I giovani e l’alcool…

Conosciamo bene gli effetti negativi e devastanti che droga e fumo provocano al nostro organismo e, più in generale, alla nostra società. Sì perché sono delle vere e proprie piaghe sociali con cui, ahimè, le Istituzioni devono fare i conti quotidianamente. Ma cosa ancora più grave è la diffusione del vizio di bere tra i giovani per lo più minorenni. Recenti studi hanno messo in evidenza come ormai la prima bevuta e la prima sbronza avvenga già a partire da 13 o 14 anni. Fatto grave, segno di questi tempi che stiamo vivendo, tempi decadenti senza valori dove i giovani non hanno più punti di riferimento, non hanno più santi né eroi. Tempi in cui anche le famiglie dei giovani non riescono più a stare dietro alla loro educazione e alle loro esigenze.

Aggiungiamo poi il fatto che i messaggi che arrivano agli adolescenti sono messaggi distorti che fanno loro credere che il divertimento passi obbligatoriamente dallo sballo, l’essere “figo” equivale ad essere fuori di testa. Sembra che ormai il divertimento puro e semplice, che in passato coincideva ad esempio con una partita a calcio in strada o con due chiacchiere notturne nel cortile di casa, non esista più. Certo torna sempre la solita domanda in base alla quale ci si chiede come mai lo Stato vieti la droga ma consente la libera vendita sia di fumo sia di alcool che provocano danni del tutto simili tra loro.

E’ evidente comunque che i giovani di oggi non sono uguali a quelli del passato. Sono molto più emancipati, molto più furbi e spesso si cacciano in guai tipici degli adulti. A questo proposito qualcuno ha avanzato in passato la proposta di abbassare la maggiore età dai 18 anni attuali ai 16. Forse sarebbe una buona cosa soprattutto per responsabilizzare maggiormente i giovani che oggi sembrano essere protetti dalle ali di mamma e papà che spesso sbagliano giustificando le loro “malefatte”. Giustificandoli non si fa altro che permettere loro di reiterare i loro comportamenti e non si fa loro capire dove e come sbagliano. Gli si dà sempre una giustificazione non capendo che, a volte, una punizione può servire al loro bene, a farli crescere e a far si che non ripetano gli errori in cui incappano.

La soluzione dovrebbe, forse, partire dal basso cioè dalla scuola che dovrebbe attuare dei programmi di educazione civica che insegnino ai ragazzi le cose buone della vita e a stare lontano da quelle cattive. Ci dovrebbero essere programmi scolastici che prevengano certi comportamenti mostrando i rischi nel caso in cui dovessero essere attuati. Poi sicuramente buona parte del lavoro di educazione spetta alla famiglia che oggi, forse, è troppo presa da crisi, problemi economici, problemi sociali ecc per avere la capacità e la forza di fare un lavoro pieno e completo sui propri eredi. Questo è un altro neo provocato dalla crisi economica, tutti impegnati a portare a casa la pagnotta e manca il tempo per educare e vigilare i nostri figli.

Sicuramente molto dipende anche dai ragazzi stessi e dalla loro predisposizione o meno a cacciarsi nei guai, è una questione di maturità e di responsabilità. Al di là di tutti è auspicabile che i giovani e tutti in generale non si buttino via e non sprechino le loro risorse dietro a cose dannose soprattutto per loro.

…SOTTO A CHI TOCCA…

 

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