immaginare…io veramente non posso immaginare l’esistenza senza la compagnia di cinque righe e sette semplici pallini. In base a come li posizioni sono in grado di creare passione, gioia, dolore, abbandono, rabbia, eccitazione, calma… elementi necessari per il nostro sentirsi “vivi” se poi circola nelle vene è impossibile poter fermare il flusso arterioso… capisco il tuo amico e capisco l’amore che non ha mai smesso di provare per essa. Non finiscono mai certi sentimenti “musicali”… a presto e grazie per la sbirciatina … il tuo? interessante blog! una gustosa pizzicagnoleria che verrò a trovare spesso. ciao!!! Cate :o)

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