Asocial network…

Oggi, visto che in questo appena nato Blog nel week end si parla di “svago”, parliamo di internet, di rete.

Ormai siamo tutti presi e appassionati di social network, da Facebook a Twitter passando per tutte le altre piattaforme disponibili in rete. Abbiamo anche la possibilità di scaricare applicazioni che ci consentono di restare in contatto “sociale” con il nostro mondo e con quello più vasto, il mondo esterno. Sembra che non siamo più capaci di piangere o gioire se non sui social, sembra che una cosa che ci accade, bella o brutta che possa essere, non ci sia relamente accaduta se non dopo averla condivisa su facebook o simili. Mi pare che siamo diventati tutti un po’ troppo compulsivi verso questi strumenti tanto divertenti quanto, a volte, un po’ pericolosi. Sì, pericolosi perché rischiano di ingenerare in noi una distrorta percezione della realtà dandoci l’impressione che nulla accada al di fuori di essi. Invece la vita è fuori e là andrebbe vissuta , il social deve essere solamente uno strumento di divertimento e come tale deve restare. Sicuramente tutti i social network hanno avuto il grande merito di consentire una sorta di moderno “ricongiungimento familiare” offrendo, ad esempio ad ex compagni di scuola la possibiltà di avere notizie gli uni degli altri, la possibiltà di risentirsi, di aggiornarsi sulle rispettive condizioni di vita. Tutte cose che altrimenti sarebbero state possibili con maggiore difficoltà.

Su questi social network si chiede e si da’ amicizia e spesso se una persona ci ” toglie” dai contatti può da alcuni essere vissuta come un inqualificabile affronto.Questa è una percezione distorta della realtà. L’amicizia non è su facebook o altro. L’amicizia è e va vissuta nella realtà di tutti i giorni e non può essere una piattaforma a decretarne l’inizio, la fine e l’intensità.

Visitando i vari social è percepibile, in alcuni casi, una sorta di asocialità (da qui il titolo del post di oggi) dettata dal fatto che ognuno, per così dire, va per conto suo, scrive solo di se stesso, pubblica proprie foto, è preso solo da se stesso insomma non interagisce con gli altri amici o conoscenti che siano. Questo è strano e contraddittorio in tema di social network che appunto dovrebbero favorire l’interazione e la socialità. E’ sicuramente un altro segno dei tempi in cui viviamo, tempi frenetici privi di aggregazioni sociali e di sentimenti che ci portano ad essere troppo presi da noi stessi, dal vedere chi siamo, cosa facciamo, dove andiamo  senza tener conto che esistono anche gli altri a cui, almeno in parte, dovremmo interessarci se decidiamo di far parte di un social network.

La piega più brutta che stanno forse prendendo questi strumenti di rete è che sono diventati per molti aspetti dei luoghi dove fare pettegolezzi, luoghi in cui impacciarsi degli affari altrui, insomma delle moderne portinerie. Ma forse chi li ha inventati è stato intelligente proprio per questo, perchè ha capito che i tempi erano cambiati e ha dato alle persone ciò che in quel momento volevano, prova ne siano i milioni di iscritti ai social che, peraltro continuano ad aumentare di mese in mese. L’auspicio però è che non diventiamo una società che non è più in grado di avere rapporti umani in carne ed ossa, tangibili, insomma di realtà vera da condividere nella vita di tutti i giorni.

…SOTTO A CHI TOCCA…

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2 thoughts on “Asocial network…

  1. Post in linea con un bell’articolo uscito oggi sul Corriere dal titolo “Perché ho lasciato Facebook (ma non sono diventato a-social”

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